Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Sviluppo Italia, nuovo nodo per Crocetta
di Raffaella Pessina

Mimmo Turano e Giovanni Di Giacinto (Udc): il Presidente rilanci subito la partecipata. La politica si schiera a favore del salvataggio della società

Tags: Antonello Cracolici, Spese Pazze All'ars, Corte Dei Conti, M5s, Mimmo Turano, Giovanni Di Giacinto



PALERMO - Riprendono questo pomeriggio i lavori all’Assemblea regionale siciliana con la seduta d’Aula nel corso della quale si potrebbero verificare altri commenti relativi alla vicenda delle spese dei gruppi parlamentari dell’Ars. Intanto il gruppo del Movimento cinquestelle chiede un “doveroso passo indietro” a Cracolici, dopo la pronuncia della magistratura contabile sulle cosiddette spese pazze all’Ars.
 
“La pesante condanna della Corte dei conti a Cracolici - ha scritto in una nota - è un severissimo giudizio sull’inopportuna e allegra gestione dei soldi dei contribuenti e non può passare inosservata. Benché si tratti soltanto di una sentenza di primo grado, l’assessore all’Agricoltura non è più nelle condizioni di rappresentare i siciliani, pertanto rimetta il mandato o, in caso contrario, sia Crocetta a revocarglielo”.

La nota spiega: “Sarebbe opportuno che fosse lui a farlo o il Pd a chiederglielo, in un improbabile e residuale rigurgito di orgoglio, per cercare di salvare le ultime parvenze di credibilità delle istituzioni di fronte ai cittadini. In caso contrario dovrebbe essere Crocetta, il presidente della rivoluzione a parole, ad intervenire”.

I Cinquestelle hanno aggiunto: “Ci piacerebbe sapere che seguito abbiano avuto quelle passate in giudicato. Ci riferiamo, ad esempio, a quella milionaria inflitta al segretario generale della Regione, Patrizia Monterosso e ad altri dirigenti ed ex assessori per la questione extra-budget della Formazione professionale”.

Intanto questo pomeriggio si dovrebbe discutere di “Norme in materia di variazione e rettifica dei confini fra i comuni di Lercara Friddi e Vicari”,  di "Valorizzazione del demanio trazzerale” e delle  Norme per il riconoscimento della professione e disciplina dei contenuti formativi per l’esercizio delle attività della subacquea industriale”. Sulle partecipate sono intervenuti il capogruppo dell’Udc Mimmo Turano e Giovanni Di Giacinto, capogruppo del Pse all’Assemblea regionale siciliana.
 
Turano ha chiesto al Governatore Crocetta di salvare la partecipata Sviluppo Italia Sicilia. “Il presidente Crocetta è libero di fare tutte le nomine che crede ma deve impegnarsi a rilanciare una partecipata funzionante e strategica per evitare di scrivere l’ennesima pagina drammatica per lo sviluppo sociale ed economico della nostra terra”. “La liquidazione di Sviluppo Italia Sicilia – ha detto il capogruppo dello scudocrociato - costituirebbe per la Regione siciliana l’ennesimo esempio di sperpero di risorse pubbliche, visto che la società è stata acquistata nel 2008 per 10 milioni di euro e, oltre a disporre di un capitale umano costituito da 75 professionalità altamente specializzate, ha nel proprio patrimonio un incubatore di imprese a Catania all’interno del quale sono presenti 15 aziende produttive e innovative”. “Non bisogna trascurare - aggiunge Turano - anche gli effetti deleteri che la liquidazione della società avrebbe sul piano Garanzia Giovani di cui Sviluppo Italia, secondo il piano di attuazione regionale,dovrebbe erogare i servizi di accompagnamento alla creazione d’impresa”.
 
Sulla stessa linea Giovanni di Giacinto che paventa la liquidazione della partecipata regionale. "Trovo assurda una decisione che vada in questo senso e peraltro anche ingiustificata alla luce del fatto che Sviluppo Italia Sicilia ha svolto in passato un lavoro importantissimo per le iniziative imprenditoriali soprattutto rivolte ai giovani. Oggi, anche in presenza di una norma, che obbliga i vari Dipartimenti regionali ad assegnare prioritariamente a Sviluppo Italia Sicilia le commesse che può svolgere la stessa società, i vari rami dell’Amministrazione si rivolgono all’esterno (Formez e Invitalia). Ed in più si mette in liquidazione una società strategica".
 
Sulla legge recentemente approvata dal Parlamento regionale sulla riforma delle elezioni comunali è intervenuto il Presidente della Regione: “La Sicilia cambia perchè dà più ruolo ai Comuni, alle municipalità”. Ed ha aggiunto: “è esattamente quello che prevede lo Statuto - ha aggiunto Crocetta - e si attua per la prima volta lo Statuto che prevede liberi consorzi e non queste Province che erano frutto di un’organizzazione centralistica e autoritaria dello Stato”.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus