Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Imprese siciliane nelle mani dei giovani
di Paola Giordano

Unioncamere traccia il profilo degli imprenditori italiani: uomini, tra i 36 e i 50 anni, diplomati. Ma in Sicilia spopolano gli under 35. Solo il 17,6% dei titolari di impresa supera i 50 anni

Tags: Impresa, Uniocamere, Giovani, Lavoro



CATANIA – Giovani, uomini, diplomati e mossi dalla necessità di trovare il primo o un nuovo lavoro. È questo il profilo dei neo imprenditori. A delinearlo è il Centro studi di Unioncamere nell’ambito del Progetto Excelsior, patrocinato dal Ministero del Lavoro, in un’indagine effettuata sulle imprese iscritte nei Registri delle Camere di commercio nei primi sei mesi del 2015.

Le sorprese in tale identikit non mancano, a cominciare dall’età degli impresari: se, infatti, il dato italiano mostra che la maggior parte dei neo imprenditori ha un’età compresa tra 36 e 50 anni (44,2%), in Sicilia la fetta più consistente (42%) di coloro i quali hanno avviato un’attività imprenditoriale è quella dei giovanissimi. E il ritratto fornito da Movimprese - studio condotto da Unioncamere-Infocamere sull’imprenditoria giovanile del 2015 - lo conferma: su un totale di quasi 120.000 imprese nazionali costituite dagli under 35 lo scorso anno, l’Isola è ai primi posti, dopo Lombardia (17.042), Campania (15.044) e Lazio (13.315), con oltre 10.000 imprese che fanno registrare alla Regione un saldo positivo con quasi 5.500 aziende giovanili all’attivo.

Se, poi, alla percentuale degli under trentacinquenni si somma quella, altrettanto cospicua, della fascia 36-50 anni (40,2%), si evince che più di otto neo imprese su dieci nell’Isola sono in mano a gente che non ha ancora oltrepassato il mezzo secolo. Il restante 17,6%, invece, appartiene alla categoria degli over 50: si tratta di una porzione abbastanza consistente, che mostra come anche tra i meno giovani sia ancora viva la voglia di mettersi in gioco.

Per quanto riguarda l’aspetto della formazione, emerge che la maggior parte dei neo imprenditori siciliani possiede un livello di istruzione medio-alto: uno su due (52,8%) ha acquisito un diploma, l’8,9% hanno una qualifica professionale e i laureati sono quasi il 20%. Il restante 18,6% non ha proseguito gli studi conseguendo solo la licenza media.

Un altro dato singolare è quello inerente all’investimento iniziale in quanto mostra che per creare un’impresa non è necessaria una ingente quantità di denaro: poco più di un’azienda su due - il 54,2% per l’esattezza - è nata, infatti, con un capitale inferiore a 5.000 euro e solo il 4%, invece, ha disposto di una cifra superiore a 50.000 euro. E c’è di più. Solo il 36,3% delle imprese è ricorso a un’analisi di mercato, mentre la restante parte ne ha fatto a meno.

Volgendo lo sguardo all’ultima attività svolta dal neo imprenditore in Sicilia si evincono altri aspetti inattesi: se è vero, infatti, che la fetta più alta (19,6%) è composta da impresari che prima di avviare un’azienda ricoprivano il ruolo di dirigente o impiegato/quadro, è anche vero che il 15,8% era disoccupato o in cerca di un altro lavoro, il 15% era un operaio o un apprendista e il 12,6% studiava o era in cerca di prima occupazione. Sotto il 10% sono le categorie di coloro i quali erano già imprenditori (8,1%), o liberi professionisti (4,9%), o ancora svolgevano attività non alle dipendenze di qualcuno (9,2%). Cospicua risulta invece la percentuale delle casalinghe (o di coloro che facevano attività non rientranti tra le opzioni presenti nel Rapporto): si parla, infatti, di poco meno del 15%.

A non destare meraviglia sono, infine, le percentuali inerenti al sesso dei neo imprenditori: con il 71,6% dominano ancora la scena imprenditoriale siciliana gli uomini. Un dato di poco superiore alla media nazionale (71,2%) che mostra come il mondo dell’imprenditoria – siciliana, ma anche nazionale - sia ancora prettamente maschile. Purtroppo.
 


La necessità di trovare la prima occupazione
 
Necessità di trovare il primo o un nuovo lavoro: è questa la motivazione principale che ha spinto ben due neo imprenditori siciliani su dieci ad avviare un’attività. Il dato non combacia con lo scenario nazionale che vede al primo posto, con il 18,8%, tra i fattori che hanno spinto verso il mondo imprenditoriale, la conoscenza del mercato o le opportunità da esso offerte. Nell’Isola quest’ultimo motivo è alla base della scelta del 16,7% dei neo imprenditori; segue, con un scarto dello 0,7%, l’esigenza di valorizzazione le proprie competente/esperienze professionali: il dato italiano - 16,5% - è di poco superiore. Il desiderio di un successo personale ed economico ha spronato l’11,3% dei nuovi imprenditori isolani: una percentuale quasi analoga a quella nazionale (11,1%). La difficoltà a trovare un lavoro dipendente stabile ha smosso, invece, l’11,6% nei nuovi impresari della Sicilia (e, a livello macro, l’11,1% di quelli italiani), mentre a voler sfruttare un’idea innovativa sono stati solo il 4,9%, vale a dire lo 0,9 in più rispetto al trend nazionale. L’insoddisfazione verso il precedente impiego ha spinto il 5,9% dei neo imprenditori in Sicilia, mentre il dato nazionale sfiora il 9%.

Articolo pubblicato il 30 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus