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Ddl stralcio, no ad una Finanziaria bis
di Raffaella Pessina

Il presidente dell’Ars Ardizzone ha fatto appello al senso di responsabilità. Termine per gli emendamenti fissato per oggi alle 15

Tags: Ars, Finanziaria, Giovanni Ardizzone, Vincenzo Vinciullo



Nuova seduta questo pomeriggio all’Ars nel corso della quale verranno resi noti i risultati della conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire il calendario dei lavori. Intanto, la seduta d’Aula ieri pomeriggio a Palazzo dei Normanni, ha visto il Presidente dell’Ars Ardizzone chiedere al Presidente della commissione Bilancio, Vincenzo Vinciullo, una relazione sullo stato dei lavori per esitare il ddl stralcio contenente le norme fuoriuscite dalla finanziaria.

Vinciullo ha fatto sapere che solo ieri aveva potuto dare inizio ai lavori in merito al ddl in oggetto e di conseguenza il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato per oggi alle 15.
Lo stesso ha aggiunto che il ddl dovrebbe essere incardinato questo pomeriggio, cominciando ad affrontare le problematiche ancora aperte, tra le quali la norma sugli sportellisti.

Il presidente della commissione Bilancio ha fatto sapere all’Aula che è stata annunciata la modifica dell’emendamento che li riguarda, ma che “a tutt’oggi (ieri per chi legge, nda) in commissione non è arrivato alcun documento. Inoltre, sempre secondo Vinciullo, non sono pervenute le relazioni sui pareri espressi al ddl dalle altre commissioni legislative dell’Ars. E ancora, Vinciullo ha chiesto chiarezza sull’esame degli articoli estromessi dalla Finanziaria e ha ricordato che è stato dato nelle commissioni il parere su alcuni articoli senza la presenza del Governo e che peraltro erano stati bocciati dall’Aula. Vinciullo ha concluso dicendo che il ddl stralcio non sarà pronto per l’Aula prima di martedì 22 marzo, anche perché il Governo ha fatto sapere che non potrà essere presente, perché impegnato a Roma nella trattiva sui soldi che il governo nazionale dovrebbe far avere alla Sicilia.

Oggi, così come deciso dal presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, se ne discuterà in conferenza dei capigruppo, prevista per le 11 dopo l’incontro con le sigle sindacali, ma intanto ieri ha avvertito: “Se pensiamo di fare una nuova Finanziaria non credo che arriveremo a una soluzione immediata, non si ristabilisca quel clima”, ha detto invitando i parlamentari al senso di responsabilità nel presentare emendamenti al disegno di legge che contiene norme stralciate dalla manovra finanziaria e che si configura sempre di più come una legge omnibus. “Domani (ha detto ieri in Aula Ardizzone) in conferenza dei capigruppo mi auguro che ci sia una condivisione chiara e intellettualmente onesta da parte di tutti - ha proseguito - non possiamo ritardare ancora il procedimento su alcune norme dove sembrava esserci una condivisione di carattere generale”.

Sulla polemica che ha incendiato gli animi nei giorni scorsi sulla mancata pubblicazione dei documenti finanziari in Gazzetta Ufficiale Ardizzone ha aggiunto di avere già firmato la finanziaria e di attendere ancora il bilancio. “Poi ci vorranno i tempi tecnici per la pubblicazione in Gazzetta ufficiale”. Per la cronaca, i testi sono stati approvati lo scorso 2 marzo. Il ritardo nella pubblicazione dei documenti contabili rischia di provocare il blocco della spesa, compresa la quota destinata agli stipendi. “Ho firmato la Finanziaria - ha fatto sapere Ardizzone -, aspettiamo ancora il bilancio”.

Intanto i coordinatori regionali di Ncd- Area popolare Francesco Cascio e Giuseppe Castiglione sono intervenuti per sottolineare l’urgenza di procedere alla riforma delle province. Il capogruppo di Ncd all’Ars Nino D’Asero ha evidenziato come vi siano “Servizi essenziali sospesi, strade e scuole lasciate andare al degrado, diritti dei cittadini siciliani messi in discussione, dipendenti pubblici lasciati soli, sempre più preoccupati del proprio futuro. Da più di tre anni – ha aggiunto D’Asero - questi enti, sebbene ad oggi siano costituzionalmente garantiti, sono commissariati attraverso il ricorso a figure che cambiano di continuo, addirittura ogni sei mesi, infatti siamo arrivati all'assurda cifra di ben sessanta commissari che si sono succeduti nella loro gestione”. “Il mancato adeguamento della Sicilia alla Legge 56/2014 Delrio sta determinando il dissesto delle nove ex Province regionali”.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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