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Quotidiano di Sicilia

Ars, una mozione su accordo Stato-Regione
di Raffaella Pessina

Presentata da Toti Lombardo (Psa-Mpa) per disdire gli accordi del 2014. Cinque i miliardi di euro a cui la Sicilia ha rinunciato

Tags: Ars, Toti Lombardo



PALERMO - Ancora una volta un’Aula semivuota a Palazzo dei Normanni, dove si doveva discutere della mozione di censura nei confronti dell’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici e invece si è discussa la mozione a firma del deputato Mpa Toti Lombardo, con la quale si è chiesto al presidente della Regione di disdire gli accordi con i quali la Regione siciliana ha rinunciato ad entrate per circa 5 miliardi di euro che avrebbe potuto incassare grazie ai pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale nell’ambito dei contenziosi con lo Stato. Crocetta vi avrebbe rinunciato con un accordo capestro nel giugno 2014.
Per Toti Lombardo “si tratta di recuperare il nostro orgoglio e cancellare la vergogna più grande che la Sicilia ha subito dal ‘46 a oggi”.

Lombardo ha annunciato intervenendo in Aula, che 65 deputati di tutti i gruppi parlamentari hanno firmato per l’istituzione di una commissione di indagine che si costituirà per decifrare il valore economico della rinuncia e l’opportunità di far valere le sentenze della Corte Costituzionale. La Regione aveva ottenuto in quel momento, per chiudere il bilancio la somma di 550 milioni di euro. Secondo Marco Falcone, capogruppo di Fi, “quell’accordo è illegittimo, perché non è stato preceduto da una deliberazione del Parlamento siciliano che ha la potestà legislativa e non è stato coinvolto”. In difesa del Governatore siciliano in Aula a Sala D’Ercole c’era l’assessore regionale all’Economia Baccei che ha difeso l’operato del  Presidente della Regione, spiegando che questo tipo di accordi tra le regioni a Statuto speciale e ministero delle Finanze non sono una eccezione, ma una consuetudine e ha spiegato che da quando si è insediato come assessore ha deciso di andare al tavolo con il governo nazionale in posizione paritaria, senza sforare il Patto di stabilità.

Per questo si è andati incontro soprattutto negli enti locali a enormi disagi per mancanza di fondi, ma con il risultato di trattare con Roma in condizioni non subalterne. Il Presidente di turno dell’Ars, Giuseppe Lupo, ha informato l’Assemblea che il Presidente Crocetta aveva chiesto di poter essere presente alla discussione della mozione, ma che ieri pomeriggio era impossibilitato per impegni istituzionali ad arrivare a Palazzo dei Normanni. Di rimando, il deputato Toti Lombardo ha chiesto di votare la mozione anche in assenza dell’interessato. A suo supporto Angela Foti che a nome di tutto il gruppo del Movimento Cinquestelle ha stigmatizzato l’assenza del Governatore chiedendo al Presidente dell’Ars di convocare nell’immediato Crocetta in Aula, lasciando i suoi impegni perchè il Parlamento lo richiedeva in Aula.

Per evitare altre polemiche Lupo ha accolto una richiesta di verifica del numero legale, e quasi a salvezza della situazione, il numero non era sufficiente. E così l’Aula è stata rinviata.
Intanto, in commissione Bilancio è stato approvato il Ddl stralcio delle norme fuoriuscite dalla Finanziaria approvata a fine febbraio ed ora il documento è pronto per andare in Aula.

All’interno del documento sono inserite alcune norme come il tetto di 100 mila euro lordi per i dirigenti e manager di enti e società partecipate dalla Regione, la norma che sostiene ‘start-up ed incubatori di sviluppo locale’ e la norma che semplifica la rendicontazione relativa ad alcune misure della ‘vecchia’ programmazione 2007/2014”. Nello Dipasquale, vicepresidente della commissione Bilancio ha detto che “Sono tante le buone norme inserite nel testo, anche se rimangono alcuni punti irrisolti che bisognerà affrontare al più presto”.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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