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Catania - Acoset: "Imboccata la strada giusta nel 2015 bilancio in attivo
di Melania Tanteri

Vertici Acoset: intervista al presidente, Giuseppe Rizzo, e al direttore generale Fabio Fatuzzo. Servizi idrici, a Catania i costi più bassi a livello nazionale. Numerosi investimenti in atto

Tags: Catania, Acoset, Giuseppe Rizzo, Fabio Fatuzzo



CATANIA - Insediati nel 2013, il presidente Giuseppe Rizzo e il direttore, Fabio Fatuzzo, illustrano le politiche di gestione di Acoset, società che si occupa dell’erogazione dei servizi idrici nella provincia etnea, e gli obiettivi per l’anno in corso.

Quali politiche state adottando per giungere al risanamento aziendale?
Rizzo. “Quando mi sono insediato, ho trovato una situazione disastrosa che non è da attribuire al mio predecessore, ma a chi lo ha preceduto. Negli anni precedenti la mia presidenza, si è pensato di stornare gli utili di questa società per fare investimenti in altre province. A Catania, però, in assenza dell’Ato si è lavorato senza indirizzo politico. Otto milioni di euro sono stati investiti fuori provincia ed è stato trascurato l’investimento per questa azienda. Quando mi sono insediato ho trovato debiti per diversi milioni di euro. In tre anni abbiamo fatto passi avanti. Oggi, noi manteniamo solamente una partecipazione a Girgenti acque, ma è una partecipazione pesante da sostenere, e nel 2015 il bilancio è stato in attivo per 1.500.000 mila euro circa prima delle imposte: detratte le somme relative al pagamento delle imposte l’utile si riduce a circa 500.000 mila euro che, comunque, è un bel risultato. Ciò non toglie che rimane una forte situazione debitoria nei confronti delle società che forniscono l’energia elettrica, che risalgono a tanti anni fa, ma abbiamo imboccato la strada giusta".

Le vostre tariffe all’utenza sono concorrenziali?
Fatuzzo. “Le tariffe non vengono stabilite dall’azienda, ma in base a due principi: il full cost recovery, e il fatto che, chi non consuma, non paga. Il primo concetto prevede che tutto quello che viene speso per poter produrre l’acqua - estrarla dalle sorgenti e incanalarla nelle condotte e distribuirla - deve essere interamente recuperato attraverso la tariffa. Il secondo principio, invece, in apparenza giusto, secondo noi è invece profondamente sbagliato. Perché prevede che, chi ha l’acqua ad esempio nelle seconde case, paga solo quello che consuma. Senza che sia tenuto in debito conto il fatto che, perché si possa aprire il rubinetto e trovare l’acqua, occorre un lavoro preparatorio che, in fin dei conti, paga chi consuma tutto l’anno. Il costo generale dell’azienda non è solo il personale, che è ridotto, ma è la manutenzione delle condotte che devono essere continuamente controllate. Queste spese, che devono essere caricate in tariffa, non possono essere a carico solo di chi consuma tutto l’anno. Noi abbiamo cinquemila contatori che consumano nulla per 465 giorni - case abbandonate - altre ventimila seconde case, e poi tutti gli altri sui quali dobbiamo caricare il costo generale".

Avete modo di cambiare questa situazione?
Fatuzzo. “No, perché il sistema prevede che paghi chi consuma. Il problema è che non si distingue tra chi consuma e chi spreca - chi ha la piscina o il prato, o una famiglia di sei persone. La tariffa é approvata dall’Autorita per l’energia, fino a ora. Quando ci sarà la legge regionale, allora l’Assemblea deciderà il costo unitario per l’acqua. E questo per noi va bene. In ogni caso, a Catania abbiamo i costi più bassi a livello nazionale".

Quali e quanti investimenti avete in essere?
Fatuzzo. “L’investimento grosso è il risanamento della condotta che da Maniace porta l’acqua fino ad Adrano. Avevamo già bandito un progetto e c’era stata una ditta che aveva proposto un project financing al quale ha poi rinunciato. Inoltre, stiamo facendo un investimento per migliorare la distribuzione ad Aci Sant’Antonio e in quei paesi che al momento hanno necessità, come abbiamo fatto a Belpasso, dove abbiamo potenziato la condotta che porta l’acqua all’abitato".

Quali sono gli obiettivi del 2016?
Rizzo.
“Farci ascoltare dall’Autorità nazionale. Contiamo anche su quanto affermato dall’assessore regionale Vania Contrafatto, che ha detto che verranno ricostituiti i nove Ato in Sicilia. Almeno, in questo modo, Catania avrà un’autorità d’ambito. Da quando ci sono io non abbiamo possibilità di attingere ai finanziamenti regionali ed europei, proprio perché manca l’autorità intermedia".

Articolo pubblicato il 19 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giuseppe Rizzo, presidente Acoset
Giuseppe Rizzo, presidente Acoset
Fabio Fatuzzo, direttore generale
Fabio Fatuzzo, direttore generale


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