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Catania - Amt, si riaccendono le tensioni. Oggi sciopero
di Melania Tanteri

Martedì scorso in Commissione Trasporti le forze sindacali si sono confrontate con i vertici aziendali. Al centro del dibattito la mole di crediti vantati dall’Azienda su Comune e Regione

Tags: Catania, Trasporti, Amt



CATANIA - Ancora tensioni per il caso Amt, i cui dipendenti – personale viaggiante e di officina – stamattina incroceranno le braccia. La difficile situazione contabile e finanziaria dell’ex azienda municipalizzata del Comune, oggi Società per azioni con Palazzo degli Elefanti socio unico, è approdata martedì mattina in Commissione consiliare permanente ai Trasporti, presieduta dal consigliere Carmelo Sofia, dove le forze sindacali si sono confrontate con i vertici aziendali, il presidente Carlo Lungaro e il direttore Barbarino.
Al centro delle discussioni, ancora una volta la mole di crediti vantati dall’Azienda metropolitana trasporti nei confronti di Comune e Regione, la cui mancata conciliazione, almeno per il momento, starebbe causando una sorta di stallo non solo del trasporto pubblico, la cui efficienza è compromessa proprio da questo stato di cose. E l’ingente quantitativo di debiti, l’altro lato della medaglia.

“Siamo di fronte ad un polveriera pronta ad esplodere da un momento all’altro – afferma Carmelo Sofia - oggi l’azienda ha 57 milioni di debiti certi (quasi 13 milioni di euro nei confronti dell’Inps, circa 4,6 milioni legati al “Priamo”, 18 milioni da pagare ai fornitori, 5 milioni e mezzo da consegnare agli istituti bancari, 2 milioni per i trattamenti di fine rapporto e un milione e mezzo di euro per conto terzi), a fronte di decine di milioni di crediti che nessuno sa con certezza quando entreranno nelle casse dell’Amt. Qui – aggiunge - non si tratta semplicemente di mancanza di liquidità ma di una questione molto più complessa dove servono risposte certe attraverso un intervento straordinario del sindaco Bianco che ha sempre dimostrato di avere a cuore le sorti della municipalizzata. Occorre quindi una linea diretta tra Palazzo degli Elefanti e la Regione – prosegue l’esponente del Pd - che consenta di “saltare” inutili lungaggini burocratiche che hanno il solo effetto di mettere in ginocchio una struttura di vitale importanza per l’intera Catania”. Un appello al primo cittadino che lanciano anche le sigle sindacali, in stato di agitazione da mesi, che chiedono uno sforzo maggiore alle istituzioni, per garantire l’azienda ma soprattutto i lavoratori.

“Chiediamo al sindaco di impegnarsi in prima persona - affermano Giovanni Lo Schiavo e Giuseppe Cottone, della Fast Confsal - e auspichiamo che lui, sempre attento alle problematiche dei cittadini catanesi e dei lavoratori, possa trovare immediate ed improcrastinabili soluzioni  affinché l’Amt possa essere protagonista nel suo ruolo istituzionale  e garantire all’utenza, nel migliore dei modi possibili, il servizio pubblico urbano, nel rispetto della Regolarità e Sicurezza dell’Esercizio”. Richiesta condivisa dall’Ugl e dalla Uil che aggiungono “Anche se il compito è difficile, occorre una soluzione concreta, immediata e definitiva”. Il tutto, in attesa che la conciliazione avviata con la Regione, al fine di recuperare alcune decine di milioni relative al 2014, arrivi a conclusione.

Articolo pubblicato il 21 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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