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Quotidiano di Sicilia

Continua la stagione delle riforme mancate
di Raffaella Pessina

L’Ars procede a rilento, scarsa presenza parlamentare e di governo. Dal flop dei Liberi Consorzi alla “rediviva” Tabella H

Tags: Ars, Riforme



PALERMO - Si terrà mercoledì della prossima settimana la quarta e probabilmente ultima seduta del mese di marzo dell’Assemblea regionale siciliana. Praticamente, una seduta alla settimana, della durata più o meno di un’ora, con una scarsa presenza parlamentare e di governo. I motivi di questa disaffezione non si conoscono, ma certamente la situazione politica in Sicilia è alla ricerca di una stabilità che non potrà trovare fino a che le anime della maggioranza non avranno trovato la quadra non solo sul nome del Governatore, ma sul programma da portare avanti.

All’inizio della legislatura si era parlato molto di stagione di riforme, nella realtà, tra impugnative  e ritardi si è potuto parlare solo di riforme mancate. Ora manca poco più di un anno per il rinnovo del Parlamento regionale, e si ricomincia a parlare di candidati e di campagne elettorali, con la formazione di nuove ed alternative alleanze, sia di destra che di sinistra. A partire dalla nuova legislatura, inoltre,  entrerà in vigore la regola della diminuzione del numero dei parlamentari, che da 90 scenderanno a 70, con le conseguenze politiche che possiamo immaginare. In pratica, si creerà molta più concorrenza.

Intanto, mercoledì pomeriggio i deputati si ritroveranno per discutere ben 5 disegni di legge: “Modifiche alla  legge regionale  4 agosto 2015, n. 15 Disposizioni in materia di liberi Consorzi  comunali e Città metropolitane”, “Modifica di  norme in materia di elezione  del sindaco e del consiglio  comunale e di cessazione degli organi comunali”, “Valorizzazione del demanio trazzerale”, “Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per  l’esercizio delle attività della  subacquea industriale” e “Norme in materia di variazione e rettifica dei  confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari”.

Intanto, la giunta ha dato il via libera all’avviso pubblico per quegli enti e quelle associazioni che non hanno ricevuto contributi con la Finanziaria e per i quali sono stati stanziati 13 milioni di euro. Gli Enti che parteciperanno dovranno motivare la richiesta sulla base del personale utilizzato, del lavoro svolto sul territorio, delle ricadute sociali e culturali, delle spese effettuate. La tabella H che era stata tanto criticata, in pratica rinascerebbe con questo avviso. Una volta si distribuivano circa 50 milioni di euro a pioggia sui vari enti, adesso i soldi sono diminuiti, e la loro assegnazione sarà regolamentata. “A tempo di record abbiamo approvato il bando per accelerare le procedure e consentire a molti enti di poter programmare la regolare attività, una promessa che ho mantenuto”, ha detto il Presidente Rosario Crocetta. Nell’elenco figuravano diversi enti tra i quali il Brass group, il Cerisdi, ‘Autodromo di Pergusa la Kore. L’assegnazione delle somme competerà in gran parte ai dipartimenti Turismo e Beni culturali.

Infine, la prossima settimana proseguirà la discussione sul Ddl che completa la riforma delle Province con la modifica delle norme impugnate dal Consiglio dei ministri alla legge approvata nel luglio 2015. Un testo travagliato che ha visto la Sicilia partire per prima in Italia con la riforma ed arrivare per ultima. I punti più discussi sono le funzioni degli enti, l’ipotesi che il sindaco della città metropolitana coincida con il sindaco del comune capoluogo e l’introduzione del voto ponderato. La legge è stata incardinata e il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha valutato come positiva e convincente la proposta del deputato del Pd Giovanni Panepinto di stralciare dal disegno di legge la parte che riguarda le funzioni cui dedicare un Ddl a parte “di accompagnamento”. “Questa legge serve e anche in fretta, la prossima settimana si porti a compimento l’iter in modo tale da ottenere i finanziamenti da parte dello Stato e concludere la fase già iniziata di interlocuzione con Roma”, ha detto l’assessore alle Autonomie locali Luisa Lantieri intervenendo in Aula. Lantieri ha aggiunto: “Con la legge che non è stata attuata, noi Regione a statuto speciale non abbiamo potuto ottenere parte dei 495 milioni che lo Stato ha distribuito alle Regioni a statuto ordinario; al momento non abbiamo infatti strumenti per reclamare quanto ci spetta”.

Articolo pubblicato il 25 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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