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Le nuove disposizioni per lo smaltimento delle pile
di Bartolomeo Buscema

Il decreto approvato dal CdM salverà l’Italia dalla procedura di infrazione avviata da Bruxelles. I produttori saranno obbligati a fornire istruzioni sulla corretta rimozione

Tags: Pile, Accumulatori, Smaltimento, Riciclo



CATANIA - Sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 5 marzo 2016 è stato pubblicato il decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 27 recante “Attuazione della direttiva 2013/56/UE che modifica la direttiva 2006/66/CE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori per quanto riguarda l’immissione sul mercato di batterie portatili e di accumulatori contenenti cadmio destinati a essere utilizzati negli utensili elettrici senza fili e di pile a bottone con un basso tenore di mercurio, e che abroga la decisione 2009/603/CE della commissione”.

Il decreto, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 10 febbraio ed entrato in vigore lo scorso 20 marzo 2016, consente all’Italia di risolvere positivamente la procedura d’infrazione 439/2015, avviata da Bruxelles per il mancato recepimento della direttiva europea 2013/56/UE relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori. In particolare, il decreto sancisce che il 31 dicembre 2016 terminerà la deroga per l’immissione sul mercato di pile e accumulatori portatili contenenti oltre lo 0,002% di cadmio in peso destinati a essere utilizzati in utensili elettrici senza fili. Le pile e gli accumulatori che pur non soddisfacendo i requisiti del decreto, ma che sono stati legalmente immessi sul mercato possono continuare a essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte.

Inoltre, nel decreto si legge che i suddetti utensili devono essere progettati in modo tale che le pile e gli accumulatori commercializzati siano corredati con un manuale di istruzione  che indichi come l’utilizzatore finale o i professionisti qualificati indipendenti possano rimuoverli senza pericolo , per poi conferirli in sicurezza a d appositi centri. Una precauzione necessaria e importante posto che il cadmio, un elemento più tossico del piombo e del mercurio, provoca numerose patologie insidiose tra cui infarto cardiaco, cancro e diabete.

A tale scopo, il provvedimento stabilisce un termine di sei mesi per permettere ai produttori di conformarsi all’obbligo di fornire istruzioni sulla corretta rimozione dei rifiuti di pile e accumulatori.

Infine, evidenziamo che il legislativo obbliga i produttori che per la prima volta immettono sul mercato pile e accumulatori nel territorio italiano a iscriversi ,per via telematica e tramite Camera di commercio di competenza, al Registro nazionale dei produttori di pile e accumulatori istituito presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Articolo pubblicato il 30 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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