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Lavoratori Almaviva, insediato tavolo tecnico Regione-sindacati
di Michele Giuliano

Il 31 maggio scadranno i contratti e 75 giorni prima l’azienda dovrà avviare l’iter per la mobilità. Uno spettacolo di solidarietà con artisti palermitani al Teatro Politeama

Tags: Almaviva, Lavoro



PALERMO - Per i lavoratori di Almaviva non c’è più tempo da perdere. Bisogna correre per scongiurare la mobilità e si moltiplicano incontri e attività di sensibilizzazione.

Fra le iniziative, uno spettacolo di solidarietà con artisti palermitani, entro la prima settimana di marzo al teatro Politeama, e una campagna nazionale già avviata sui social network twitter e facebook con l’hastag #siamotuttialmaviva per coinvolgere le istituzioni nazionali.
 
In questi giorni si è insediato all’assessorato regionale alle Attività produttive il tavolo tecnico Regione-sindacati: “Partendo dalla conferma di quanto questa vertenza rivesta una ruolo centrale per il futuro dell’economia e del lavoro in Sicilia - spiega Eliana Puma, Rsu Fistel Cisl - la Regione ha condiviso la nostra richiesta di intervenire subito, prima cioè che la crisi porti all’invio già dal mese di marzo delle lettere per l’avvio della procedura di mobilità per i primi mille e 500 lavoratori. Abbiamo già iniziato a discutere di alcune linee di intervento da approfondire”. Il 31 maggio scadranno i contratti di solidarietà e 75 giorni prima, quindi a metà marzo, l’azienda in assenza di novità dovrà avviare l’iter per la mobilità.
 
Ma intanto si attende ancora la data di convocazione del tavolo nazionale, dopo gli impegni assunti nei giorni scorsi da prefettura e Regione. La richiesta della prefettura è giunta al tavolo della Presidenza del consiglio e del ministero dello Sviluppo economico e si attende la data della convocazione. C’è da dire che Almaviva ha già annunciato ben 2.500 esuberi e per questo motivo si sono scatenate proteste di piazza. La società in Sicilia conta due sedi (una a Palermo, l’altra a Catania) e un organico complessivo di circa 7 mila addetti, tra lavoratori assunti con contratti a tempo indeterminato (circa 5 mila) e collaboratori.
 
I sindacati chiedono l’intervento delle istituzioni per scongiurare i licenziamenti mentre a sostegno dei lavoratori si è schierata anche Rifondazione Comunista che ha indetto un presidio insieme ai lavoratori a progetto sotto la sede dell’ispettorato del lavoro in via Toselli a Palermo. “Vogliamo – dichiara Vincenzo Fumetta, segretario provinciale di Rifondazione Comunista Palermo – denunciare a chi ha tra i suoi compiti principali la vigilanza sulla normativa in materia di lavoro e sulla corretta applicazione dei contratti collettivi che a Palermo esiste un’azienda con migliaia di dipendenti che ha deciso in maniera unilaterale di modificare l’accordo del 2013 applicando la vergogna del cosiddetto Talking Time.

L’ispettorato del lavoro non può far finta di non vedere quello che accade da quasi due mesi in Almaviva, non può far finta di non sapere che l’intenzione della azienda è quella di estendere il talking time anche nelle altre sedi che l’azienda ha in Italia. Se in questo Paese esiste ancora una normativa del lavoro, uno statuto dei lavoratori, l’ispettorato del lavoro deve intervenire immediatamente e bloccare questa deriva prodotta dal liberismo che in primo luogo offende e umilia la dignità dei lavoratori.
 


Call center 4U Servizi, spettro licenziamenti
 
Lo spettro dei licenziamenti si agita anche per i lavoratori del call center palermitano 4U Servizi. La società di via Ugo La Malfa, infatti, ha già dato vita alle procedure di mobilità per 245 addetti su 330. Un provvedimento che la società motiva per via della perdita di una grossa commessa con la compagnia telefonica Wind, sfumata qualche mese fa. Alla Ksm, l’istituto di vigilanza con sede legale a Palermo, sono stati invece ridotti i licenziamenti. I sindacati hanno siglato un accordo con la società che si occupa di sorveglianza armata che prevede alcune misure per ridurre e rendere meno dolorosi gli esuberi. In particolare l’accordo prevede una riduzione del numero degli esuberi dichiarati per Palermo che passano da 65 a 50 mentre a Catania e Messina sono praticamente scongiurati: la procedura interesserà 25 unità di personale ma solo ed esclusivamente su base volontaria. La Ksm conta in Sicilia un migliaio di addetti: “Riteniamo che con l’impegno di tutti la procedura si possa chiudere senza traumi  – dice Marianna Flauto, segretario generale della Uiltucs Sicilia  –. Inoltre l’azienda ha assicurato che è sempre impegnata a garantire la prosecuzione delle attività attraverso la formazione e l’utilizzo di strumenti all’avanguardia e tecniche innovative sui sistemi di sicurezza”.

Articolo pubblicato il 01 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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