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Irsap, il nuovo vertice avrà poteri più ampi
di Rosario Battiato

Intervista al commissario ad acta, Maria Grazia Brandara che, dopo cinque mesi, traccia un bilancio del mandato. “Adottati numerosi provvedimenti, tra cui il conferimento di incarichi per riscuotere i crediti”

Tags: Maria Grazia Brandara, Irsap



PALERMO – Maria Grazia Brandara è stata nominata commissario ad acta dell’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive con il decreto n.2456/7 del 27 ottobre del 2015 dell’assessore regionale alle Attività produttive.
 
L’Irsap subisce una situazione comune ad altri enti regionali. 
“Molte delle criticità che vive l’Istituto sono comuni agli altri enti sottoposti alla vigilanza o al controllo dell’amministrazione regionale, i quali, sebbene giuridicamente autonomi, stentano ad esserlo sul piano finanziario. Le principali risorse per il funzionamento, attesa l’inevitabile e permanente condizione di spending review, si limitano a garantire le spese di funzionamento (stipendi, utenze, e simili), con poche risorse da destinare alla programmazione per il raggiungimento dei fini istituzionali. La peculiarità dell’Irsap deriva da aspetti discendenti dalla sua recente costituzione e da interventi normativi: l’Irsap è stato istituito nel 2012, il Consiglio di amministrazione, legittimamente costituito e insediatosi dopo qualche mese, è stato rimesso in discussione a causa delle normative finanziarie che hanno imposto la riduzione dei componenti dei Cda di tutti gli enti strumentali a sole 3 unità, nonché dalle normative regionali che hanno modificato il sistema di rappresentanza del Cda, del presidente e del vicepresidente, tanto da indurre l’assessorato vigilante/controllante a disporre la gestione commissariale”.

Quali sono state le sue azioni di questi mesi per tutelare l’ente?
“Nonostante il mandato ricevuto, limitato solo agli adempimenti indifferibili ed urgenti a salvaguardia dell’erario pubblico, i provvedimenti adottati sono stati numerosi. Ho proposto specifici interventi normativi per risolvere delicati problemi gestionali che ancora continuano a porsi in ragione dell’incertezza dei confini giuridico-patrimoniali intercorrenti tra ex consorzi, Irsap e assessorato. In questi mesi, ho altresì impartito direttive per una gestione più oculata, tra cui quella sottoscritta assieme all’assessore, per allineare il trattamento dei dirigenti e del personale dell’Irsap al tetto massimo di 160mila euro, secondo le disposizioni di contenimento della spesa di cui all’articolo 13 della l.r. 13/2014. Ho conferito incarichi per il recupero dei crediti e per la difesa in giudizio dell’ente e di recente diramato una direttiva con la quale si è chiesto a tutti i dirigenti competenti dell’Irsap di effettuare un’attenta ricognizione dei crediti da riscuotere, di avviare immediatamente l’attività di recupero e di predisporre un’apposita relazione (che a breve sarà consegnata). Inoltre ho avviato diversi tavoli tecnici, con la partecipazione di rappresentanti dell’assessorato dell’Economia, per la risoluzione di specifici problemi gestionali e ogni altro provvedimento conforme al mandato conferitomi”.

Il suo incarico è stato prorogato lo scorso dicembre. L’assessorato ha già previsto un crono-programma per la nomina del commissario straordinario?
“L’assessore, effettivamente, ha espresso l’intenzione di nominare rapidamente il commissario straordinario, ma ovviamente non può essere questo il principale obiettivo dell’esecutivo: il commissario straordinario servirebbe solo a dotare l’Istituto di un soggetto che prosegua l’attività gestionale finora condotta, con poteri più ampi. Una gestione commissariale, quindi eccezionale, da esercitarsi per un periodo di tempo limitato alla costituzione della nuova governance che è e resta il principale, e necessario, obiettivo del Governo. Non c’è pertanto un vero e proprio crono-programma, perché tale percorso va necessariamente condiviso, per legge, anche con le parti sociali”.

Articolo pubblicato il 25 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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