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La "mini Finanziaria" è ancora in stallo
di Raffaella Pessina

Assenti i deputati Pd, la commissione Bilancio non ha potuto esaminare il testo. Torna in Aula la riforma ex Province: manca ancora un’intesa

Tags: Ars, Finanziaria, Giovanni Ardizzone, Vincenzo Vinciullo, Leoluca Orlando, Ancisicilia



PALERMO - Ancora un’Aula semi deserta a Palazzo dei Normanni che doveva occuparsi della discussione generale del disegno di legge sulla riforma delle province in sospeso ormai da molto. Il Presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha chiesto un minuto di silenzio ad apertura di seduta per commemorare le vittime degli attentati di Bruxelles di ieri mattina. Ardizzone ha anche stabilito il termine per la presentazione degli emendamenti per oggi, mentre l’articolato verrà esaminato solamente mercoledì della prossima settimana.

Vibrate critiche sono state esposte da quasi tutti i deputati che si sono alternati negli interventi a Sala D’Ercole ieri pomeriggio. Uno dei problemi della riforma è il comma che riguarda la coincidenza del sindaco metropolitano (e quindi oggi Orlando e Bianco). La legge era già stata impugnata in parte dal governo nazionale. Santi Formica di Lista Musumeci ha paragonato questa legge alla tela di Penelope. “Vi sono continui cambi di posizionamento da parte dei deputati – ha detto Formica – che prima hanno sostenuto delle tesi ed ora hanno cambiato idea. Con questa legge, se approvata così, si andrà a sottrarre il libero voto ai cittadini, appoggiando la soluzione di una elezione di secondo livello (presidente eletto dai sindaci). La coincidenza del sindaco metropolitano con il sindaco di area vasta – ha proseguito Formica -  è stato oggetto di critica da parte del governo nazionale perché nella precedente norma veniva inserito un meccanismo che non rispettava la rappresentatività ponderata. E modificandola vi sarebbe la possibilità rispettare le regole di costituzionalità”.
 
Formica ha anche criticato il governo regionale giudicato “inesistente” nel momento in cui Roma ha tolto i finanziamenti per le province alla Sicilia poiché non vi era una legge valida di riforma approvata. Il Movimento Cinquestelle ha detto che si sta rimaneggiando un documento che era già legge. “I cittadini chiedono risposte concrete  - ha detto Angela Foti - e queste risposte non ci sono. Questa legge non ha le risorse economiche necessarie”. Come si ricorderà, in precedenza il presidente della Regione Rosario Crocetta aveva firmato il decreto che proroga fino al 30 giugno giugno i commissari delle ex Province siciliane. Antonino Lutri, resta alla guida del Libero Consorzio comunale di Siracusa; Dario Cartabellotta di quello di Ragusa; Manlio Munafò a Palermo, Giuseppe Amato a Trapani; Luciana Giammanco a Caltanissetta; Filippo Romano a Messina; Marcello Maisano ad Agrigento. Alla guida delle ex Province di Enna e Catania ci sono invece Angela Scaduto e Maria Costanza Lentini.

Ardizzone ha richiamato i deputati ad un senso di responsabilità nella presentazione degli emendamenti, per evitare di discutere per molti giorni e per approvare velocemente questa riforma.

Critico Leoluca Orlando, presidente Anci : “Abbiamo più volte constatato come sia surreale un dibattito sui Liberi Consorzi e città metropolitane che non veda un pieno coinvolgimento di quegli stessi amministratori locali che dovrebbero assumersi la responsabilità politica e gestionale dei nuovi enti. Il legislatore regionale ha pieno titolo, ovviamente, nel legiferare su questa come su altre materie, ma l’esperienza di questi anni di commissariamento delle ex province avrebbe dovuto insegnare che non basta approvare una legge per garantire una efficiente ed efficace gestione dei servizi di area vasta”.

 E prosegue “Anche in ambito nazionale la riforma delle Province ha determinato e sta determinando numerosi problemi attuativi, ma in Sicilia il quadro è ancora più complesso a causa di un quadro finanziario che per Regione e comuni è già particolarmente critico e che per gli enti di area vasta è ingestibile”.

In stallo il disegno di legge omnibus o mini-finanziaria. La commissione Bilancio, presieduta da Vincenzo Vinciullo (Ncd), ieri mattina non ha potuto entrare nel merito del testo per l'assenza dei deputati del Pd. Al testo di 25 articoli sono stati presentati ben 232 emendamenti che la commissione Bilancio dovrà esaminare.

Articolo pubblicato il 23 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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