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Palermo - Lo stop alle Ztl non ferma Orlando: "Illustreremo una nuova proposta"
di Gaspare Ingargiola

Il sindaco deve fare i conti con il giudizio della terza sezione del Tribunale amministrativo regionale. Da più parti sono state chieste le dimissioni dell’assessore alla Mobilità, Catania

Tags: Palermo, Ztl, Viabilità, Leoluca Orlando, Giusto Catania, Tar



PALERMO - Il giorno dopo la bocciatura della Ztl da parte del Tar il sindaco Leoluca Orlando ostenta serenità ma mantiene comunque un atteggiamento prudente. I motivi di riflessione del resto non mancano: il cattivo funzionamento della macchina comunale incluse le partecipate Amat e Sispi, il flop del portale online, la posizione delicata dei funzionari e dell’assessore alla Mobilità Giusto Catania, l’assenza di una campagna informativa, il muro contro muro con associazioni, sindacati, comitati e ordini professionali. Ma soprattutto il durissimo giudizio della terza sezione del Tribunale amministrativo composta da Giovanni Tulumello, Aurora Lento e Lucia Maria Brancatelli, che hanno demolito l’impianto del provvedimento.

“Appare contraddittorio ed illogico - scrivono le toghe -, nella parte in cui, pur giustificando l'esercizio del potere con finalità di tutela ambientale, privilegia tuttavia il disincentivo di natura economica, dal quale peraltro esclude tutti i motoveicoli, e la corrispondente entrata per l'ente, rispetto a forme di limitazione più efficaci sotto il profilo del contenimento delle emissioni, e prive di onere economico per i cittadini. La domanda di sospensione appare legittima in quanto l’utenza non può subire una ingiustificata compressione del proprio diritto alla mobilità”.

Per i giudici amministrativi “nel Piano generale del traffico era prevista l'implementazione progressiva delle Ztl 1 e 2” mentre l’Amministrazione ha deciso di accorparle e farle entrare in vigore contemporaneamente.

La terza sezione sottolinea inoltre “l’insussistenza, nonostante affermazioni meramente programmatiche di segno contrario, genericamente riportate e non adeguatamente comprovate, di concrete misure di potenziamento del trasporto pubblico tali da compensare il prevedibile aumento del fabbisogno di ricorso a mezzi alternativi di spostamento”. Un giudizio tranchant, forse fin troppo severo perché, questo va riconosciuto, l’esecutivo cittadino in questi anni ha provato a investire nel trasporto pubblico con il car sharing, il bike sharing, il tram, le pedonalizzazioni e la riorganizzazione, questa sì non del tutto riuscita, delle linee degli autobus.
 
Proprio facendo leva su questi elementi il sindaco Orlando incassa e parte al contrattacco: “È inutile speculare su questi temi, la mia è una battaglia generale per scoraggiare il traffico privato, per una mobilità sostenibile, per una maggiore vivibilità. Gli altri facciano pure la campagna elettorale sulle Ztl, io la faccio per le future generazioni. Andremo avanti su questa strada”.

A un anno dalle elezioni, però, la patata bollente della Ztl rischia di infliggere un duro colpo alle speranze di rielezione di Orlando. E alla fine l’assessore Catania, che, va detto, fin qui ha fatto da parafulmine beccandosi gli insulti di tutti, potrebbe fungere da capro espiatorio facendo un passo indietro. In queste ore l’assessore si è trincerato dietro un eloquente silenzio e c’è chi dice che starebbe pensando alle dimissioni.

La ricerca dei responsabili, però, investirà anche gli uffici: “Avvierò delle verifiche interne e prenderò le mie determinazioni”, assicura il sindaco, che ha rilanciato: “La strada è tracciata e non cambia, la linea politica è inevitabile e irrevocabile. Anzi - ha annunciato -, formulerò una nuova proposta di Ztl che comunicherò ai cittadini e al Consiglio comunale. Del resto il Tar non ha rilevato un vizio nell'idea in sé”.

Non è ancora chiaro se gli automobilisti che hanno già pagato il pass potranno chiedere immediatamente un rimborso: secondo una corrente di pensiero il Comune non può trattenere i soldi e devi restituirli subito, secondo un’altra, invece, essendo quella del Tar una semplice sospensiva e non una sentenza di merito, l’Amministrazione può posticipare i rimborsi e studiare l’eventuale ricorso al Cga. “È una possibilità - conferma Orlando -. Ho già convocato i legali di Amat e Comune per studiare l’eventuale restituzione a chi ne ha diritto o l’eventuale conversione nel nuovo pass che sarà necessario pagare perché la Ztl a Palermo si farà”.

L’avvocato Alessandro Dagnino, che ha curato il ricorso di Bispensiero e Vivo Civile al Tar insieme al collega Giovanni Scimone, ha annunciato battaglia: “Il Comune rimborsi subito i pass o ricorreremo alle vie legali”.

Intanto proprio l’azienda di via Roccazzo vede sfumare un incasso di una trentina di milioni di euro lordi, senza contare i soldi spesi insieme a Sispi per mettere in piedi la pur traballante macchina organizzativa e che il Tar ha sospeso anche i rincari sulle strisce blu. “I conti economici dell’Amat non hanno nulla a che fare con la tutela della salute - dice il primo cittadino -. Abbiamo cercato di farli coincidere ma dato che non ci siamo riusciti risolveremo anche i problemi finanziari dell’Amat”.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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