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Vittime dei raid contro l'Isis. "Somiglianze con rapiti italiani"
di Redazione

Per la Farnesina tra le vittime ci sarebbe il siciliano Salvatore Failla

Tags: Isis, Terrorismo



PALERMO – “Dalle foto che sono in nostro possesso ci sono somiglianze con almeno due dei tecnici che a suo tempo sono stati sequestrati”. Lo ha riferito il direttore del Dipartimento delle Informazioni per la sicurezza, Giampiero Massolo, sul caso dei due italiani uccisi in Libia nel corso di un raid contro l’Isis.

La Farnesina ha diffuso un comunicato in cui si legge che “relativamente alla diffusione di alcune immagini di vittime di sparatoria nella regione di Sabratha in Libia, apparentemente riconducibili a occidentali, da tali immagini e tuttora in assenza della disponibilità dei corpi, potrebbe trattarsi di due dei quattro italiani, dipendenti della società di costruzioni Bonatti, rapiti nel luglio 2015 a Mellitah e precisamente di Fausto Piano (di Capoterra, in provincia di Cagliari) e Salvatore Failla, siciliano di Carlentini (Siracusa). Con loro erano stati rapiti anche Gino Pollicardo di Monterosso (La Spezia) e Filippo Calcagno di Piazza Armerina (Enna). Al riguardo la Farnesina ha già informato i familiari.

Al centro della vicenda c’è un video diffuso da media libici, che mostra le vittime della sparatoria avvenuta mercoledì sera a Sabratha. In esso si vedono corpi senza vita di 14 persone, compresi quelli che con ogni probabilità sono dei due italiani rapiti nel 2015. Le milizie libiche che hanno attaccato il covo di terroristi probabilmente non sapevano che all'interno c’erano anche ostaggi occidentali. Secondo quanto si apprende da ambienti giudiziari, Piano e Failla sarebbero stati separati dagli altri due dipendenti della Bonatti sequestrati, Pollicardo e Calcagno, sui quali attualmente non ci sono notizie.

A Carlentini, dove vive la famiglia di Failla, ci si aggrappa ancora alla speranza che la notizia dell’uccisione del dipendente Bonatti non venga confermata. Tra i cari dell’italiano rapito, nessuno ha voluto rilasciare dichiarazioni. A parlare è stato soltanto il sindaco di Carlentini, Giuseppe Basso, il quale ha detto poche parole a nome della comunità, dicendosi addolorato e riferendo di essere in stretto contatto con la Prefettura in attesa di notizie ufficiali.

Anche a Piazza Armerina, città di cui è originario un altro dei rapiti, Filippo Calcagno, sono momenti di tensione: “Seguiamo con trepidazione le notizie che arrivano dalla Libia – ha affermato il sindaco Filippo Miroddi - ma non abbiamo ancora alcuna notizia ufficiale sulle sorti del nostro concittadino. Ci auguriamo che questa vicenda finisca nel migliore dei modi e che Filippo faccia ritorno presto a casa. Tutta la comunità armerina lo aspetta”.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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