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Riforma Liberi Consorzi torna al vaglio dell'Ars
di Raffaella Pessina

Incontro ieri tra il presidente Ars Ardizzone, capigruppo e sindacati. All’ordine del giorno anche la legislazione elettorale dei Comuni

Tags: Ars, Liberi Consorzi, Province, Giovanni Ardizzone



PALERMO - L’Aula di Palazzo dei Normanni tornerà ad animarsi solamente martedì prossimo, nel pomeriggio. Nel corso dell’ultima conferenza dei capigruppo  è stato infatti stabilito che le sedute del 22 e 23 marzo prossime serviranno per  avviare la discussione dei disegni di legge sui liberi consorzi e sulle città metropolitane, oggetto ieri di un incontro tra il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, i capigruppo e i sindacati. All’ordine del giorno è stato anche inserito il testo sulla modifica della legislazione elettorale dei Comuni. Resta il ddl sul demanio trazzerale, mentre sono stati aggiunti i ddl che trattano delle professioni subacquee, dei confini tra i Comuni di Lercara Friddi e Vicari e sul reclutamento di personale nelle Asp.

Si attende dalla commissione Bilancio il varo del ddl stralcio, che contiene le norme fuoriuscite dal testo della finanziaria,  ma il presidente della commissione Vinciullo ha già fatto sapere che il governo potrà essere presente solamente martedì della prossima settimana, quindi è difficile che il documento venga esitato per la seduta dello stesso giorno. È scaduto inoltre il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl stesso: ne sono stati presentati circa duecento ai 23 articoli del testo base.

Di questi una cinquantina sono modificativi, gli altri contengono norme aggiuntive. Il presidente della commissione Bilancio Vincenzo Vinciullo ha fatto sapere anche in questo caso, come accaduto per la Finanziaria verrà fatto un esame scrupoloso di tutti gli emendamenti.  “Scarteremo tutti quelli che non hanno copertura finanziaria o che non sono passati dalla commissione di merito”, ha concluso Vinciullo. Contro il governo regionale intanto si scaglia il presidente dei senatori di Area popolare Ncd- Udc Renato Schifani: “L’esigenza di voltare pagina in Sicilia – ha detto Schifani -  non è più un auspicio per il futuro, ma una vitale esigenza per il presente”.
 
Ed aggiunge che “L’attuale governo è riuscito a far peggio dei precedenti ed oggi prova a far bilanciare i propri conti vessando i siciliani con le tasse più alte d’Italia. Del resto che giudizio può meritare chi amministra tagliando 118 milioni di euro alla Sanità per coprire le spese correnti? Che affidabilità di governo può aspettarsi chi prende finanche a prestito 50 milioni di euro dal fondo dei pensionati regionali? Senza una progettualità concreta e possibile di sviluppo non vi sono alchimie contabili a cui aggrapparsi, ne giustificazioni”.

L’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ha fornito utili suggerimenti all’amministrazione regionale e il Piano triennale per la trasparenza e l’integrità è stato così aggiornato. “Il presente aggiornamento si propone di apportare le ‘correzioni di rotta’ - scriverebbe la dirigente regionale Luciana Giammanco, responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza - che risultano necessarie al fine di migliorare l’efficacia delle azioni poste in essere nei settori più esposti al rischio corruttivo”, attraverso l’individuazione di “azioni concrete rispondenti ai mutamenti del contesto interno ed esterno nel quale l’amministrazione opera”.
 
Inoltre nella relazione sarebbe sottolineato come l’amministrazione regionale, avendo così tante competenze e così tanti dipendenti, le cui sedi sono sparse in tutta l’Isola, sarebbe per forza di cose maggiormente esposta alle influenze negative che possono derivare sia da fenomeni corruttivi, sia dalle influenze della criminalità organizzata. Previsti nell’aggiornamento la riorganizzazione dell’apparato amministrativo regionale, con una riduzione degli uffici dirigenziali non inferiore al 30 per cento e una conseguente rimodulazione delle competenze, l’istituzione di una Centrale unica di committenza dove saranno accentrati i processi di acquisizione di beni e servizi e la nomina dell’Organismo indipendente di valutazione che tra i propri compiti annovera anche funzioni in materia di prevenzione della corruzione e di trasparenza.

Articolo pubblicato il 18 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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