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Quotidiano di Sicilia

Formazione, revocato Avviso 3 nuovo bando all'orizzonte
di Michele Giuliano

Marziano dopo incontro con sindacati e addetti ai lavori: variante della parte cassata dal Tar. L’ente che ha proposto il ricorso potrebbe ritirarlo dietro trattativa con la Regione

Tags: Formazione, Avviso 3, Lavoro, Regione Siciliana, Tar, Bruno Marziano



PALERMO - L’assessore regionale alla Formazione professionale, Bruno Marziano, sembra aver deciso: al culmine di un serrato incontro con sindacati e addetti ai lavori è stato stabilito di revocare l’Avviso 3 e rifare un nuovo bando. In sostanza però i tempi saranno molto più brevi: in pratica sarà la riproposizione del bando dell’Avviso 3 con la variante della parte cassata oggetto di ricorso accolto dal Tar con una sospensiva.

Nelle ultime ore però è maturata anche una novità: l’ente che aveva presentato ricorso è pronto a ritirarlo (il che sbloccherebbe il piano, ndr) solo dietro “trattativa” con la Regione. Procedura ammissibile e che ora si sta valutando da Palazzo d’Orleans. Nell’uno o nell’altro caso resterebbe tutto per com’è, ma nell’ipotesi di un nuovo bando verrebbe soltanto eventualmente cassata la parte in cui si stabilivano i criteri di finanziamento in base al numero di dipendenti a tempo indeterminato. In pratica sarebbero riconfermate in larga parte le ore di finanziamento agli enti sulla scorta della graduatoria dello scorso anno. Salvi quindi tutti, come si suol dire “capre e cavoli”.

Contenti gli enti storici, che continueranno ad avere la loro fetta di formazione, ed anche gli enti più piccoli che con il nuovo bando impugnato rischiavano di scomparire definitivamente dalla galassia della formazione professionale siciliana. Ma come in ogni decisione tutti contenti proprio non sono: “Non siamo d’accordo sull’ipotesi di ritirare l’Avviso 3, tagliando le parti impugnate al Tar e quindi tutte le tutele per il personale iscritto all’albo degli operatori della formazione professionale previste dalla legge regionale 24/76 - affermano in una nota Cobas, Uslal, Snals Confsal e Ugl -. I corsi si avvieranno non prima di ottobre-novembre prossimi senza tutele e con le applicazioni delle nuove leggi sul collocamento con contratti a tutele crescenti”.

Snals Confsal e Cobas hanno chiesto all’assessore di cominciare un nuovo percorso mettendo al primo punto le tutele occupazionali di tutti gli iscritti all’albo cedendo tutti i vari finanziamenti (Avvisi 3-4-6-7-8 e gli emanandi avvisi Fas e Formazione continua) in house ad un soggetto terzo con requisiti necessari che amministrerebbe l’intera platea degli operatori e cederebbe la gestione dei corsi e delle politiche attive del lavoro solo per la parte gestionale agli enti con convenzioni ed assegnando agli stessi il personale necessario. “Tale soluzione - aggiungono le organizzazioni di categoria - potrebbe essere attuabile con una semplice delibera di giunta”.

Si innesca la polemica anche con l’assessore regionale al Lavoro, Gianluca Miccichè, per la sua assenza al tavolo di concertazione congiunto con Marziano per superare l’empasse del settore formativo che abbraccia anche competenze dello stesso assessorato al Lavoro: “Chiediamo le dimissioni di Miccichè - precisano in un documento Flc, Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola - per la colpevole, irresponsabile e ingiustificata latitanza dai tavoli, la mancanza di atti concreti, la sottovalutazione dello stato di emergenza sociale in cui versano gli operanti del settore che denotano incapacità politica e la inadeguatezza al ruolo ad affrontare una crisi così grave.
 
L’assenza dell’assessore Miccichè e del suo dirigente non hanno consentito di trovare ancora oggi strumenti per coprire il vuoto generato dai ritardi provocati dal ricorso all’Avviso 3 e del ritardo determinato dal suo stesso assessorato sull’avvio degli avvisi in materia di politiche attive del lavoro che coinvolgono oltre 1.750 operatori degli ex sportelli multifunzionali”.
 

 
“Lavoratori liberi” contro Miccichè su ex sportellisti
 
I “lavoratori liberi” (sigla associazionistica) delle politiche attive del lavoro fermi da quasi un anno rispondono all’assessore regionale al lavoro Gianluca Miccichè, dopo le dichiarazioni che avevano come scopo finale un piano per salvare gli sportellisti: “Il piano dell’assessore è solo un grande bluff - si legge in un comunicato - che non risolve alcun problema. Sollecitiamo Miccichè a prendere una posizione vera sul disegno di legge che si discuterà in commissione Bilancio all’Ars che traccia una strada per il futuro di questi lavoratori dei soppressi sportelli multifunzionali”. L’accusa per Miccichè anche in questo caso è di saltare sistematicamente le sedute della II commissione parlamentare all’Ars dove si sta infatti discutendo il ddl: “Un percorso percorribile” ha evidenziato il deputato e componente della stessa commissione, Santi Formica. “L’assessore - aggiungono i lavoratori liberi - attua una rigorosa politica del silenzio e di tanto in tanto esterna soluzioni con un Avviso 6 che è un bambino nato morto e non dà tutele e garanzie nè alla riuscita del progetto nè dà una vera opportunità agli operatori”.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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