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Quotidiano di Sicilia

Sicurezza, attenti a quei comuni
di Rosario Battiato

Rischio naturale e derivante dall’attività dell’uomo: le numerose e gravi criticità presenti sul territorio siciliano. Pericoli ampliati da assenza e mancata revisione dei Piani di Protezione civile

Tags: Rischio Idrogeologico, Regione Siciliana, Sicilia



PALERMO - Un Comune su due in Sicilia non saprebbe come comportarsi in caso di pericolo. La legge n. 100 del 12 luglio 2012 aveva previsto, entro tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, l’approvazione del Piano di emergenza comunale, redatto secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione civile e delle Giunte regionali. Si tratta uno strumento che la Protezione civile considera “indispensabile” per la prevenzione dei rischi, eppure secondo l’ultimo monitoraggio del Dipartimento, datato settembre 2015, soltanto 190 Comuni siciliani su 390 (49% del totale) l’hanno adottato.
La prevenzione, insomma, non è di casa. E per evitare pericoli di ogni genere (naturale o antropico), vale sempre il vecchio e intramontabile: “Si salvi chi può”.
 
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Articolo pubblicato il 14 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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