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Quotidiano di Sicilia

Riforma ex Province ancora in alto mare
di Raffaella Pessina

Iniziata in commissione Bilancio l’approvazione degli articoli sullo stralcio alla Finanziaria. L’assessore Baccei: “Stretta sulle spere per 35 milioni”

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Alessandro Baccei, Finanziaria



La commissione Bilancio dell’Ars ha dato il via libera a 5 dei 25 articoli della mini manovra che contiene le norme stralciate dalla Finanziaria. Presente in commissione anche l’assessore all’Economia Alessandro Baccei. Via libera per l’articolo 2 che sopprime il Cru (Consiglio regionale urbanistica), l’articolo 4 che assegna ad altre amministrazioni i testimoni di giustizia, il cui costo resta sempre a carico dalla Regione, l’articolo 6 che regola l’accesso al registro delle imprese, l’articolo 9 per la promozione di start up restart e incubatori e l’articolo 10 sulle associazioni di volontariato dei talassemici.
 
La commissione si è riunita anche ieri per trovare un’intesa sulla manovrina a cui sono stati presentati 230 emendamenti. In merito alla riforma delle Province sempre l’assessore Baccei ha detto che sarà necessaria una stretta sulle spese delle ex Province per almeno 35 milioni, per poter concludere positivamente la trattativa con lo Stato sulla riduzione alla compartecipazione al debito pubblico o sulla mobilità dei dipendenti verso incarichi statali.
 
“Avevo preso l’impegno, nel corso della Finanziaria, di capire e trovare una soluzione per i problemi delle Province - ha detto Baccei - io e l’assessore Lantieri abbiamo incontrato i nove commissari ed in effetti c’è un disavanzo complessivo calcolabile tra i 150 e i 180 milioni, che corrisponde più o meno alla quota che le nostre province versano a titolo di compartecipazione al risanamento della finanza pubblica. Non si può pensare che Roma congeli interamente questa quota, né che la Regione se ne faccia interamente carico. La mia ipotesi è che riducendo ancora il budget di spesa delle province per 35, 40 milioni portando a termine azioni virtuose, Roma sia più elastica e ci venga incontro anche sulla mobilità dei dipendenti verso altre amministrazioni dello Stato, o su come poter usare l’avanzo di amministrazione che i consorzi ancora hanno. Su questo ci confronteremo in giunta nelle prossime settimane”.
 
Il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha disposto che a partire da oggi e per tutto il periodo pasquale, la bandiera del Belgio debba sventolare a Palazzo d’Orleans. “Siamo tutti belgi - ha detto Crocetta - e netta è la distanza delle istituzioni e della società civile da tali episodi di violenza e dalla ferocia dei terroristi. Siamo la Regione che ha più di tutte praticato la cultura dell’accoglienza, del dialogo e dell’integrazione con tutte le minoranze etniche e religiose”.
 
E, a proposito della notizia della sua intenzione di ricandidarsi alla presidenza della Regione, il presidente nazionale dell’Udc Gianpiero D’Alia ha detto che i tempi non sono ancora maturi. “L’alleanza per il 2017 dipenderà dall’evoluzione dello stesso Pd e dai risultati che quest’anno raggiungerà il governo politico da qualche mese insediatosi. L’unica cosa certa è che si deve lavorare alla costituzione di un’area che si rifà al Partito popolare europeo. Per questo motivo noi e Ncd siamo impegnati a superare le nostre formazioni di origine per creare Area Popolare. Forza Italia, a mio avviso, non può rischiare di restare isolata”. Il deputato regionale Girolamo Fazio, presidente del Gruppo Misto all’Ars, in una mozione impegna il presidente della Regione ed il Governo Regionale a costituirsi davanti alla Corte Costituzionale contro le impugnative del governo nazionale sulle leggi approvate all’Ars.

“L’iniziativa del governo nazionale potrebbe rappresentare un metodo surrettizio per ridimensionare l’autonomia siciliana - afferma Fazio - forse anche con la complicità dello stesso governo regionale”.

Nella mozione si legge che “il governo della Regione ha assunto di recente, in ordine alla questione impugnativa, un atteggiamento poco coerente e poco trasparente non attivando alcuna intesa o concertazione con l’Assemblea regionale, né ha provveduto ad informarla in ordine alle decisioni assunte conseguenti all’impugnativa, da parte del Governo nazionale, delle leggi approvate dall’Ars”.

Articolo pubblicato il 24 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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