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Horizon 2020, finanziati 4 progetti in Sicilia
di Liliana Rosano

I finanziamenti dell’Ue nell’ambito dello SME Instrument, programma europeo per la ricerca e l’innovazione delle Pmi. La Lombardia in testa per numero di ricerche approvate (78), poi l’Emilia Romagna con 35

Tags: Horizon 2020, Ue, Pmi, Imprese



PALERMO - Sono stati soltanto quattro i progetti siciliani finanziati dall’Ue nell’ambio dello SME Instrument, lo strumento del programma europeo Horizon 2020 per la ricerca e l’innovazione, esclusivamente dedicato alle piccole e medie imprese innovative.
Nel biennio 2014-2015, Spagna e Italia sono i Paesi con il maggior numero di imprese finanziate (585 su 1.635 totale) dai 500 milioni di euro messi a disposizione dall’Unione europea.

Lo rivela uno studio elaborato da Aster, consorzio della regione Emilia-Romagna per l’innovazione e la ricerca industriale.
Tra le regioni, la Lombardia è in testa alla graduatoria per numero di progetti approvati (78) seguita dall’Emilia-Romagna (35) e dal Lazio (34). La Toscana è quarta con 19 progetti finanziati e 20 beneficiari, quinto il Piemonte (18 progetti, 19 beneficiari) e sesto il Veneto (14 progetti e 14 beneficiari). Le altre regioni italiane raccolgono ben poco: 6 progetti ciascuna per Liguria e Campania (la prima regione meridionale), 5 per le Marche e 4 ciascuna per Calabria, Trentino Alto Adige, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Sicilia e Umbria. Tre progetti ciascuna, infine, per Sardegna e Valle D’Aosta.

Per quanto riguarda i temi di ricerca: la Lombardia eccelle in progetti sui trasporti (20), nanotecnologie (16) ed eco-innovazione (11), l’Emilia-Romagna in nanotecnologie (10) ed eco-innovazione (9), il Lazio si distingue per progetti su efficienza energetica (7) e spazio (6).
Invece in Sicilia i progetti riguardano il settore delle nanotecnologie e trasporti, a Palermo e Messina.

L’IItalia si conferma leader nei settori nanotecnologie, spazio, trasporti ed eco-innovazione. Considerando i temi di ricerca finanziati l’Italia si posiziona al primo posto in Europa su Nanotecnologie (46 PMI per 38 progetti vinti), Trasporti (46 PMI per 41 progetti vinti), Eco-innovazione (36 PMI per 28 progetti vinti) e Spazio (19 PMI per 17 progetti vinti).

Nel primo biennio (2014-2015) di attività dello SME Instrument, l’Unione europea ha finanziato complessivamente 1.635 PMI in 1.440 progetti, distribuiti su 13 diversi temi di ricerca tra cui ICT, Nanotecnologie, Energia, Trasporti, ecc. Delle 1.635 imprese finanziate 1.280 hanno ricevuto contributi per uno studio di fattibilità dell’idea di business (fase 1) e 355 per la realizzazione del progetto innovativo (fase 2).

Per quanto riguarda il numero di PMI finanziate la classifica dei Paesi è guidata da Spagna (309) e Italia (276, 18% delle quali start up innovative) seguite con distacco da UK (201), Germania (119) e Francia (91). Rispetto alle proposte presentate l’Italia è il Paese più attivo con un totale di 3.709 progetti, seguito da Spagna con 2.913 proposte, UK con 1.788, Germania con 1.344 e Francia con 1.139. Se si analizza il tasso di successo (rapporto tra domande presentate e vinte), l’Italia con il 7,4% viene invece superata da UK (11,2%), Spagna (10,6%), Germania (8,8%) e Francia (7,9%) mentre la media europea si attesta su 8,5%.

In merito ai contributi UK, Spagna, Italia, Francia, Olanda e Germania assorbono circa il 60% dei finanziamenti versati dall’UE su uno stanziamento complessivo di 500 milioni di euro disponibile per il periodo considerato.
Per il biennio 2016-2017 budget potenziato a 740 milioni di euro.

Le opportunità per le piccole e medie imprese continuano anche per il biennio 2016-2017: infatti, attraverso lo SME Instrument e con un budget potenziato pari a 740 milioni di euro, l’Unione Europea intende finanziare ulteriori idee fortemente innovative per trasformarle in soluzioni concrete per il mercato.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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