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Quotidiano di Sicilia

Catania - Movida notturna in cerca di regole
di Melania Tanteri

Dopo gli ultimi episodi di violenza nella zona della movida, urgono soluzioni a tutela del centro storico. I rappresentanti del Cestor: “Non possiamo più riposare, siamo esasperati”

Tags: Catania, Movida, Centro Storico



CATANIA - Si continua a discutere di centro storico. Da un lato l’amministrazione, dall’altro i residenti e i gestori dei locali, tentano la strada per trovare regole comuni di convivenza che tutelino anche una delle zone più pregiate della città che potrebbe tornare a essere il volano per lo sviluppo, principalmente turistico, di una Catania sempre più accartocciata su se stessa e quasi incapace di reagire.

Quasi, perché, dopo gli ultimi episodi di violenza e atti vandalici nella zona della cosiddetta movida, si torna a parlare. Lo hanno fatto le associazioni civiche del centro storico che hanno deciso di affrontare una problematica alla volta, interpellando i responsabili delle varie direzioni comunali in modo da passare dal piano della denuncia e della lamentela, a quello del confronto costruttivo. Si parte dal problema, grave anche se spesso sottovalutato, dell’inquinamento acustico che si registra nelle zone dove si trovano i locali notturni, molti dei quali mettono musica amplificta senza però aver preso prima accorgimenti per insonorizzare il locale.

“Succede quindi – affermano i rappresentanti del Cestor, l’associazione centro storico – che ci troviamo vere e proprie discoteche sotto casa, spesso sotto le camere da letto, e questo ci impedisce di condurre una vita normale, dato che non possiamo riposare”.
Episodi che si ripeterebbero per l’intera settimana – dal momento che l’offerta non è concentrata solo nei week end – e che starebbero esaurendo la pazienza dei sempre meno numerosi residenti. “Questa è una battaglia che conduciamo da tempo – tuonano i residenti. L’ex sindaco Stancanelli, negli ultimi anni della sua consiliatura, ha accolto le nostre istanze ma, nel 2014, la situazione è tornata nuovamente infernale”. Ci tengono a evidenziare che le loro non sono lamentele. “La nostra è legittima difesa - continuano. Non dormiamo, la musica si sente fino a dentro casa. Siamo esasperati”.

Una situazione di cui è consapevole l’amministrazione e la direzione ecologia, il cui dirigente, Giuseppe Raciti, ha accolto una delegazione di abitanti per ascoltarne le denunce. Ma che sembrerebbe difficile da affrontare le l’esiguità del personale – le misurazioni le effettua la polizia ambientale – e dei mezzi – in tutta la Sicilia orientale sarebbero appena un paio i fonometri per effettuare le misurazioni delle emissioni rumorose.

“Faremo in modo di aumentare i controlli e renderli regolari – sottolineano i responsabili del servizio di vigilanza della municipale – ma per questo abbiamo bisogno delle segnalazioni. Per questo – continuano – abbamo bisogno della collaborazione degli abitanti”.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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