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Quotidiano di Sicilia

Senza le carte in regola la Sicilia non riparte
di Raffaella Pessina

Fondi Ue, le mancate riforme, la gestione dei rifiuti: tutti i primati negativi. Quadro desolante di forte depressione economica e sociale

Tags: Ars, Sicilia, Economia, Unione Europea, Rifiuti, Riforme



PALERMO - La Sicilia è fanalino di coda per ciò che concerne l’utilizzo delle risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (Fesr).
Lo certifica il Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia a partire dai dati diffusi dal Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica .Con un livello di spesa certificata pari al 94,5% rispetto alla dotazione di programma al 31 dicembre scorso, la Puglia stacca nettamente le altre regioni del Sud. Seguono la Basilicata (82,3%), la Calabria (69,1%), la Campania (64,6%) e la Sicilia (62,7%). Al di là dei Fondi comunitari, secondo Confartigianato, l’attenzione ai problemi del Mezzogiorno d’Italia non è mai stata così bassa.

Il rapporto Svimez 2015 ha ben evidenziato come il Sud sia ormai “a forte rischio di desertificazione industriale con la conseguenza che l’assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all’area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente”. Il problema si è trasformato da una depressione di natura economica a una emergenza di carattere sociale. Al Sud un cittadino su tre è povero, al Nord uno su dieci. Sempre secondo il rapporto Svimez, la mancanza dei decreti attuativi del credito d’imposta per le imprese che investono al Sud lascia prevedere che sarà necessario attendere ancora per accedere ai benefici previsti.
 
In questo quadro, si aggiungono una macchina della giustizia lenta e non del tutto efficiente, l’inadeguatezza delle infrastrutture e dei servizi di trasporto da cui derivano un notevole aggravio dei relativi costi ed una forte limitazione allo sviluppo internazionale”. Inoltre, il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha chiesto all’esecutivo nazionale il riconoscimento dello stato d’emergenza in materia di rifiuti. Una richiesta formalizzata in assenza di un piano dei rifiuti e delle discariche, che indichi in maniera chiara tempi e modalità di realizzazione degli impianti per il trattamento sull’Isola.

Per il capogruppo di Fi all’Ars Marco Falcone, “un atteggiamento pilatesco di chi, essendo per molto tempo rimasto inadempiente, vuole scaricare ad altri quegli oneri e quegli adempimenti che dovevano essere propri. La Regione dica chiaramente cosa vuole fare, come intende risolvere il problema discariche in Sicilia e quali sono le azioni tese ad accompagnare i comuni dell’isola in un processo di differenziazione dei rifiuti. Il permanere di questo stato di cose determinerà in breve tempo l’esaurimento delle discariche”.
 
La Sicilia inoltre è la regione europea con il più basso tasso di occupazione (42,4%) delle persone tra i 20 e i 64 anni. Secondo l’Eurostat regional yearbook tra Bolzano, l’area in Italia con il tasso di occupati più alto (76,1%,) e la Sicilia, c’è una differenza di oltre trenta punti. Su appena sei regioni in Europa (su 270) con il tasso di occupazione complessivo tra i 20 e i 64 anni inferiore al 50% - sottolinea Eurostat - quattro sono in Italia: Puglia (con il 45,7%,), Campania (42,7%), Calabria (42,6%) e Sicilia.
 
Nonostante questo quadro desolante che certifica come la Sicilia sia in uno stato di forte depressione economica e sociale oggi in Aula a Palazzo dei Normanni si discuterà della riforma delle province, una legge che si trascina da molto tempo, in ritardo rispetto alle altre regioni. E, se si rispetteranno le abitudini dall’inizio dell’anno, questa di oggi potrebbe essere l’ultima seduta di marzo (5 a gennaio, 6 a febbraio delle quali una unica che è durata praticamente una settimana per approvare bilancio e finanziaria). Un bilancio appena approvato che attende l’arrivo di 500 milioni di euro da Roma come risultato di una trattativa che il Governatore Crocetta e l’Assessore regionale Baccei stanno cercando di portare a compimento.

Articolo pubblicato il 30 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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