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Catania - Pronto soccorso "Vittorio Emanuele", torna lo spettro della chiusura
di Desirée Miranda

Sempre più concreta l’ipotesi di trasferire l’attività nel nuovo ospedale San Marco a Librino. Enzo Bianco: ”Non consentiremo che nel centro della città tale servizio di assistenza”

Tags: Catania, Enzo Bianco, Ospedale



CATANIA - Il pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania verrà chiuso. Una notizia che preoccupa non poco tutti i cittadini che a più livelli stanno manifestando le loro preoccupazioni. Una opzione già paventata nel 2013 e che torna adesso alla ribalda perché l’attività di pronto soccorso dovrebbe essere presto trasferita a Librino, nel nuovo ospedale San Marco nell’ambito della riorganizzazione dei presidi emergenziali da parte della Regione. Una riorganizzazione che però non sarebbe chiara, soprattutto nei tempi. L’ospedale di Librino, infatti, doveva essere pronto molti anni fa e ancora non è stato attivato.

“Ci troviamo di fronte ad una situazione confusa, i cui contorni sono lontani anni luce dalla definizione dei tempi e delle modalità di realizzazione dell’intera riorganizzazione dei presidi emergenziali nella città di Catania”, affermano il segretario generale della Ugl di Catania Carmelo Mazzeo e il coordinatore nazionale del settore docenza e dirigenza della federazione nazionale Ugl università Raffaele Lanteri.

Non solo, il pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi rimarrebbe l’unico nel centro città e per questo dall’Ugl si dicono “fortemente preoccupati perché, nel periodo intercorrente tra la chiusura del pronto soccorso del Vittorio Emanuele e l’apertura nel nuovo nosocomio dell’apparato di supporto dell’emergenza di Librino, si verrebbe a creare una condizione di vacatio dei servizi sanitari offerti da una fetta considerevole della popolazione catanese, in particolare quella che risiede nei popolosi quartieri a sud della città che ancora una volta verrebbero penalizzati”.

In effetti, dopo il Garibaldi sarebbe il Policlinico l’ospedale con il pronto soccorso più vicino al centro città, o addirittura si dovrebbe arrivare fino il Cannizzaro. Una situazione che in molti definiscono intollerabile e pericolosa per la salute e la sicurezza delle persone. “Chiediamo alle autorità governative, politiche, accademiche ed aziendali preposte, di fare immediatamente chiarezza sull’iter che dovrà essere eseguito da qui a breve, rassicurando la cittadinanza sulla continuità dei servizi di assistenza sanitaria, evitando così di creare gravi disservizi e pesanti disagi per la popolazione interessata”, concludono i sindacalisti. Una richiesta che si aggiunge alla voce del sindaco di Catania, Enzo Bianco, che chiede con una strategia chiara e una valutazione complessiva di ogni dettaglio di concerto tra le istituzioni. “Stiamo vigilando sul percorso e non consentiremo che nel centro della città non ci sia un pronto soccorso in grado di rispondere alle esigenze dei cittadini, fornendo una qualità di assistenza all’altezza della situazione”, afferma Bianco.

“Al contempo – continua - bisogna ridisegnare la logistica dei servizi dedicati all’emergenza-urgenza, puntando fortemente sia sull’apertura dell’ospedale San Marco, sul quale sono già stati fatti ingenti investimenti, sia su quella del nuovo pronto soccorso del Policlinico”.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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