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Sempre più imprese rette da stranieri
di Roberto Pelos

È il quadro che emerge dal rapporto “Immigrati” di Unioncamere. Sono 100.000 in più nell’ultimo anno. In Sicilia sono il 6,9%. A Palermo la percentuale maggiore (12,4%). Nazione più rappresentata il Marocco, poi la Cina

Tags: Unioncamere, Immigrazione, Impresa



ROMA – Sono aumentate di quasi 23 mila unità in Italia, durante il 2015, le imprese individuali aperte da cittadini nati fuori dall’Unione Europea, arrivando a superare quota 350 mila, ovvero, il 10,9% delle imprese individuali presenti nel nostro Paese; il numero di aziende guidate da immigrati ha fatto registrare un forte incremento nonostante la crisi degli ultimi anni.
Si tratta di un bel salto in avanti rispetto al passato: a fine 2010, infatti, le aziende individuali con a capo immigrati erano 100 mila in meno.

È il quadro che emerge dal rapporto dal titolo: “Immigrati: 100.000 imprese in più in 5 anni” realizzato da Unioncamere-Infocamere in base ai dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio italiane. A primeggiare a livello regionale sono Toscana, Lombardia, Liguria e Lazio, dove viene evidenziata una rappresentanza di micro-imprese di immigrati superiore al 15% del totale delle aziende individuali regionali.

In Sicilia, su un totale di 280.804 imprese individuali, quelle guidate da stranieri sono 19.504 con una quota del 6,9% su imprese individuali extra-Ue. Per quanto riguarda le province siciliane, a Palermo, al 31 dicembre 2015, si registrano 7.052 imprese individuali guidate da immigrati su un totale di 56.882 per un peso extra-Ue del 12,4%; a Catania le aziende guidate da extracomunitari sono 3.178 su 60.701 (peso del 5,2%); a Messina si registrano 2.697 imprese capeggiate da immigrati su 35.811 (peso del 7,5%); a Trapani le imprese guidate da extracomunitari sono 1.251 su 29.604 (peso extra-Ue del 4,2%); ad Agrigento si trovano, secondo il rapporto, 1.715 aziende guidate da immigrati su 26.596 (peso del 6,4%); a Siracusa le imprese guidate da extracomunitari sono 1.156 su un totale di 22.581 (peso del 5,1%); a Ragusa si trovano 1.578 imprese individuali guidate da immigrati su 21.921 (peso del 7,2%); a Caltanissetta le aziende guidate da extracomunitari sono 694 su 15.812 (peso del 4,4%) e infine ad Enna si trovano 183 imprese individuali capeggiate da immigrati su 10.896 per un peso extra-Ue dell’1,7%.

La città dove si registra il maggior numero di imprese individuali guidate da immigrati, all’interno del panorama nazionale, è Prato col 40,9% di aziende “dotate” di passaporto extra-Ue.

La nazione più rappresentata, anche in Sicilia, è il Marocco, seguita dalla Cina (nelle Marche, in Toscana e in Veneto), ma è anche numerosa la presenza di imprenditori svizzeri (in Abruzzo), serbi e montenegrini (in Friuli-Venezia Giulia), bengalesi (nel Lazio), albanesi (in Liguria), egiziani (in Lombardia) e senegalesi in Sardegna.

I settori nei quali si registrano il maggior numero di piccoli imprenditori extra-Ue sono quelli dell’artigianato (con oltre 120 mila attività), specializzati soprattutto nei servizi alle imprese (il 23% è extra-Ue), nel commercio (16,4%) e nelle costruzioni (15,2%). La fonte dei dati sopra citati, è in tutti i casi, Unioncamere-Infocamere, Movimprese. “Per gli stranieri giunti in Italia aprire un’impresa è certamente un modo per integrarsi nel nostro sistema economico e sociale - commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello - Gli imponenti flussi migratori con i quali ci confrontiamo richiedono sicuramente politiche di accoglienza mirate.

A queste, però, si possono affiancare strumenti e politiche di integrazione a basso costo quali quelle di supporto all’avvio dell’attività imprenditoriale. è questo – conclude - un ambito nel quale le Camere di Commercio giocano un ruolo importante”.

Articolo pubblicato il 08 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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