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Messina - Taormina: futuro dell'Isola Bella avvolto da numerose incognite
di Massimo Mobilia

Prima il rischio chiusura, adesso un ticket per entrare nella Riserva, che però rischia di essere doppio. Previsto a maggio un incontro fra Comune e assessorato regionale all’Ambiente

Tags: Taormina, Isola Bella



TAORMINA (ME) - L’aver scoperto una nuova specie vegetale definita “aliena”, per la prima volta individuata in Italia nella Riserva naturale orientata dell’Isola Bella di Taormina, conferma e accresce la particolare ricchezza naturalistica del luogo e la necessità di preservarne il futuro. Ma la “Euphorbia Hypericifolia”, questo il nome del vegetale di origine tropicale trovato dagli esperti dell’Università di Catania (che gestisce la Riserva tramite il Cutgana), sta correndo il serio rischio, insieme agli altri tesori del posto, di ritrovarsi al centro di sterili interessi economici, alimentati dal dibattito politico.

Il primo problema ha riguardato negli stessi giorni il discusso provvedimento della Regione siciliana, che aveva deciso di chiudere 21 Riserve (Isola Bella compresa) per mancanza di soldi, salvo poi fare dietrofront con un protocollo d’intesa tra l’assessore al Territorio, Maurizio Croce, l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, e gli enti gestori - Wwf, Lipu, Legambiente, Gre, Rangers, Cai e Cutgana - per mantenere aperte le aree, grazie a un correttivo economico in bilancio che permetterà di trovare 952 milioni di euro e coprire le spese di funzionamento. Manovra che comunque dovrà prima passare dalla Giunta e poi dalla Ragioneria generale. Meglio quindi tenere d’obbligo il condizionale.

Il governatore Crocetta, dal canto suo, non sembra essersi preoccupato molto del rischio chiusura delle Riserve, perché nel caso dell’uscita di scena degli enti gestori, ha annunciato la soluzione: distaccare nelle aree protette i tanto cari forestali (circa 24 mila nell’Isola).

Se il rischio chiusura sembra almeno per il momento scongiurato, a preoccupare di più i taorminesi sul futuro dell’Isola Bella è però un altro problema di natura economica, ovvero il provvedimento preso sempre dal Governo regionale di far pagare il ticket d’ingresso nelle Riserve naturalistiche. Nel caso dell’area taorminese si tratterebbe in realtà di un doppio biglietto, perché esiste già un ticket da pagare per quanti desiderano introdursi all’interno della cosiddetta zona A, cioè l’isolotto vero e proprio per visitare i naturalistici e la meravigliosa villa immersa nella natura. Il nuovo balzello andrebbe a interessare l’accesso a tutta la restante area, cioè la spiaggia dove operano già diverse attività commerciali e dove fino a oggi si può liberamente entrare per prendersi il sole e farsi bagno, nel rispetto della natura.

Una decisione del genere, ancor più alle porte della stagione balneare, ha messo sul piede di guerra gli operatori economici del posto e ha visto schierarsi l’amministrazione comunale di Taormina, per una volta compatta, contro la decisione della Regione. È previsto infatti, nella prima settimana di maggio, un incontro tra la Giunta del sindaco, Eligio Giardina, e l’assessore all’Ambiente Croce, possibilmente insieme con l’assessore alla Cultura, Carlo Vermiglio, che si svolgerà proprio nella spiaggia dell’area protetta per sensibilizzare i vertici regionali su una scelta considerata “inappropriata”.

Per il momento da Palazzo dei Normanni difendono il decreto introdotto facendo ricadere la responsabilità attuativa agli enti gestori: “Il provvedimento è indirizzato alle associazioni che gestiscono le aree, che dovranno decidere come istituire il servizio”. Eppure, tra rischio chiusura e aumento dei ticket d’ingresso, le Riserve siciliane costituiscono un’importante attrattiva su cui un altro assessorato regionale, quello al Turismo, ha deciso di puntare a cominciare proprio dall’Isola Bella, inserita nel progetto “Culto e cultura: itinerari di turismo religioso”, il nuovo pacchetto turistico tematico dove la visita alla Riserva taorminese viene legata al santuario Madonna della Rocca che si trova sulla sommità del monte Tauro.
Paradossi della Sicilia crocettiana.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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