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Formazione verso il collasso: ora spuntano i pignoramenti
di Michele Giuliano

I creditori degli enti si sono rivalsi sulla Regione per esigere le somme che non sono state erogate. Da un primo resoconto ci sarebbero da sborsare 50 mln €: ecco l’ennesima tegola

Tags: Formazione, Avviso 3, Lavoro, Regione Siciliana, Bruno Marziano



PALERMO - Ora la Regione deve fare i conti anche con i pignoramenti. Sono quelli delle migliaia di lavoratori degli enti che oggi sono licenziati e che non hanno ricevuto nemmeno gli ultimi stipendi sino a che, per l’appunto, un impiego ce lo avevano.

Non solo i lavoratori ma anche i fornitori hanno deciso di agire per via giudiziale contro la Regione: si tratta di tutte quelle ditte che fornivano materiale didattico, di cancelleria e persino i supporti informatici ai vari enti, o anche i proprietari degli immobili che avevano affittato sempre agli enti il proprio locale. Nei loro confronti sono stati accumulati un’enormità di debiti.

Si tratta di somme che la Regione per svariati motivi non ha stanziato agli enti: perché questi ultimi magari non hanno rendicontato e quindi non hanno incassato il saldo finale del 20 per cento del finanziamento; oppure enti che si sono visti revocare in corso d’opera l’accreditamento, a seguito dei controlli da parte dell’assessorato regionale alla Formazione e che intanto avevano fatto i loro “debiti”.
Questi sono solo alcuni degli esempi più ricorrenti di somme rimaste congelate nelle casse della Regione. Intanto i creditori bussano alla porta e a loro una risposta bisogna pur darla, al di là delle beghe tra la Regione e gli enti. Considerati i ritardi sono adesso scattati i pignoramenti e il governo regionale si ritrova tra le mani l’ennesima patata bollente di un settore oramai imploso.

Da un conto abbastanza sommario, anche se realistico, pare che il dipartimento della Formazione abbia accertato che i pignoramenti si aggirino attorno ai 50 milioni di euro. Un vero macigno per le già asfittiche casse regionali dove già da tempo si è raschiato il fondo del barile. Secondo quanto accertato, i ritardi nei pagamenti più imponenti sarebbero risalenti alle tre edizioni degli Avvisi 20, ma ci sono anche altre somme non elargite negli anni passati: quindi stiamo parlando di 3-4 anni e più in altri casi ancora.

L’assessore regionale alla Formazione, Bruno Marziano, assicura che al momento il problema lo si sta affrontando insieme a tutte le altre emergenze: “Sono state definite le operazioni di certificazione della spesa del Fondo sociale europeo 2007-2013 – sottolinea - mentre si sta procedendo al nuovo accreditamento degli enti superando, anche in questo caso, le criticità del settore. Inoltre, con l’arrivo dei nuovi dipendenti provenienti da altri settori dell’amministrazione regionale, si è provveduto alla costituzione di gruppi di lavoro che sono impegnati nel superamento delle pesanti criticità presenti nell’assessorato, in particolar modo relative ai saldi e alle rendicontazioni delle annualità precedenti a partire dal 1992.

Una attività intesa, dunque, che deve portare all’avvio in tempi rapidi delle nuove fasi di formazione e al superamento degli elementi di difficoltà determinatisi nel corso degli anni. Altro che paralisi operativa. Voglio rassicurare sull’impegno mio e dell’intera struttura burocratica dell’assessorato nell’affrontare e risolvere i problemi presenti”.
 

 
Le regole adesso sono cambiate per la rendicontazione
 
Recentemente la Regione ha cambiato le regole riguardo alla rendicontazione. Il dirigente generale dell’assessorato dell’Istruzione e della Formazione professionale, Gianni Silva, in qualità di Autorità di gestione del Po Fse 2007-2013, ha emanato il decreto numero 8451 con cui sono state modificate le regole. Anzitutto è stato posto a carico di tutti i soggetti beneficiari dei finanziamenti, e in primis a enti locali, cooperative e imprese del terzo settore, l’obbligo di anticipare e rendicontare tutte le spese relative ai progetti finanziati entro e non oltre lo scorso 31 dicembre 2015, anche in assenza e a prescindere dal trasferimento delle somme dovute da parte della Regione, a pena della non ammissibilità delle spese sostenute dopo tale data. Un modo quindi per evitare che gli enti accumulino tantissime mensilità arretrate con i propri lavoratori e garantiscano quindi propri capitali in attesa della liquidazione da parte della Regione. Neanche a dirlo questa soluzione è stata contestata: “Questa previsione hanno commentato il vicepresidente dell’Anci Sicilia Paolo Amenta e il presidente di Impresa Europa Carmelo Giurdanella - scarica sui beneficiari dei finanziamenti l’onere, a dir poco gravoso, di reperire e versare le ingenti somme necessarie a procedere alla rendicontazione”.

Articolo pubblicato il 14 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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