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Agevolazioni per le Pmi, nuove regole
di Rosario Battiato

Sulla Gazzetta ufficiale di giovedì scorso il decreto del ministero dello Sviluppo economico che elenca le novità della Nuova Sabatini. Semplificazioni delle procedure e possibilità di utilizzare una provvista diversa da quella della Cdp

Tags: Pmi, Agevolazioni



PALERMO – Arriva sul sito del ministero il decreto del ministro Federica Guidi che elenca le nuove norme in materia di agevolazioni per le piccole e medie imprese. Col provvedimento, firmato di concerto con il ministro dell’Economia Padoan, viene data attuazione alle modifiche apportate alla “Nuova Sabatini” secondo il decreto legge varato nel 2015 dall’esecutivo. Procedure semplificate e possibilità di accedere ai contributi anche con finanziamenti su provviste diverse dal plafond della Cassa depositi e prestiti.

La “Nuova Sabatini” è uno strumento agevolativo, istituito dal decreto-legge del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013), per accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese e migliorare l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature. La misura prevede un plafond di risorse costituito dalla Cassa depositi e prestiti, risorse che le banche aderenti alle convenzioni Mise-Abi-Cdp o le società di leasing, se in possesso di garanzia rilasciata da una banca aderente alle convenzioni, “possono utilizzare per concedere alle Pmi, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti di importo compreso tra 20 mila e 2 milioni di euro a fronte degli investimenti previsti dalla misura”. Il Mise concede un contributo che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari in relazione agli investimenti realizzati. “Le Pmi hanno la possibilità di beneficiare – si legge sul sito del ministero – della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario, con priorità di accesso”. Il plafond di Cdp, inizialmente pari a 2,5 miliardi, è stato raddoppiato.

Passiamo alle novità. “Il decreto concerne la nuova disciplina per la concessione ed erogazione del contributo”. In questo modo il Mise introduce sul proprio sito il provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di giovedì. “Le modifiche alla ‘Nuova Sabatini’ – si legge nel comunicato del ministero – prevedono che i contributi a favore delle Pmi che acquistano beni strumentali possano essere concessi anche a fronte di finanziamenti erogati dalle banche e dalle società di leasing a valere su una provvista diversa dall’apposito plafond della Cdp (Cassa depositi e prestiti, ndr). Le banche e le società di leasing che si avvarranno di questa opportunità utilizzando la doppia provvista dovranno informare le aziende clienti che, a loro volta, potranno scegliere la tipologia di finanziamento che presenta le condizioni più favorevoli”.

Cambiano anche i tempi di concessione dei contributi, che saranno ridotti, e vengono introdotti elementi di “semplificazione delle procedure e della documentazione da produrre per la loro erogazione”. Le nuove procedure dovrebbero scattare già a partire dal 2 maggio di quest’anno.

Attualmente della dotazione complessiva è stata utilizzata circa la metà. Il quadro complessivo è stato fatto dallo stesso Mise che l’ha aggiornato allo scorso mese di febbraio. Dopo 23 mesi di operatività la “Nuova Sabatini” ha visto la presentazione di poco meno di 11mila domande con la prenotazione di 2,88 miliardi di euro di finanziamenti Cdp e di circa 220 milioni di contributi Mise. Le domande agevolate deliberate ammontano a 2,548 miliardi e i contributi Mise concessi sono pari a 196,6 milioni.

L’ultimo dato aggiornato che comprende anche la distribuzione regionale risale, invece, al 31 gennaio scorso. Delle 9mila domande censite quasi 7mila si distribuiscono in parti uguali tra Nord-Est e Nord-Ovest, mentre tra Sud e Isole si sfiora quota mille (959). Il finanziamento deliberato più alto per Regione si trova in Lombardia con un dato che ammonta a più di 700 milioni di euro, seguita dal Veneto che supera quota 450 milioni, e quindi dall’Emilia-Romagna che si attesta a poco più di 350 milioni. La Sicilia è tra le ultime d’Italia con un dato inferiore ai 50 milioni di euro.

Articolo pubblicato il 15 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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