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Palermo - Ztl, tutto bloccato in attesa della decisione del Tar
di Gaspare Ingargiola

Il Comune ha posticipato l’entrata in vigore del provvedimento, fissata per il 15 di aprile. Critiche all’Amministrazione e in particolare all’assessore Giusto Catania

Tags: Palermo, Ztl, Viabilità, Leoluca Orlando, Giusto Catania, Tar



PALERMO - Una bufera politica ha investito il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla Mobilità Giusto Catania dopo la falsa partenza della Ztl. Il rinvio al 15 aprile dell’entrata in vigore del provvedimento, che ha anticipato di poche ore la sospensiva fino a giorno 6 ordinata dal Tar Sicilia, è stato l’extrema ratio di una macchina organizzativa “che non ha funzionato”, per stessa ammissione del sindaco. “Tutte le nostre strutture – ha detto - sono state sottoposte a un grande stress, ma le partecipate non erano pronte”.

Da più parti si chiedono le dimissioni dell’assessore Catania, anche se Orlando non ha accusato in modo diretto nessuno: né l’assessore, né l’Amat, né la Sispi né gli uffici. Il sindaco ha attribuito alle Poste italiane una parte di responsabilità nell’infinita serie di intoppi nelle procedure di rilascio dei pass: “L’Amministrazione – ha affermato - non si aspettava che Poste italiane potesse avere problemi nell’avvio del pagamento elettronico. Per questo, dopo aver costatato un problema con Poste italiane per i pagamenti online, abbiamo deciso di posticipare al 15 aprile l’entrata in vigore della Ztl”.

Le cose che non hanno funzionato, però, sono state tante: dalla farraginosa procedura da compilare online al fatto che è impossibile correggere o modificare alcuni dati se non comunicando gli eventuali errori via mail all’Amat, perdendo ulteriore tempo, dalle diverse occasioni in cui il portale è andato in tilt alla carenza di informazioni chiare, fino alle interminabili ed estenuanti code ai 14 sportelli Amat, che peraltro non sono stati potenziati come promesso (se ne dovevano aprire altri all’Università). Problemi cui bisogna aggiungere, appunto, l’impossibilità di pagare con carte di credito o postepay, mentre, come già annunciato nelle scorse settimane, le telecamere non arriveranno prima dell’estate e nei primi tempi le pattuglie fisse e mobili dei vigili urbani dovranno sobbarcarsi tutto il lavoro con controlli random che inevitabilmente si lasceranno sfuggire parecchi trasgressori.

Da qui la decisione di rinviare tutto di due settimane, dando il tempo ai giudici di entrare nel merito della vertenza. Se il Tar bocciasse la Ztl sarebbe ovviamente un colpo durissimo per Orlando e Catania. La crociata politica contro il delegato alla Mobilità è partita già nelle ore successive al rinvio. Il segretario provinciale del Pd Carmelo Miceli e il vice capogruppo in Consiglio comunale Sandro Leonardi hanno annunciato la presentazione di “una mozione di sfiducia nei confronti di Giusto Catania. Il caos sulle Ztl di queste settimane dimostra tutto il pressapochismo, l’incompetenza e la disorganizzazione di questo assessore”.

“Niente – ha aggiunto - è andato come previsto: l’incasso è crollato, il pagamento con carte di credito non è decollato, la procedura è troppo complicata per i cittadini. Quello che sta succedendo è incivile e Palermo non può essere ostaggio degli incapaci: dove sono le decine di uffici promessi? Dove sono i programmi che avrebbero permesso un agevole pagamento on line? Chi non ha uno scanner, come fa a completare la procedura?”.

A proposito del gettito della Ztl, che avrebbe dovuto essere di 25 milioni di euro a fronte di 250 mila pass venduti: finora ne sono stati emessi appena 20 mila e questo è un male per l’Amat che, in base al nuovo Piano industriale, dovrebbe investire gli introiti della Ztl nel trasporto pubblico (tram, bike sharing, car sharing, autobus) per compensare i progressivi tagli della Regione.

“Non crediamo – ha commentato Nunzio Reina, presidente di Confartigianato Palermo, a nome delle 30 associazioni che nei giorni scorsi hanno firmato un documento unitario di modifica del provvedimento - che lo slittamento della Ztl al 15 aprile sia stato deciso dal Comune, perché in questo caso sarebbe stato più corretto informare i palermitani nei giorni scorsi, senza ricorrere a scelte last minute. Il Tar, in realtà, alla fine deciso per tutti. Mi auguro che in queste due settimane ci sia lo spazio per un confronto con il sindaco, come d'altronde abbiamo già chiesto più volte”.

“Le decisioni del Tar e del Comune di rinviare tutto – ha detto il presidente di Confesercenti Palermo, Mario Attinasi - non cambiano granché le nostre perplessità su questo provvedimento, che rischia di uccidere le attività del centro città. Servono nuove deroghe, un’entrata in vigore più graduale, regole che aiutino e non penalizzino commercianti e strutture ricettive”.

Per il capogruppo di Comitati civici a Sala delle Lapidi, Filippo Occhipinti “si tratta dell’ennesimo flop di questa amministrazione. Adesso è necessario un confronto con cittadini e consiglio comunale per rivedere la Ztl”.

Articolo pubblicato il 02 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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