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Flop Garanzia Giovani in Sicilia, solo l'8% delle aziende assume
di Michele Giuliano

Spesi 178 milioni di euro, ma l’atteso risultato di incrementare l’occupazione non è arrivato. Pochissime le assunzioni su ben 47.200 tirocini aziendali attivati nell’Isola

Tags: Garanzia Giovani, Lavoro, Occupazione



PALERMO - L’epilogo era di quelli che in realtà in tanti si aspettavano. “Garanzia Giovani”, strumento visto in Sicilia come la possibile panacea di tutti i mali del mondo del lavoro, alla fine si è rivelato un flop. Tanti soldi spesi e i risultati sono pochissimi, anzi quasi nulli. Dall’ultimo monitoraggio emerge che soltanto l’8 per cento delle aziende che ha fatto utilizzo dei tirocini, quindi assumendo per 6 mesi un lavoratore a costo zero e pagato invece dalla Regione con 500 euro mensili, hanno effettivamente fatto stipulare un contratto per proseguire il rapporto di lavoro. Insomma, alla fine si è solo spremuto quel che si poteva “aggratis” e poi tutto è finito lì.

“Lo sapevo, anzi Garanzia Giovani è stato un danno per molti che già lavoravano in aziende con contratti a tempo determinato - dice un impiegato di un centro di fisioterapia di Palermo - perchè con l’introduzione di questo sistema molti contratti non sono stati rinnovati ai lavoratori storici perché si è sfruttata questa agevolazione. Ci è stato dato il benservito per far lavorare persone inesperte senza costi per l’azienda. E sapevamo anche che a questi non sarebbe stato rinnovato il contratto. Onestamente era già tutto abbastanza prevedibile”.

Sono stati attivati in Sicilia ben 47.200 tirocini in azienda: un numero enorme che però non ha dato i frutti sperati che erano alla base dei principi di “Garanzia Giovani”. Solo l’8 per cento di questi tirocini sono stati trasformati in una prosecuzione contrattuale. Un dato che fa emergere senza mezzi termini il fallimento della misura su tutta la linea.

Sono stati spesi nell’isola 178 milioni di euro ma solo per dare lavoro temporaneo: un pannicello caldo a chi è assetato di lavoro tra i giovani a spasso. Una sorta di regolarizzazione del “lavoro nero”. E non c’è solo questo problema attorno a “Garanzia Giovani” ma anche il problema del ritardo dei pagamenti. Fenomeno di cui si è reso conto lo stesso assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, che ha messo mano proprio alla pianta organica degli uffici da lui diretti per accelerare quanto più possibile: “Al fine di consentire un’accelerazione dei pagamenti relativi alle attività connesse all’iniziativa ‘Garanzia Giovani’ e di costruire la rete di coordinamento tra gli uffici territoriali e la sede centrale del dipartimento Lavoro, in vista, peraltro, dei prossimi bandi previsti dalla programmazione 2014-2020, - sottolinea Miccichè - sono state avviate le procedure per il conferimento degli incarichi di direzione delle postazioni vacanti dei servizi dei centri per l’impiego di Caltanissetta, Trapani, Siracusa e Ragusa e del servizio direzione territoriale del Lavoro di Ragusa.

Nelle more della definizione delle procedure e del conferimento degli incarichi, abbiamo dato corso alla rotazione dei dirigenti ad interim di struttura intermedia, nelle diverse province così da assicurare una più efficace gestione dei servizi da dirigere e rimuovere incompatibilità, in quelle sedi ancora scoperte da dirigenti responsabili. In vista delle iniziative che scaturiranno dalla programmazione e dai bandi, che usciranno entro l’anno, ci siamo adoperati affinchè gli uffici territoriali siano pronti ad evadere celermente tutte le pratiche di loro pertinenza”.
 

 
Fondi Por 2014-2020 per giovani disoccupati
 
I tirocini attraverso “Garanzia Giovani” sono destinati ai giovani dai 18 ai 29 anni che non studiano e non lavorano e possono essere ospitati da enti privati come ditte, aziende, associazioni e altri enti similari. La Regione, dopo questa prima fase di tremenda confusione e di risultati poco positivi, ha reso noto che tale iniziativa sarà riproposta con i fondi del Por Sicilia 2014/2020, mediante un apposito avviso, di cui è prossima la pubblicazione. Ma quasi sicuramente qualcosa cambierà nell’impostazione considerando che gli stage non hanno portato ai risultati sperati per l’appunto. Sono state soltanto 3.900 le assunzioni a conclusione del periodo di stage nonostante gli 8 mila euro di bonus per gli sgravi contributivi per ogni lavoratore assunto. Si va ventilando l’ipotesi che per la prossima programmazione le ore di stage vengano drasticamente ridotte per dare più spazio ad altre misure che era possibile attivare attraverso “Garanzia Giovani”. Infatti questa misura da possibilità anche di attivare altre forme come l’auto-impiego, le start-up o altri bonus ancora. Ma si è puntato quasi esclusivamente sugli stage: un grande errore che la Sicilia paga a caro prezzo.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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