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Palermo - Opere fognarie e di depurazione, nuovo scontro Orlando-Regione
di Gaspare Ingargiola

Interventi per un valore di oltre 100 milioni attendono di essere realizzati da più di 15 anni. Duramente contestata la nomina dell’assessore Contrafatto come commissario

Tags: Regione Siciliana, Leoluca Orlando, Palermo, Vania Contrafatto



PALERMO - Ennesimo scontro tra il Comune di Palermo e l’assessorato regionale all’Energia retto da Vania Contrafatto. Dopo le polemiche su Bellolampo, Amap, raccolta differenziata porta a porta, inceneritori e Tmb, stavolta la battaglia si è spostata sul sistema idrico del capoluogo. Oggetto del contendere sono le tredici opere fognarie e di depurazione delle acque reflue inserite nell’Accordo di programma quadro del 2013 tra i ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e delle Infrastrutture e la Regione Siciliana. A causa dei soliti ritardi burocratici per dieci di queste opere il Governo nazionale ha nominato commissario lo stesso assessore Contrafatto, ma per Palazzo delle Aquile la responsabilità dei ritardi sono da attribuire proprio all’Assessorato regionale. L’unico risultato è che da quindici anni opere del valore di 105 milioni di euro attendono di essere realizzate.

La vicenda iniziò addirittura nel 1994 quando l’Italia accolse con la Legge Galli una direttiva europea del 1991 che imponeva di definire le reti fognarie e di depurare le acque reflue prima dello scarico a mare. Soltanto nel 1999 la Regione Siciliana recepì la Legge Galli e l’anno seguente vennero istituiti gli Ambiti territoriali ottimali. Passarono altri tre anni prima che, nel 2003, venne definito un primo Accordo di programma quadro tra la Regione e i ministeri competenti e soltanto nel 2007, dopo ben sette anni dall’istituzione degli Ato, venne stipulata la convenzione fra l’Ato 1 Palermo e Acque potabili siciliane per la gestione trentennale del servizio idrico integrato nella provincia di Palermo, compresa la progettazione delle opere previste dall’Apq.

Nel 2013, però, Aps fallì senza che nessuna di queste opere venisse realizzata, malgrado nel 2012 il Cipe avesse assegnato all’isola un miliardo (di cui poco più di 100 milioni per i tredici interventi nel capoluogo) per superare le procedure di infrazione comunitarie. Con il secondo Apq del 2013 le opere tornarono in capo al Comune di Palermo, nominato soggetto attuatore dopo quasi quindici anni di gestione Aps. Stando al report di Palazzo delle Aquile, “in poco più di due anni, dal 2013 al 2015, l’Amministrazione comunale ha istruito i procedimenti dei progetti esecutivi o definitivi, ha cofinanziato alcune opere con 2,5 milioni di mutui e 500 mila euro sul bilancio e ha inoltrato le richieste dei decreti di finanziamento al Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti”. I progetti già cantierabili sono nove per un valore di 58 milioni di euro; gli altri quattro, per ulteriori 42 milioni di euro, sono in fase di approvazione tecnica e amministrativa.

Con due decreti, il 3 novembre e il 7 dicembre, però, l’assessore Contrafatto è stata nominata commissario per dieci di queste opere. L’autorizzazione del Csm (l’assessore regionale è un magistrato in aspettativa), tra l’altro, è arrivata soltanto lo scorso 17 marzo. Per il sindaco Leoluca Orlando e il vice sindaco nonché assessore alle Infrastrutture, Emilio Arcuri, quella del governo nazionale è però “una scelta singolare e paradossale, perché si nomina commissario chi è responsabile dei ritardi”.

“Senza contare - ha aggiunto Orlando - che il Csm ha impiegato quattro mesi per dare il via libera. Quand’è che il Csm smetterà di dare il nulla osta a magistrati che usano la politica come un tram da cui salire e scendere a convenienza?”.

Secondo piazza Pretoria, tra l’istanza comunale e l’emissione del decreto di finanziamento la Regione avrebbe fatto passare da un minimo di due mesi fino a un anno e mezzo. Secondo i dati dei tecnici del Comune, infatti, prima che la Regione emanasse il decreto di finanziamento sono trascorsi 401 giorni per il progetto di potenziamento dell’impianto di depurazione di Acqua dei Corsari (26,5 mln di euro), 521 giorni per le reti fognarie dei quartieri Marinella (1,8 mln) e Sferracavallo (4,8 mln), 467 per le vie Ripellino e Carmine (1,2 mln) e il quartiere Villagrazia (2,5 mln), 101 giorni per via Castellana e il canale Passo di Rigano (10,2 mln), 61 giorni per l’eliminazione degli scarichi fognari nel canale Boccadifalco, 110 giorni per il collettore a sistema misto delle vie Palmerino e Ponticello (1,4 mln).

Iter ancora da completare per altre quattro opere: la riconversione del depuratore di Fondo Verde in impianto di pretrattamento dei reflui (5,5 mln), il completamento del collettore sudorientale (32,9 mln), l’eliminazione degli scarichi fognari di via Decollati nel fiume Oreto (1,9 mln) e la fognatura in via Cruillas con l’eliminazione degli scarichi nel canale Mortillaro (7,1 mln).

“Dal 2000 a oggi - ha attaccato il sindaco - la gestione commissariale sul sistema idrico e dei rifiuti è stata funzionale a un sistema di potere affaristico-mafioso che rievoca i tempi di Ciancimino. E siccome con questa vicenda si rischiano danni erariali trasmetteremo l’intera documentazione alla Procura della Corte dei Conti”.
 


L’8 aprile un vertice per cercare un’intesa
 
PALERMO - L’assessore regionale all’Energia, Vania Contrafatto, ha replicato a muso duro alle accuse del sindaco Orlando. “Le sue sterili polemiche – ha detto - non possono mutare la realtà dei fatti: i ritardi sono oggettivi e non è provando a scaricare le colpe sugli altri che si fa l’interesse dei cittadini. La Regione ha potuto emettere i decreti di finanziamento solo di alcune di queste opere e lo ha fatto in tempi strettissimi, non appena il Comune ha inviato i progetti corredati da tutte le autorizzazioni e compatibilmente con le nuove norme di armonizzazione contabile. La semplice approvazione in Giunta comunale, infatti, per legge, non era sufficiente in mancanza di tutta la documentazione corredata. Per altre opere, invece, il Comune o ha inviato i progetti dopo che era già intervenuto il commissariamento oppure non lo ha mai fatto”.

Secondo i tecnici di viale Campania, “l’ultima integrazione documentale su Acqua dei Corsari è giunta alla Regione il 12 novembre 2015 e il decreto di finanziamento è stato emesso il 19 novembre 2015; il progetto delle fognature del quartiere Villagrazia è stato inviato alla Regione il 28 aprile 2015 e il decreto di finanziamento è del 9 luglio 2015; le ultime integrazioni documentali sulle fognatura di Marinella e Sferracavallo sono state fatte pervenire il 6 maggio 2015 e i decreti sono del 4 giugno 2015. I progetti su via Palmerino, Borgo Molara, Castellana e Boccadifalco sono giunti dopo il commissariamento, ossia nelle date 14 dicembre 2015, 23 dicembre 2015 e 2 febbraio 2016. Delle restanti opere non è mai stato presentato il progetto”.

A queste critiche Orlando e Arcuri hanno ribattuto accusando l’assessore “di ignorare la normativa o di mentire sapendo di mentire: i decreti cui fa riferimento nelle sue dichiarazioni, peraltro più volte censurati dalla Corte dei Conti, sono infatti semplici decreti di ‘prenotazione’ e non di ‘impegno’ delle somme, dunque inutilizzabili ai fini dell'appalto delle opere. L’assessore ripassi la normativa sull'armonizzazione contabile e i suoi principi”.

“Le deliberazioni della Giunta municipale di approvazione dei progetti – hanno concluso - sono state trasmesse agli uffici dell'assessorato complete di tutti gli allegati, come peraltro figurano sul sito del Comune di Palermo”. Per l’8 aprile è previsto un vertice per cercare un’intesa.

Articolo pubblicato il 05 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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