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Agevolazioni su energia e internazionalizzazione
di Rosario Battiato

Terza puntata della nostra guida per presentare gli strumenti del ministero dello Sviluppo economico per le imprese. Certificati bianchi e conto termico per l’efficienza energetica e incentivi per l’esportazione

Tags: Agevolazioni, Efficienza Energetica, Sicilia, Sblocca Italia



PALERMO – Concludiamo con la terza puntata la guida del QdS relativa alle agevolazioni del ministero dello Sviluppo economico per le imprese. Dopo aver fatto riferimento al sostegno alla competitività e all’innovazione, oggi è il turno dell’efficienza energetica e dell’internazionalizzazione. Il quadro completo e tutti i dettagli sono contenuti nel vademecum diffuso sul sito ufficiale del ministero (mise-gov.it).

Sono due le misure per incentivare l’efficienza energetica tra le imprese siciliane. In prima linea ci sono i certificati bianchi, cioè titoli negoziabili che “certificano il conseguimento di risparmi energetici negli usi finali di energia a seguito di progetti di incremento dell’efficienza energetica”. La domanda è data dai distributori di energia elettrica e di gas con più di 50mila clienti finali e obbligati a raggiungere annualmente determinati obiettivi quantitativi di risparmio di energia primaria. Questi soggetti possono assolvere al proprio compito in due modi: “realizzando direttamente progetti di efficienza energetica oppure acquistando sul mercato organizzato dal Gme i certificati bianchi rilasciati ad altri soggetti per interventi di efficienza energetica”. Altro capitolo è il conto termico che incentiva la produzione di energia termica da fonte rinnovabile e riguarda imprese, Pa e cittadini. Si prevede un contributo in conto capitale legato alla tipologia di intervento.

Assai più composito il capitolo dell’internazionalizzazione. Si comincia dal finanziamento agevolato per l’inserimento sui mercati esteri extra Ue di nuovi prodotti e servizi a marchio italiano. Il finanziamento può coprire fino a un massimo dell’85% dell’importo delle spese indicate nella scheda programma e in ogni caso non superare il limite del 25% della media del fatturato degli ultimi tre esercizi.
La misura “crediti all’esportazione” consente due forme di azione (credito acquirente e credito fornitore): nel primo caso la Simest (società italiana per le imprese all’estero) opera per la stabilizzazione del tasso nei confronti della banca finanziatrice, nel secondo caso l’intervento agevolativo copre la “differenza tra il valore attuale dei titoli al tasso agevolato e il valore del credito scontato a un tasso ritenuto congruo dalla Simest”.

Si prosegue con la concessione di finanziamenti a tasso agevolato destinati a studi di prefattibilità, fattibilità e programmi di assistenza tecnica collegati a investimenti italiani all’estero e col Fondo venture capitale per imprese che intendono costituire società miste all’estero e che opera tramite l’acquisizione da parte della Simest spa di quote di capitale di rischio in imprese aventi sede in uno dei Paesi di destinazione del Fondo.

Nello stesso ambito di azione si colloca anche la partecipazione al capitale che consente di supportare gli investimenti di imprese italiane in società o imprese aventi sede in Paesi non appartenenti all’Ue tramite l’acquisizione di una quota di partecipazione di minoranza nel capitale di rischio da parte della Simest. Un’altra misura per incentivare la solidità della Pmi esportatrici è la misura che prevede la patrimonializzazione per accrescere la loro capacità competitiva. Da 100mila a 300mila (per quattro imprese) arrivano, invece, gli importi per agevolare (fino a un massimo dell’85% dell’importo delle spese preventivate) la realizzazione di iniziative di marketing in occasione della “prima partecipazione ad una fiera o mostra sui mercati extra Ue”. 

(Fine. I precenti articoli sono pubblicati nelle edizioni di ieri e martedì 29 marzo)

Articolo pubblicato il 31 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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