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Fare crescere le imprese cooperative
di Lucia Russo

Carullo, commissario straordinario Ircac: “L’Istituto concede crediti di esercizio a medio termine al tasso dello 0,70%”. Le dimensioni economiche di quelle siciliane sono la metà di quelle medie registrate in Italia

Tags: Ircac, Cooperative, Giuseppe Giansiracusa, Gaetano Mancini, Confcooperative, Legacoop, Antonio Carullo, Salvo Fleres, Titti Bufardeci



CATANIA – Il sistema delle cooperative è un importante volano per lo sviluppo economico, ma cè ancora molta strada da fare.
Basti pensare che nel periodo 2001-2005 il numero di imprese cooperative della Sicilia è aumentato in misura sensibilmente maggiore dell’Italia (5,3contro 0,5 per cento). Ma il raffronto dei rapporti Sicilia-Italia in termini di numero di imprese, di occupati e di valore aggiunto denuncia come rimane ancora troppo piccola la dimensione economica delle imprese cooperative siciliane, pari quasi  alla metà di quella delle imprese italiane.

Da qui la necessità di un intervento da parte delle istituzioni regionali. Appello che è stato fatto nel corso della prima conferenza provinciale della Cooperazione che si è svolta nei giorni scorsi a Catania presso la Camera di Commercio. Ad Agci, Confcooperative, Legacoop, Unci ed Unicoop, che hanno organizzato l’evento, il commissario straordinario dell’Istituto regionale per il credito alle cooperative, Antonio Carullo, ha sottolineato che l’Ircac concede crediti di esercizio e a medio termine al tasso agevolato dello 0,70% e consente inoltre, attraverso il contributo interessi ed il leasing agevolato, l’abbattimento degli interessi per i finanziamenti provenienti dal sistema bancario. Grazie al nuovo regolamento per gli aiuti alle imprese, approvato nei giorni scorsi dalla giunta regionale, l’Ircac può concedere inoltre  il finanziamento per la fase di start-up alle cooperative di nuova costituzione. Ma bisogna fare ancora di più.

A Catania si registra un numero di coop percentualmente più alto rispetto alla media siciliana, ma un dato è emerso con prepotenza:  solo il 50% delle cooperative a Catania è attivo. “Un fenomeno – ha rilevato il presidente di Confcooperative Catania, Gaetano Mancini - che abbiamo verificato in maniera rilevante in tutta la Sicilia durante l’attività di revisione che è stata affidata dalla Regione alle centrali cooperative; le cooperative non attive, per la stragrande maggioranza, sono quelle non associate alle centrali”. Mancini, nel suo intervento, ha auspicato la rapida approvazione all’Ars della legge di proroga per le cooperative edilizie e l’attivazione da parte della regione degli interventi dell’Ircac nel settore agricolo.

A proposito delle cooperative di abitazione, il presidente di Legacoop Giuseppe Giansiracusa ha ricordato che la Regione ha già finanziato, a Catania,  la costruzione di 7 mila alloggi, la cui costruzione – al momento bloccata a causa della mancanza di aree edificabili e dalla mancata approvazione della legge di proroga- consentirebbe di attivare risorse per oltre un miliardo di euro.

Dalla politica è arrivata una dichiarazione di disponibilità: gli esponenti dei partiti presenti ai lavori - il senatore Salvo Fleres del Pdl e i deputati regionali Giovanni Barbagallo (Pd) e Nino D’Asero (Pdl)- hanno appoggiato la richiesta avanzata dalle centrali di ottenere la eliminazione della presentazione del Durc per le cooperative sociali, strozzate dagli enormi ritardi nei pagamenti da parte degli enti locali. A questo riguardo, il sindaco di Catania Stancanelli ha aperto uno spiraglio, annunciando che entro la fine dell’anno il Comune ultimerà tutti i pagamenti arretrati alle cooperative sociali.

“Sono convinto che il sistema delle cooperative rappresenti,anche oggi nel quadro di una situazione economica internazionale delicata e complessa, una delle aree d’eccellenza del tessuto connettivo siciliano” ha detto l’assessore regionale alla Cooperazione, Titti Bufardeci, in un messaggio che ha inviato ai relatori convenuti a Catania. Nella nota inviata, Bufardeci, assente a causa di impegni politico-istituzionali,  ha sottolineato come “ proprio in questi tempi di crisi, emerge la validità strategica dell’assetto cooperativistico, che si basa non esclusivamente sulla logica del profitto, come è giusto che sia per ogni attività che vuole reggere il confronto sul mercato, ma anche e soprattutto sulla filosofia del fare, dell’essere concreti, del creare opportunità nuove di lavoro, assecondando le innovazioni tecnologiche, senza mai perdere di vista la centralità dell’individuo”.
“Con la nuova programmazione – ha concluso Bufardeci – al mondo della cooperazione siciliana arriveranno quelle risorse necessarie al rilancio”.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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