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Ennesimo naufragio nel Mediterraneo
di Redazione

Quattro barconi dispersi provenienti dall’Africa a un anno da Lampedusa

Tags: Migranti, Immigrazione, Mediterraneo



ROMA - Quattro barconi partiti dalle coste egiziane sovraccarichi di migranti si sarebbero rovesciati nelle acque del Mediterraneo. A bordo vi erano circa 400 migranti provenienti per lo più da Somalia, Etiopia ed Eritrea e diretti in Italia. Secondo i media somali citati dalla Bbc in lingua araba i soccorsi sono riusciti a trarre in salvo solo 29 persone. L’ambasciatore somalo in Egitto, citato dalla stessa emittente, ha inoltre dichiarato che oltre 400 persone sono morte.

“Stiamo cercando di avere notizie ulteriori dalle autorità egiziane, ma al di là dei particolari, non c’è dubbio che anche il fatto simbolico che avvenga esattamente un anno dopo la tragedia di Lampedusa, anche se in un contesto territoriale completamente diverso, interpella le nostre coscienze e deve farci ragionare, ed è un motivo in più per noi per dire che l’Europa non deve alzare muri, come vuole fare l’Austria, ma deve moltiplicare i propri sforzi in direzione dell’Africa”, ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, parlando con la stampa al suo arrivo al Consiglio Affari esteri dell’Ue, ieri a Lussemburgo.

Dello stesso avviso anche il presidente della Camera Laura Boldrini che ha voluto ricordare all’Unione Europea i suoi impegni: “La coincidenza è tragicamente significativa: nel primo anniversario del più grave naufragio avvenuto nel Mediterraneo dal secondo dopoguerra ad oggi, nel quale persero la vita circa 800 migranti, arrivano altre notizie di morte che parlano di 400 vittime. Da un anno all’altro, uguale - sottolinea - è la disperazione che spinge tanti uomini, donne e bambini a mettersi in viaggio in condizioni di estremo pericolo. Nonostante l’Europa abbia cercato in questi dodici mesi di evitare il ripetersi di simili tragedie, rafforzando le operazioni congiunte di ricerca e soccorso, in mare si continua a morire. Troppo poco si è fatto fin qui per affrontare la questione alle radici, intervenendo nei Paesi di provenienza sulle cause che inducono alle migrazioni forzate.

“Mi auguro che, anche sulla scia di questa ennesima tragedia, l’Unione - insiste la Boldrini - sappia rispondere in maniera tempestiva e coordinata: trovando al suo interno la condivisione necessaria, aprendo canali legali per le persone in fuga da guerre e persecuzioni e istituendo finalmente un vero sistema d’asilo comune europeo, basato sulla suddivisione degli oneri, sulla solidarietà e sulla tutela dei diritti fondamentali”.

“È una tragedia unica”, ha commentati l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi. “È un’altra tragedia. Non si possono fare commenti dopo quello che abbiamo visto sulla tragedia di coloro che vivono a Lesbo. Adesso vediamo questa, con questi morti nel Mediterraneo: una tragedia unica. Non si può certamente porre rimedio o alleviarla se non c’è un accordo di pace sia in Siria che in Libia”.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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