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Catania - Scelta la sede del nuovo Palazzo di giustizia
di Desirée Miranda

Sì all’ipotesi originaria di viale Africa, tramonta idea di una cittadella giudiziaria all’ex ospedale Tomaselli. Bianco: “Giornata importante per il Distretto della Corte d’Appello di Catania”

Tags: Catania, Tribunale, Enzo Bianco



CATANIA - “La scelta è definitiva, il nuovo Palazzo Giustizia sarà in viale Africa, abbiamo finalmente trovato la soluzione in una giornata importante per l’intero Distretto della Corte di Appello di Catania”. Con queste parole il sindaco di Catania Enzo Bianco annuncia, finalmente, la soluzione finale per l’esigenza di dare giusti e adeguati spazi per la giustizia amministrata a Catania.

L’annuncio al termine della riunione svoltasi a Roma nella sede del Ministero della Giustizia per affrontare il problema la questione dell’edilizia giudiziaria nel distretto di Catania annunciata dopo l’incontro a Palazzo degli elefanti del sindaco con il nuovo presidente della Corte d’Appello Giuseppe Meliadò. Riunione a cui hanno partecipato, oltre a Bianco e Meliadiò, l’assessore Giuseppe Girlando, l’assessore regionale agli Enti Locali Giovanni Pistorio, il procuratore generale Salvatore Scalia, il presidente del Tribunale Bruno Di Marco e il procuratore aggiunto Carmelo Zuccaro. Una soluzione attesa da molto tempo dato che la giustizia catanese soffre una carenza di spazi tanto che non ci sono abbastanza aule per i processi, solo per fare un esempio.

Tramonta definitivamente quindi, l’idea di realizzare una cittadella giudiziaria nell’ex Ospedale Ascoli Tomaselli, nonostante nel maggio 2013 è stata posta la prima firma a Palermo per destinare i locali ex ospedale alla Giustizia, e si torna all’ipotesi originaria di viale Africa, in quello che è conosciuto come l’ex palazzo delle poste.  Un immobile acquistato proprio da Bianco allo scopo di cederlo al Ministero e farne una cittadella giudiziaria, che è costato circa 57 milioni di lire nel 1999, ma che da allora non mai stato recuperato e che anzi è sempre stato preda di vandali e dormitorio di tanti disperati.

Adesso, però, dopo 17 anni di attesa e dopo il ritorno di Enzo Bianco alla guida dell’amministrazione catanese la svolta verso il ritorno ai progetti originali. I soldi per ristrutturarlo ci sono grazie al fatto che la Regione Siciliana ha recuperato quaranta milioni utilizzabili per la sistemazione di un immobile non di sua proprietà. Si tratta di fondi recuperati da fondi comunitari per sicurezza e legalità che adesso, dopo  il benestare ufficiale della Regione Siciliana, si potranno utilizzare per procedere al rivalorizzazione dell’edificio di viale Africa perché possa essere ceduto al Ministero e ospitare il nuovo Palazzo di Giustizia. Per la cessione, però, dopo i lavori per il cui progetto sono incaricati il Genio Civile e il Provveditorato alle Opere Pubbliche, dovrà essere sottoscritto un apposito protocollo di intesa tra Ministero, Regione e Comune di Catania.

“Ringrazio la Regione per l’impegno, il Ministero per la disponibilità e i vertici della Magistratura catanese per aver fatto questo lavoro di squadra che ha consentito questa soluzione, capace tra l’altro di riqualificare la zona di viale Africa – afferma ancora il sindaco Bianco che comunque annuncia tempi brevi per tutto l’iter -. Adesso, in attesa che il percorso venga completato, ci impegneremo tutti per trovare una soluzione transitoria per la carenza e la dispersione degli uffici giudiziari”, conclude.
 

 
Emanuele Bonomo, presidente di Adiconsum Catania: "Importante passo, ora iter celere"
 
CATANIA - La notizia era attesa da anni. La realizzazione del nuovo Palazzo di Giustizia era un’esigenza espressa da lungo tempo dagli addetti ai lavori, per mancanza di spazio nella sede attuale.
Che la Cittadella della Giustizia fosse, come annunciato inizialmente, realizzata nell’area dell’ex presidio ospedaliero Ascoli Tomaselli, o nell’ex palazzo delle Poste di viale Africa, acquistato a un costo abnorme – 57 miliardi di lire – proprio con questo scopo, poco importava. L’importante era agire. Lo ha evidenziato Carolina Tafuri, presidente (facente funzioni) della Corte d’Appello di Catania, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, sottolineando la situazione dell’edilizia giudiziaria sia “drammatica” e come, nel tempo, non siano mutate “le problematiche logistiche che da tempo affliggono gli Uffici giudiziari aventi sede nella città capoluogo del distretto”. Un grido d’allarme, affatto nuovo, che anche il Presidente del Tribunale, Bruno Di Marco aveva lanciato. “La realizzazione del progetto – aveva affermato qualche mese fa – è per noi fondamentale, dato che attualmente non ci sono aule per ospitare i processi civili che si svolgono nelle stanze dei procuratori”. Necessità di cui, in tempi recentissimi, ha parlato anche Giuseppe Meliadò, neo Presidente della Corte d’Appello di Catania, affermando come “gli uffici giudiziari catanesi presentino molti problemi, ad iniziare da quello dell’edilizia giudiziaria”, oltre quello dei tempi del processo.
Oggi, finalmente, la buona notizia accolta con favore anche da chi, da tempo, aveva indicato altre soluzioni. “Per il momento – commenta Emanuele Bonomo, presidente di Adiconsum Catania -  pur non condividendo pienamente l’ubicazione, ci limitiamo ad accogliere favorevolmente questo importante passo. Ci auguriamo – conclude - che l’iter sia celere visto i gravi ritardi del recente passato. La politica sappia che noi vigileremo”. (mt)

Articolo pubblicato il 03 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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