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Quotidiano di Sicilia

Il riscaldamento terrestre è un drammatico dato di fatto
di Bartolomeo Buscema

2015, anno più caldo di sempre. Le sparute posizioni negazioniste si sciolgono come neve al sole. Raggiunta la metà della strada senza ritorno, ovvero i 2° di temperatura in più

Tags: Riscaldamento Terrestre, Ambiente



CATANIA - Le ormai sparute posizioni negazioniste circa la responsabilità della specie umana sul riscaldamento globale si stanno sciogliendo come neve al sole. Le anomalie di riscaldamento eccessivo del Pianeta azzurro sono fin troppo evidenti e veloci per essere addebitate solamente a fenomeni astronomici o a cicli maturali di riscaldamento e raffreddamento, che, è bene ricordarlo, si svolgono su tempi molto lunghi.

È ormai ufficiale: il 2015 è stato l’anno più caldo da quando esistono rilevamenti meteorologici affidabili, cioè da 136 anni.
Un record che ha superato quello del 2014. Infatti, la temperatura media globale del 2015 è stata di 14,79 gradi centigradi, pari a 0,90 °C in più della media del XX secolo e di 0,16 °C rispetto al precedente record del 2014.

Ma non è tutto: la temperatura media delle terre emerse è stata di 1,33 °C superiore alla media del secolo appena trascorso, quella della superficie dei mari di 0,74 gradi, ben maggiore del primato del 2014 che era stato di +0,11 °C.

Sono dati ufficiali e certificati dal Noaa (l’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani) e del Met Office (l’Ufficio meteorologico britannico), che riscrivono la nuova classifica degli anni più caldi che sono: 2015, 2014, 2010, 2005 e 1998. Un aumento notevole e preoccupante se pensiamo che nel recente “Paris agreement” sul clima globale si auspicava il contenimento dell’incremento della temperatura media globale sotto i 2 °C per evitare l’innescarsi d’instabilità climatiche irreversibili.

Purtroppo il picco di temperatura  media del 2015 ha mostrato che siamo circa a metà strada: 0,9 su 2 gradi centigradi d’incremento massimo da non superare. La ragione del record di temperatura del 2015 è legata all’eccezionalità termica di quel fenomeno, conosciuto con la sigla Enso (El Niño-Southern Oscillation) o più brevemente El Niño. Un evento climatico ciclico frutto dell’interazione accoppiata fra oceano e atmosfera che si verifica quando la temperatura media della superficie della parte centrale dell’Oceano Pacifico orientale aumenta di oltre +1.5°C, rispetto alle medie stagionali.

Come se tutto ciò non bastasse, la Nasa ha recentemente reso noto che la media delle temperature del mese di gennaio di quest’anno è stata di 1.13˚C più alta di quella relativa a tutti i mesi di gennaio del periodo 1951-1980. Un trend di crescita della temperatura media globale che preoccupa i metereologi del servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, i quali temono che il 2016 potrebbe essere il nuovo anno record. Non è certamente una buona notizia perché significa un prolungamento dei periodi siccitosi già in atto in molte aree del mondo, tra cui le isole più meridionali dell’Indonesia, e un aumento delle piogge in molte isole e atolli corallini del Pacifico centrale. Purtroppo a farne le spese saranno le popolazioni più povere che non hanno sufficienti risorse finanziarie per mettere in cantiere le necessarie azioni di contrasto e mitigazione degli effetti negativi.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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