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Quotidiano di Sicilia

Meno cambiali e assegni in Sicilia
di Roberto Pelos

I dati nell’ultimo rapporto di Unioncamere-Infocamere per il 2015 su dati delle Camere di commercio. Nella nostra terra i protesti attinenti a società sono stati il 23,7% sul totale

Tags: Impresa, Assegno, Unioncamere, Infocamere



ROMA – L’anno scorso si è registrata una forte diminuzione dei protesti, secondo l’ultimo rapporto di Unioncamere-Infocamere, dal titolo: “Protesti: nel 2015 calano a 1,3 miliardi di euro (-25% sul 2014)” realizzato in base ai dati raccolti dalle Camere di Commercio.

Il 56% dei protesti riguarda società e si concentra principalmente al Meridione d’Italia, il 44% attiene invece a cittadini e imprenditori individuali insolventi. Se ci riferiamo momentaneamente all’ambito societario del fenomeno, notiamo che a primeggiare è la Calabria dove i protesti a carico di società risultano 18,1 ogni 100 imprese registrate sul territorio, seguita dalla Puglia (13,9%), da Campania (12,9%), Abruzzo (12,8%), Basilicata (10,5%), Molise (10,2%), Sicilia (10,1%); agli ultimissimi posti si collocano, più virtuose, la Valle d’Aosta (2,7%) e il Trentino-Alto Adige (1,9%).

Nella nostra terra, i protesti attinenti a società sono stati il 23,7% sul totale nel 2015 e il 26,1% nel 2014. In tutto il Paese, anche l’importo medio dei protesti per società ha superato il medesimo riguardante le persone fisiche (comprese tra queste ultime le imprese individuali, come precisato nel dossier); in Sicilia l’importo medio effetti per società è stato di 3.100 euro contro gli 856 euro per le perone fisiche mentre il valore dei protesti delle società, in percentuale, è stato nella nostra terra del 52,8% sul valore protesti totali.
La Sicilia, senza distinzione tra società e individui, nel 2015 ha fatto registrare 11.414 assegni (44.109.253 euro) e 57.255 cambiali (52.659.748 euro); la variazione in percentuale tra il 2015 e il 2014 ha fatto rilevare un -20,3% nel totale degli assegni (-21,8% euro) e un -16,7% nel totale delle cambiali (-20,9% euro).

Concentriamoci adesso sulle provincie siciliane: a Palermo nel 2015 si registra un totale di 2.522 assegni per un importo medio di 3.783 euro, mentre le cambiali sono state 17.425 per un importo medio di 717 euro; a Catania gli assegni sono stati 2.020 (4.048 euro), le cambiali 9.072 (1.060 euro); a Messina si registrano per il 2015, 1.394 assegni (3.352 euro) e 7.647 cambiali (958 euro); sempre secondo i dati del rapporto di Unioncamere-Infocamere, a Trapani gli assegni sono stati 1.032 (4.917 euro), le cambiali 5.206 (843 euro); ad Agrigento l’anno scorso sono stati rilevati 1.237 assegni (4.001 euro) e 3.839 cambiali (1.084 euro); a Siracusa il totale degli assegni è stato di 1.199 (3.849 euro) mentre le cambiali sono state, secondo l’analisi in questione, 5.789 per un importo medio di 945 euro; Ragusa ha fatto registrare 1.000 assegni (3.726 euro) e 4.816 cambiali (1.116 euro); a Caltanissetta c’è stato un totale di 728 assegni per 3.374 euro (sempre importo medio) mentre il totale delle cambiali è stato di 2.185 (969 euro); per concludere, ad Enna è stato registrato per il 2015, un totale di 282 assegni, per un importo medio di 3.180 euro e un totale di 1.276 cambiali per un importo medio di 1.335 euro.

A livello nazionale, secondo quanto risulta dal rapporto di Unioncamere, la città dove si è registrato il più alto numero di assegni in totale è stata Roma (32.787) mentre il maggiore importo medio (sempre per gli assegni) è stato rilevato a Como (18.474 euro); ancora nella Capitale si è registrato il più elevato numero di cambiali (48.414), mentre il più alto importo medio è stato rilevato a Sondrio (2.463 euro). Si tratta, in tutti i casi sopra citati, di elaborazioni Unioncamere-Infocamere su dati Registro informatico dei protesti.

Articolo pubblicato il 15 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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