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Quotidiano di Sicilia

Pil Sicilia, per l'anno 2015 previsioni ancora negative
di Patrizia Penna

La stima è contenuta nell’analisi delle Unioni regionali Cciaa di Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Nel 2014 la nostra Isola ha perso lo 0,9% tornando ai livelli di 20 anni fa (83 mld)

Tags: Sicilia, Pil, Economia



PALERMO - La stima provvisoria indicava per il 2015 un aumento del prodotto interno lordo italiano dello 0,7%. L’Istat, invece, qualche giorno fa ha certificato un +0,8% (dato grezzo): l’Italia, finalmente, è tornata a crescere dopo tre anni consecutivi di flessioni.
Vorremmo poter dire la stessa cosa della Sicilia ma al momento non ci sono dati regionali ufficiali, solo stime.

Sul fronte previsioni, però, i dati che si riferiscono alla nostra Isola sono molto controversi, se non addirittura discordanti.
Il 2014 si è chiuso ancora una volta in negativo: la Sicilia, secondo l’Istat, ha perso per strada un’altra parte cospicua della ricchezza prodotta (-0,9%), tornando così ai livelli di venti anni fa, quando il Pil si attestava a quasi 83 miliardi.

Ha fatto molto discutere qualche mese fa l’analisi congiunturale dell’Ufficio statistica della Regione siciliana, secondo cui il 2015 si chiuderà con un incremento del Pil dello 0,4%, mentre “si preannuncia una ripresa a partire dal 2016 in un contesto nazionale di crescita più decisa”.

Secondo molti, sono davvero poco significativi i segnali che lascerebbero presagire timidi segnali di ripresa.
“La Sicilia tra il 2007 e il 2014 aveva detto al QdS nell’inchiesta pubblicata il 31 dicembre 2015 (Sicilia 2015, Odissea nello strazio), Antonio Cinque, direttore della Banca d’Italia, sede di Palermo - , ha vissuto ben otto  anni consecutivi di recessione, la più lunga e intensa dal dopoguerra. Durante questo periodo, la nostra regione ha perduto oltre 12 punti di Pil, a fronte dei 9 punti nella media italiana, la spesa per consumi delle famiglie si è ridotta di quasi il 14% e quella per investimenti fissi lordi è arretrata di quasi il 40%. Ugualmente pesante è stata la dinamica negativa del mercato del lavoro”.

Tornando ai preconsuntivi 2015, di crescita zero si parla nell’edizione numero 44 del Report Sicilia, l’analisi previsionale dell’economia siciliana, realizzata da Diste Consulting per Fondazione Curella all’interno della quale il Diste stima per il prodotto interno lordo regionale una totale stagnazione sui livelli del 2014, quindi un tasso uguale a zero che sospende una recessione durata otto anni (dal 2007 al 2014).

È uno scenario decisamente più negativo, invece, quello delineato dall’analisi realizzata congiuntamente dalle Unioni regionali delle Camere di Commercio di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna utilizzando i dati di fonte Prometeia sugli “Scenari delle  economie locali”: sulla base del documento, la Sicilia nel 2015 dovrebbe registrare l’ennesimo segno negativo, -0,4% (variazione percentuale su valori concatenati 2010).

Al di là delle più rosee ed ottimistiche previsioni, resta la consapevolezza che la strada da percorrere è ancora lunga e tutta in salita. Le scelte compiute da chi ci governa non sembrano essere quelle giuste e non sembrano andare nella direzione dello sviluppo e della crescita. Alla nostra regione, dunque, non resta altro che continua a pagare un prezzo troppo alto. E, un tessuto produttivo così fragile come il nostro, non potrà di certo lasciarsi alle spalle con facilità gli effetti e gli strascichi di una crisi economica così devastante, come quella che di fatto stiamo ancora patendo.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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