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In sanità integrazione pubblico-privato
di Lucia Russo

Emanato un decreto dall’assessore Massimo Russo per ripartire i 28 mln di euro provenienti dal fondo ministeriale. Per l’attività di screeening dei principali tumori e di prevenzione di patologie più diffuse

Tags: Sanità, Massimo Russo



PALERMO - Per i programmi di screening e prevenzione 28 milioni e mezzo di euro vengono destinati dall’assessorato alla Sanità alle strutture private, convenzionate con il sistema sanitario. Queste potranno affiancare le strutture sanitarie pubbliche.
Il tutto è disciplinato in un decreto firmato dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo. L’obiettivo è quello di implementare in breve tempo il programma della prevenzione, raggiungendo un’ampia fetta di popolazione che rientra nelle categorie “a rischio”.

Il programma degli screening riguarda i tumori delle cervice uterina (il target raggiunto sarà quello delle donne fra i 25 e i 64 anni), dei tumori mammari (donne fra 50 e i 69 anni) e di quelli al colon retto (uomini e donne tra i 50 e i 69 anni).
Il programma di prevenzione sarà rivolto invece alle patologie cardiovascolari, alla talassemia e all’immobilità nell’anziano e nel grande anziano (soprattutto post ictus).
Per gli screening dei tre principali tumori verranno destinati 13,2 milioni di euro mentre per i programmi di prevenzione saranno investiti 15,2 milioni di euro. Le somme saranno ripartite alle singole Asp sulla base della “popolazione target” e sono state recuperate dall’apposito fondo ministeriale che riguarda la prevenzione e dunque in aggiunta rispetto al budget annuale che ogni anno viene ripartito dal fondo sanitario.

Condizione per la partecipazione delle strutture private ai programmi di screening è innanzitutto un’adeguata formazione del personale che sarà destinato agli screening e alla prevenzione.
“Il nostro sforzo - ha spiegato l’assessore Russo - è quello di premiare soprattutto i cittadini che hanno diritto a ricevere le prestazioni sanitarie secondo standard di qualità e in linea con le direttive ministeriali. L’integrazione fra il pubblico e il privato è uno dei perni su cui poggia la legge di riforma del sistema sanitario e questo decreto permetterà di aumentare sensibilmente i tassi regionali di copertura degli screening che negli ultimi anni sono stati piuttosto bassi.
 
L’attenzione verso la prevenzione, oltretutto, è dettata da evidenze scientifiche: attraverso corretti programmi di prevenzione è possibile dare migliori risposte di salute ai cittadini e ottenere a lunga scadenza grosse economie”. Si ricorda, infatti, che lo scopo dello screening è quello di identificare le malattie presenti in una comunità in una fase precoce, permettendo così di giungere ad interventi terapeutici tempestivi ed alla gestione standardizzata della terapia in modo da ridurre sistematicamente la mortalità e le sofferenze derivate dalle malattie più diffuse e facilmente diagnosticabili.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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