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Crocetta sulla nomina di Fiumefreddo: "La Politica taccia"
di Raffaella Pessina

Il Presidente della Regione risponde colpo su colpo agli attacchi. La riconferma ai vertici di Riscossione Sicilia non è piaciuta al Pd

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Antonio Fiumefreddo, Riscossione Sicilia



PALERMO . Ancora una volta è polemica tra il Presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, e la deputazione siciliana e i partiti. Questa volta il motivo del contendere è stato la riconferma ai vertici di Riscossione Sicilia dell’avvocato Antonio Fiumefreddo, addirittura con maggiori poteri rispetto a prima: sarà infatti amministratore unico. “Sono stanco delle continue critiche e degli attacchi ogni qualvolta faccio una nomina – ha protestato Crocetta - Anche questa volta qualcuno vuole utilizzare la nomina di Antonio Fiumefreddo come kamikaze contro di me. Non lo accetto”.

Nel corso dell’ultima conferenza stampa convocata a Palazzo d’Orleans, il Presidente si è sfogato dicendo che già per la nomina dell’assessore Sgarlata ricevette molte critiche. Ed ha proseguito “Poi quando la Sgarlata lasciò l’incarico diventò la più renziana dei renziani; mi costrinsero a fare fuori la Stancheris (altro assessore della sua giunta) ora invitata alla Leopolda; poi vollero fare fuori la Scilabra, adesso diventata una eroina del Pd; hanno voluto quindi la testa di Fiumefreddo, poi sono andati in televisione a difenderlo. Basta”. Facciamo un passo indietro per ripercorrere le tappe di questa vicenda che coinvolge la partecipata Riscossione Sicilia fin dal dicembre del 2015. Il 29 dicembre in Aula viene bocciata la ricapitalizzazione della Società per azioni che si occupa di riscuotere i tributi in Sicilia.

Nei giorni successivi il Presidente della partecipata aveva fatto circolare sulla stampa un elenco di deputati regionali e nazionali con pendenze in corso in materia di tasse e tributi. Sulla vicenda ne è nato un braccio di ferro, dove un fronte trasversale di deputati all’Ars minacciava di affossare Riscossione se non fosse caduta la testa di Antonio Fiumefreddo. Per evitare il fallimento della Spa, che aveva bisogno di una ricapitalizzazione immediata pena il crac,  Crocetta è dovuto ricorrere  alle dimissioni degli altri due componenti del Consiglio d’amministrazione per fare decadere quindi tutto l’organismo di controllo. Solo allora in Finanziaria  è stata approvata la ricapitalizzazione.

Oggi Crocetta riporta in sella l’avvocato catanese e le critiche non si sono fatte certo aspettare. Vincenzo Figuccia, vice capogruppo di Forza Italia all’Ars ha detto che si tratta di un pesce d’aprile. “La nomina di Antonio Fiumefreddo a Riscossione Sicilia non può che essere un pesce d’aprile del presidente Rosario Crocetta. Era stato proprio il governo regionale a sacrificarlo durante la finanziaria non impedendo le dimissioni di due componenti del Cda della partecipata ed oggi ci sembra davvero uno scherzo la riproposizione del disarcionato Fiumefreddo, a meno che non si tratti solo di un caso in cui la coerenza del presidente della regione prevale essendo carattere distintivo dello stesso Crocetta”.
 
Lo sostiene il capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone: “Rileviamo senza alcuno stupore la nuova giravolta di Rosario Crocetta, stretto tra i ricatti della sua maggioranza e confusi aneliti rivoluzionari. Il riconfermato amministratore unico, al di là dei roboanti annunci e degli inutili show, dovrà dimostrare di essere all’altezza del compito. A Forza Italia interessa soltanto che Riscossione Sicilia possa invertire la tendenza, riducendo costi, fornendo servizi efficienti e incrementando la riscossione, coniugando il tutto con una maggiore attenzione ai contribuenti in difficoltà”.
 
La riconferma della nomina non è piaciuta nemmeno al Partito Democratico dove si sottolinea come la decisione sia stata assunta in totale autonomia dal capo della Giunta. Su questo argomento, hanno deciso di incontrarsi il segretario regionale Fausto Raciti e il capogruppo all’Ars, Alice Anselmo. Non ci sta neanche il Nuovo Centrodestra. Vincenzo Vinciullo, presidente della commissione Bilancio all’Ars e esponente di Ncd ha stigmatizzato il comportamento di Crocetta.
 
“Non credo che il Parlamento possa essere sfidato in questo modo – ha detto Vinciullo - Crocetta sta nominando un soggetto che su tutte le reti nazionali ha delegittimato l’Assemblea, questo non può passare inosservato”. E prosegue: “Crocetta sta violando gli impegni presi nel corso dell’approvazione della finanziaria. Credo che a questo punto - aggiunge - vi siano tutte le condizioni per una mozione di sfiducia nei suoi confronti. L’unico obiettivo che avevamo era raggiungere il pareggio di bilancio, abbiamo raggiunto questo obiettivo, ora non c’è più alcun motivo per cui Crocetta debba restare presidente della Regione”.

Articolo pubblicato il 02 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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