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Oltre 9.000 reati contro la Pa
di Dorotea Di Grazia

Corte d’appello di Palermo, il Presidente Gioacchino Natoli: “Dipendenti pubblici operano illecitamente in modo indisturbato”. Il dato (2014-2015) emerge dalle relazioni dei quattro Distretti siciliani

Tags: Pubblica Amministrazione, Gioacchino Natoli



In Sicilia, pubblica amministrazione e corruzione, seppure con qualche rara eccezione, sono ormai le due facce di una stessa medaglia.
Il dilagare di condotte illecite e fraudolente non è più soltanto un fatto “numerico”, cioè confermato dai dati delle quattro Corti d’Appello dell’Isola che ogni anno, puntualmente, ci restituiscono l’immagine desolante della cosa pubblica depredata, corrotta e lontana anni luce dal cittadino.
L’abuso dei poteri pubblici a fini di lucro è anche e soprattutto percepito ampiamente dal cittadino che ne fa le spese in termini di sprechi, lentezza ed inefficienza ma anche in termini di sfiducia e disistima verso lo Stato e gli organi che lo rappresentano nel territorio. Dalle relazioni viene fuori anche l’espressione quotidianità della tangente per indicare un fenomeno che negli anni si è trasformato in qualcosa di sistemico ed endemico, “impermeabile al cambiamento”.
 
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Articolo pubblicato il 25 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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