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Spesa pubblica, in Sicilia assalto alla diligenza
di Redazione

Il Comando regionale della Guardia di Finanza ha diffuso il rapporto annuale sull’attività operativa svolta nel 2015. Il danno erariale ammonta a 420 milioni di euro. Reati contro la Pubblica amministrazione: il peculato accertato ammonta a oltre 4,3 milioni di euro

Tags: Guardia Di Finanza, Spesa Pubblica



PALERMO - La vigilanza sul corretto andamento della spesa pubblica è solo una delle tre direttrici strategiche sulle quali si è sviluppata l’attività operativa della Guardia di Finanza in Sicilia, nell’anno 2015, in aderenza agli indirizzi ricevuti dall’Autorità di Governo e definiti dal Comando Generale del Corpo con l’individuazione di specifici Piani Operativi.

La costante lotta “agli sprechi” di risorse pubbliche condotta dai Reparti del Corpo nel territorio Siciliano nel 2015, in stretta collaborazione con le varie Autorità di settore, è significativamente illustrata dalle 213 segnalazioni di “danno erariale” all’Autorità contabile.

In particolare le indagini nel comparto - su delega della Procura Regionale della Corte dei Conti, d’iniziativa o dirette dalle Procure ordinarie siciliane - hanno fatto emergere ipotesi di danno erariale per quasi 420 milioni €, relative a “sprechi” di risorse comunitarie, nazionali o regionali, nonché la relativa responsabilità amministrativa a carico di 456 soggetti.

La vigilanza sui flussi di spesa pubblica destinati a sostenere lo sviluppo socio-economico del territorio - attraverso aiuti alle imprese ed al lavoro o la realizzazione di opere e la fornitura di servizi, essenziali alla collettività - per preservarli da condotte fraudolente e/o infedeltà di pubblici funzionari / amministratori, si è espressa nella verifica della regolarità delle erogazioni pubbliche in tema di:
• incentivi alle imprese, per complessivi 235 milioni € circa, con 810 indagini concluse segnalando frodi per 205 milioni € e responsabilità penali a carico di 575 soggetti;
• appalti e forniture pubbliche, per oltre 232 milioni € totali, con 118 investigazioni che hanno evidenziato irregolarità su flussi di spesa pari a 46,5 milioni € e responsabilità penali a carico di 159 soggetti;
• spesa sanitaria, previdenziale e per prestazioni sociali agevolate, con 684 controlli dai quali sono emersi 1.209 violazioni, per un’indebita spesa pubblica di 12,8 milioni €.

Nell’ambito del contrasto alle suddette attività predatorie, particolare rilievo è stato attribuito alle condotte contrarie alle norme a tutela dell’“andamento regolare della Pubblica Amministrazione”, con la scoperta di reati ed altri illeciti di specie a carico di 409 soggetti, di cui 22 tratti in arresto. I funzionari pubblici coinvolti in tali vicende penali sono risultati 189, mentre:
• il peculato accertato ammonta a oltre 4,3 milioni €;
• le condotte corruttive/concussive quantificate sono pari ad 368 mila €.

Contestuali indagini finanziarie e patrimoniali, mirate al recupero delle risorse sottratte con frode alla collettività, hanno permesso il sequestro di beni per oltre 14 milioni €.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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