Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Le imprese verdi hanno una marcia in più
di Rosario Battiato

Nel capo IV del collegato ambientale tanti vantaggi per chi possiede certificazioni green come Emas ed Ecolabel. Nelle graduatorie per contribuiti la qualità ecologica costituirà elemento di preferenza

Tags: Impresa, Green Economy



PALERMO – C’è sempre qualche ragione in più per puntare sulle registrazioni europee di qualità ambientale volontarie come Emas (Eco-Management and Audit Scheme) ed Ecolabel. Non soltanto risparmi economici e una migliore immagine ambientale per le aziende, ma adesso anche priorità nel settore degli acquisti verdi. Tutto previsto nel Collegato ambientale (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali) approvato lo scorso dicembre e attivo dal mese di febbraio.

Di cosa parliamo? L’Emas è uno strumento per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e allo stesso tempo fornire informazioni sulla propria gestione ambientale. L’Ecolabel è il marchio dell’Unione europea di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale. Un vantaggio, insomma, che permette ai prodotti marchiati di diversificarsi dai concorrenti presenti sul mercato.

Il capo IV del collegato ambientale (disposizioni relative al Green public procurement) affronta i temi più rilevanti per le imprese che possiedono le certificazioni ambientali. Si comincia con l’articolo 16 che riduce le garanzie previste a corredo dell’offerta nei contratti pubblici relativi a lavori, servizi o forniture, ma soltanto per gli operatori che sono, appunto, in possesso di registrazioni ambientali. L’importo della garanzia, infatti, si riduce fino al 30 per cento per chi possiede l’Emas e del 20 per cento per chi possiede la certificazione ambientale ai sensi della norma Uni Es Iso 14001 (uno standard ambientale volontario per le imprese) e il marchio di qualità Ecolabel. Quest’ultimo viene inoltre inserito per integrare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa (previsto all’articolo 83 del codice dei contratti pubblici).

L’articolo 17 prevede “disposizioni per promuovere l’adozione dei sistemi Emas ed Ecolabel”. Una misura che si attiva per “l’assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in  materia  ambientale”, visto che nella formulazione delle graduatorie costituiscono “elemento di preferenza” il possesso di registrazione al sistema comunitario di ecogestione  e  audit  (Emas), la certificazione Uni En Iso 14001 e Iso 50001 (relativa a un sistema di gestione razionale dell’energia) e il marchio di qualità ecologica Ecolabel per un proprio prodotto o servizio.

L’articolo successivo riguarda l’”applicazione di criteri ambientali minimi negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti di servizi” nell’ambito del piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione. Un provvedimento che si collega all’articolo successivo (19) che prevede ulteriori applicazioni di criteri ambientali negli appalti pubblici e integra l’articolo del codice dei contratti pubblici relativamente ai compiti dell’Osservatorio dei contratti pubblici, aggiungendo il monitoraggio dell’applicazione dei criteri ambientali minimi. L’articolo 20 segna l’addio alle lampade dei vecchi semafori e prevede che, quando necessiteranno di essere sostituire, dovranno essere soltanto “lampade a basso consumo energetico”, comprese le lampade realizzate con tecnologia a led.

Si prosegue con la nascita di uno “Schema nazionale volontario per la  valutazione  e  la  comunicazione dell’impronta ambientale” per promuovere la “competitività del  sistema  produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti ad elevata qualificazione ambientale sui mercati nazionali ed internazionali”. Lo schema si chiamerà “Made Green in Italy”.
In Sicilia, secondo l’ultimo censimento, sono state rilasciate 19 licenze Ecolabel, mentre l’Ispra ha registrato circa una ventina di azienda con la certificazione Emas.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus