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Terna: nel 2015 oltre 1.1 miliardi per investimenti sulla rete elettrica
di Redazione

La società ha chiuso l’anno in crescita rispetto al 2014. “Sorgente-Rizziconi” e riassetto di Palermo le principali opere in corso nella nostra regione

Tags: Terna, Energia, Energia Elettrica



Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha chiuso il 2015 con investimenti di sviluppo infrastrutturale complessivamente superiori al miliardo e cento milioni di euro, in crescita rispetto al dato del 2014. È quanto emerge dai dati diffusi a inizio settimana dall’azienda presieduta da Catia Bastioli e guidata dall’Amministratore Delegato Matteo Del Fante, che confermano l’impegno del principale operatore di rete indipendente europeo per la crescita economica del nostro Paese.
Gli investimenti risultano in linea con i piani di Sviluppo della Rete elettrica nazionale e con il Piano Strategico della società presentato lo scorso febbraio, e si attestano per la precisione a 1.103,1 milioni di euro. Da nord a sud, in particolare, Terna sta proseguendo le attività per la realizzazione di tre elettrodotti strategici per il sistema: si tratta delle linee ad alta tensione “Foggia-Villanova”, “Udine Ovest-Redipuglia” e “Sorgente-Rizziconi”.

“Sorgente-Rizziconi”

Quest’ultima, che interessa da vicino la nostra Regione, consentirà di rafforzare il collegamento elettrico tra la Sicilia e la penisola italiana grazie al più lungo cavo elettrico marino al mondo in corrente alternata. Un’opera che svolge un ruolo fondamentale nell’ambito del Piano di Sviluppo della rete elettrica nella Regione, che servirà a mettere in sicurezza l’isola e quindi evitare blackout. Una volta realizzata, infatti, i benefici prodotti grazie alla riduzione del differenziale di prezzo dell’energia nell’isola e il pieno utilizzo delle fonti rinnovabili e l’esportazione di produzione rinnovabile verso il continente di 700 MW, consentirà un risparmio complessivo per imprese e famiglie pari a circa 600 milioni di euro l’anno. Una linea elettrica anche dai risvolti ambientali notevoli: l’elettrodotto consentirà di evitare l’immissione in atmosfera di 675 mila tonnellate di CO2 e permetterà la demolizione di 170 km di vecchie linee e di 550 sostegni e di liberare al vincolo di servitù dell’elettrodotto 264 ettari di territorio (pari ad oltre 350 campi da calcio). A cui si aggiunge il fatto che sono stati utilizzati gli innovativi pali monostelo, che hanno un ingombro al suolo inferiore di 15 volte quello dei tralicci tradizionali.
In merito all’opera, il vertice aziendale ha ricordato che finora la spesa effettuata ammonta a 700 milioni di euro.

La rete di Palermo e nuove soluzioni hi tech

Oltre alla sopracitata “Sorgente-Rizziconi”, proseguono le attività di riassetto della rete elettrica della città di Palermo, un piano di razionalizzazione e ammodernamento delle infrastrutture presenti che porterà anche alla dismissione di vecchie linee aeree e migliorerà la sicurezza e la qualità del servizio elettrico nel capoluogo. Inoltre, nel 2015, sono stati completati i lavori di realizzazione, e sono attualmente in corso le prove, dei compensatori sincroni, localizzati presso le stazioni elettriche di Favara e di Partinico. Entrambe le strutture entreranno in esercizio nel corso del 2016.
La Sicilia, con l’arrivo lo scorso anno dei due compensatori sincroni, è la seconda regione italiana, dopo la Sardegna, a poter vantare un primato in termini di avanguardia tecnologica. Queste due imponenti macchine, da 320 tonnellate ciascuna, una volta operative saranno infatti in grado di migliorare la stabilità e la sicurezza della rete elettrica nella Regione, scongiurando situazioni critiche e generando benefici economici per gli utenti elettrici. L’utilizzo di questi impianti altamente tecnologici si è reso sempre più necessario con il crescente sviluppo delle fonti rinnovabili (in particolar modo fotovoltaico ed eolico)     che sta interessando l’intero sistema elettrico italiano, Sicilia compresa. I due compensatori svolgeranno quindi un compito molto importante: riequilibrare la tensione del sistema elettrico per gli sbalzi dovuti alle rinnovabili, per loro natura non programmabili.

Sviluppo infrastrutturale sostenibile
Nei prossimi mesi il Gruppo Terna sarà impegnato nella realizzazione di quanto previsto nel Piano Strategico 2016-2019 approvato dal consiglio di amministrazione e presentato alla comunità finanziaria lo scorso 17 febbraio 2016. Si prevede che il settore elettrico sarà caratterizzato da un’evoluzione trainata da una forte attenzione a uno sviluppo sostenibile e a soluzioni orientate all’uso efficiente delle risorse e alla minimizzazione dell’impatto ambientale delle attività. In questo contesto, Terna intende sostenere la ricerca di soluzioni tecnologiche innovative a supporto della sostenibilità ambientale e proseguire nell’ottimizzazione delle attività di dispacciamento dell’energia elettrica, con impatti sui costi dell’attività e sulla riduzione delle emissioni di CO2. Proprio in tema di sostenibilità, con il Bilancio 2015, la società ha approvato anche il Rapporto di Sostenibilità 2015. Tra i principali risultati conseguiti nel corso dell’anno, si segnala la posizione di leadership nel settore Electric utilities dell’indice Dow Jones Sustainability a cui ha fatto seguito l’inclusione, come unica società italiana, nella Gold Class del Sustainability Yearbook 2016 RobecoSAM pubblicato a gennaio 2016.

Inoltre, Terna ha ottenuto altri importanti risultati: la riduzione dell’8,5% dell’intensità carbonica (il rapporto tra emissioni di CO2 e ricavi, dato che in questo caso evidenzia un’incrementata capacità di sviluppo sostenibile delle attività), circa 100 km di vecchie linee dismessi e circa il 92% dei rifiuti riciclati, la diminuzione del tasso di frequenza di infortuni, oltre che l’aumento delle ore di formazione pro-capite (56 ore per ogni dipendente, in crescita rispetto alle 43 del 2014). Nel corso del 2015 Terna, in totale, ha erogato circa 191.000 ore di formazione, raggiungendo circa il 97% dei dipendenti del Gruppo. Va ricordato che proprio lo scorso mese, nell’ambito del proprio impegno nello sviluppo di una rete sempre più sostenibile per territori e comunità, Terna ha avviato le attività di demolizione di 3 km del vecchio elettrodotto, risalente agli anni Cinquanta del secolo scorso, che con 17 tralicci attraversa le colline fiorentine di Pian dei Giullari, Arcetri e Monte alle Croci: un’area di pregio paesaggistico e culturale tra le più importanti d’Italia. Tutti i componenti dei sostegni demoliti (acciaio, alluminio, vetro, cemento), sono stati reimmessi nel ciclo produttivo in modo efficiente e sostenibile.

Articolo pubblicato il 24 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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