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Banda larga, il Governo cerca l’accordo ma l’Italia resta fanalino di coda nel mondo
di Simona D'Urso

Sono stati già avviati i primi cantieri, ed entro l’anno partiranno gli altri. Non sono previsti lavori in Sicilia. Una parte delle risorse potrebbero arrivare “dal prossimo Cipe”, probabilmente entro dicembre

Tags: Banda Larga, Internet



PALERMO - “L’Italia è il fanalino di coda in Europa e nel mondo”. Con queste parole il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola, torna a parlare della necessità di sbloccare i fondi per lo sviluppo della banda larga, augurandosi che avvenga “in tempi brevi”.
“L’area di internet veloce significa metterci in condizione di poter competere”, ha spiegato Scajola, che ha aggiunto anche “la messa in moto di questo settore potrebbe permettere l’apertura di 33 mila piccoli cantieri per consentire il passaggio della banda larga”.

In termini numerici, potrebbero essere creati tra i 50-70mila posti di lavoro - oltre ad avere un impatto positivo sul Pil di almeno 0,2 punti percentuali.
Mario Valducci presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni alla Camera, è di un altro avviso: “Il Cipe ha fatto bene a bloccare i fondi per lo sviluppo della banda larga. Bisogna approfondire come saranno usate queste risorse e soprattutto da chi”.

Ottimista tuttavia il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, che preannuncia che una parte delle risorse potrebbero arrivare “dal prossimo Cipe”, probabilmente entro dicembre.
Per il viceministro, il percorso per colmare il digital divide portando internet veloce nelle case degli italiani a partire da 2 Megabit fino a 20 Megabit per il 96% degli italiani, “è già iniziato”. Ma sull’entità delle risorse si dovrà avviare una trattativa con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Il viceministro Romani ha illustrato anche quello che, al di là degli 800 milioni per ora bloccati, è stato fatto grazie all’intervento delle regioni. Il piano infatti, ha consentito l’avvio dei lavori a settembre scorso avvalendosi di Infratel, la società in house del Governo “con la previsione di rilegare entro il 2011, 580 centrali portando la banda larga a 1,3 milioni di abitanti”.
Confindustria torna a ribadire che la banda larga è uno degli strumenti fondamentali per superare il digital divide e per questo auspica che il piano triennale del Governo trovi “rapida attuazione”, afferma Stefano Pileri, presidente dei Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria.
I primi cantieri intanto, sono stati aperti nelle regioni Lazio, Emilia Romagna, Basilicata e Puglia. A breve dovrebbero essere avviati i lavori anche in Liguria, Lombardia, Umbria e Marche.

L’amministratore delegato di Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo, nel presentare il semestrale aziendale, ha detto che: “Per l’Italia e il settore delle telecomunicazioni, è giunto il momento di guardare al futuro. Dobbiamo costruire insieme la rete di nuova generazione secondo un modello “aperto”, l’unico efficace per mettere a fattore comune tutte le competenze e le risorse necessarie, stimolare gli investimenti e garantire un assetto competitivo”.
Gabriele Galateri di Genola presidente di Telecom Italia e delegato Confindustria per le telecomunicazioni, ribadisce l’importanza per l’Italia di avviare i progetti relativi alla banda larga.  “Il piano per la banda larga - ha detto - è un progetto molto importante per la competitività del Paese”.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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