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Firmata intesa tra Unict e Confindustria
di Redazione

Accordo tra il Dipartimento di Scienze chimiche dell’Ateneo e le aziende della sezione Chimici e Chimico-farmaceutici. L’obiettivo è migliorare la collaborazione tra il mondo della formazione e il tessuto economico locale

Tags: Unict, Confindustria, Università, Formazione



CATANIA - “Un euro investito bene nella formazione universitaria può fruttare fino a un euro in più di ricchezza per il territorio”. È partendo da questo assunto, confortato dalle statistiche presentate nel corso della giornata nazionale in favore delle Università e della ricerca, che il rettore Giacomo Pignataro si è detto fortemente ottimista sull’efficacia del protocollo d’intesa siglato con Confindustria Catania. “L’accordo – ha aggiunto il presidente Domenico Bonaccorsi di Reburdone – testimonia ulteriormente l’importanza strategica che attribuiamo al dialogo tra mondo della formazione e del lavoro”.

L’intesa riguarda in particolare una collaborazione sempre più stretta tra il Dipartimento di Scienze chimiche dell’Ateneo, diretto da Roberto Purrello e le aziende associate alla sezione Chimici e Chimico-farmaceutici di Confindustria, presieduta da Giuseppe Manuele.

Università e imprese si impegnano dunque a rafforzare la loro sinergia, nell’ottica di un efficace raccordo tra il mondo della formazione e il tessuto economico locale, programmando – attraverso il protocollo d’intesa – incontri periodici di orientamento tra gli studenti e gli imprenditori, in aula o in azienda, l’attivazione di tirocini curriculari per gli universitari interessati a sviluppare competenze specifiche “in situazione di lavoro”, la potenziale attivazione di corsi di “dottorato industriale”, nel contesto delle normative che regolano l’accreditamento di tali percorsi formativi, finalizzati a fornire a gli studenti la possibilità di raggiungere i più alti livelli di formazione e specializzazione nel campo della ricerca industriale.

“Puntiamo ad assicurare ai nostri studenti – ha spiegato il rettore Pignataro - una formazione complementare fuori dalle aule, che sia per loro un concreto valore aggiunto nella prospettiva occupazionale, che porti i suoi vantaggi, in termini di innovazione e competitività, anche alle imprese del nostro territorio. La nostra è una strategia non retorica, ma concreta”.

“È sempre più forte – ha osservato Bonaccorsi, auspicando una formazione più a misura d’impresa - l'esigenza di sviluppare forme di raccordo capaci di innovare e migliorare la qualità dei processi formativi, creando un clima favorevole alla diffusione della cultura imprenditoriale. Alle nuove leve chiediamo il possesso di competenze tecniche e specialistiche, ma anche un sapere trasversale che consenta  di affrontare in modo efficace le sfide di un mondo produttivo che cambia sempre più velocemente”.

“Abbiamo trovato un terreno fatto di linguaggi e intenzioni comuni – ha detto il direttore Roberto Purrello – e in questo contesto la laurea non sarà più il momento finale della carriera dello studente, ma una tappa importante di un percorso che proseguirà fuori dall’aula, attraverso diversi momenti di orientamento, reciproca conoscenza e scelte”.

Di collaborazione già proficua e innovativa ha parlato Manuele: “Gli incontri con le imprese aiuteranno i laureandi a comprendere meglio le proprie inclinazioni professionali. Ma l’elemento fondamentale sarà la possibilità di attivare tirocini curriculari che favoriranno l'acquisizione di competenze in situazioni di lavoro reale. È attraverso queste azioni che riteniamo si possa dare un forte impulso alla specializzazione nel campo della ricerca applicata all’industria”.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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