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Credito d'imposta: stanziati 617 mln l'anno
di Michele Giuliano

Ministero dell’Economia e Agenzia Entrate hanno approvato il modello che i titolari di reddito d’impresa possono usare per beneficiarne. Viene riconosciuto il 20% per le piccole imprese, 15% per le medie e 10% per le grandi

Tags: Credito D'imposta, Agenzia Delle Entrate, Agevolazioni



PALERMO - Si entra finalmente nel vivo per il credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno, introdotto dalla legge di stabilità 2016. Tra i protagonisti figura la Sicilia dove la misura sarà applicata alle imprese.

Il ministero dell’Economia e delle finanze e l’Agenzia delle entrate hanno approvato il modello che i titolari di reddito d’impresa possono utilizzare per beneficiare del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive. L’agevolazione, voluta dal governo nazionale per incentivare gli investimenti in aree del Paese dove è maggiormente avvertita la necessità di sostenere la crescita e creare posti di lavoro (tra cui per l'appunto è stata designata la Sicilia, ndr), può dunque partire. Il credito d’imposta, per il quale la legge di stabilità ha stanziato 617 milioni l’anno, spetta in relazione agli investimenti realizzati a decorrere dal 1 gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019.

In particolare è riconosciuto un credito d’imposta del 20 per cento per le piccole imprese, del 15 per cento per le medie imprese e 10 per cento alle grandi imprese. Tale credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi. è inoltre previsto che i beni strumentali acquistati devono poter entrare in funzione non oltre il secondo periodo d’imposta successivo a quello del loro acquisto. In caso contrario il credito d’imposta dovrà essere rideterminato eliminando dagli investimenti il costo dei beni ancora non entrati in funzione.

I soggetti che vogliono beneficiare del credito d’imposta devono formulare istanza all’Agenzia delle entrate. Ad essere esclusi da questa agevolazione i titolari di reddito di lavoro autonomo e i soggetti che operano nei settori dei trasporti e delle relative infrastrutture, dell’industria siderurgica, della produzione e della distribuzione di energia, nel settore assicurativo e finanziario. L’agevolazione è concessa alle imprese nel periodo temporale compreso tra il 1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2019. Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento (articolo 17 del decreto legislativo 241 del 97).

Per gli investimenti effettuati già l’anno prossimo, il credito di imposta potrà essere compensato sempre a partire dal 2016. Non è possibile cumulare tale credito d’imposta con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto gli stessi costi. Gli investimenti ammissibili sono quelli relativi all’acquisto di beni strumentali nuovi, cioè impianti e attrezzature e macchinari vari destinati a strutture produttive già esistenti o di nuova costruzione.

È possibile la stipula anche di contratti di locazione finanziaria. Il costo complessivo delle acquisizioni di tali beni è pari a 15 milioni di euro per le grandi imprese, 5 milioni di euro per le medie imprese e 1,5 milioni di euro per le piccole imprese. Da tale costo devono essere decurtati gli ammortamenti relativi ai beni della struttura produttiva, verso cui è rivolto l’investimento.

Compresi anche acquisti in leasing
Nel caso di acquisto di beni in leasing, l’ammontare dell’investimento equivale al costo sostenuto dal locatore per l’acquisto di tali beni escluse le spese di manutenzione. Sono esclusi gli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell’investimento agevolato.
L’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell’importo, nel caso di accertamento dell’indebita fruizione del credito d’imposta a seguito del mancato rispetto delle condizioni previste dalla legge. L'intervento incluso nella Legge di Stabilità 2016 vale oltre 2,4 miliardi di euro. Per essere precisi, al credito d'imposta sono destinate risorse per complessivi 617 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017, 2018 e 2019, la cui copertura è disposta: per 250 milioni di euro annui mediante utilizzo delle risorse comunitarie e di cofinanziamento nazionale del Pon Imprese e Competitività 2014-2020 e nei Programmi Fesr 2014-2020 delle Regioni in cui si applica il credito d’imposta; per i restanti 367 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo sviluppo e coesione della programmazione 2014-2020, per gli anni considerati dalla norma.

Articolo pubblicato il 09 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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