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Quotidiano di Sicilia

Anna Maria La Bianca, sciarpe e foulards per conquistare gli Usa
di Liliana Rosano

Cresciuta a Bagheria, si è affermata nella moda a New York. Negli Stati Uniti funziona tutto più velocemente. Difficile dialogare con l’Italia

Tags: Anna Maria La Bianca, Moda



Anna Maria La Bianca, americana di nascita, cresciuta a Bagheria, si diploma all’istituto d’arte con specializzazione in moda. In Sicilia, collabora con una sartoria, con diversi studi di architettura e lavora anche come graphic designer. Prima di volare per gli Stati Uniti.
In Florida si specializza in lingerie, crea collezioni di intimo per donna per un noto marchio e comincia a farsi strada presso le grandi firme. Nel 2001, il trasferimento a NY. Sono anni intensi, di duro lavoro e di grandi riconoscimenti. Anna Maria diventa la designer delle creazioni di Victoria’s Secret e Calvin Klein, nonché la designer di lingerie tra i più grandi department stores in tutti gli Stati Uniti.
Nel 2009 realizza il suo sogno: una collezione presentata a Parigi di costumi da bagno e intimo con il suo nome: Anna Maria La Bianca Collections.

Cosí decide di diventare una designer indipendente. Trasforma i suoi parei in foulards eleganti, in caftani, in sciarpe oversize.
Della sua creatività si accorge il famoso department store sulla Fifth Avenue a New York City, Henry Bendel, che ha scommesso sulle sue creazioni. Michelle Obama, Sophia Loren, la principessa del Qatar, Lady Gaga hanno indossato e apprezzato i suoi foulard.

Cosa significa essere imprenditrice per una donna negli Stati Uniti? Quali i vantaggi rispetto all’Italia?
“Il vantaggio è proprio nel nome Made in Italy che è una garanzia e sinonimo di qualitè, ricercatezza, unicità ed è sempre molto apprezzato. Diciamo che si parte avvantaggiati da questo”.

Quali le difficoltà?
“Le difficoltà stanno più che altro nelle comunicazioni e nei tempi con le aziende italiane. Negli Stati Uniti, funziona tutto velocemente, i calendari vanno rispettati e si fa tutto il possibile o anche l’impossibile “to make it happen”. La difficoltà più grande che riscontro è una limitata comunicazione dall’italia che spesso e volentieri compromette l’esecuzione del progetto in corso. Questo è molto frustrante. Mi trovo spesso a dover mediare tra due mentalità spesso opposte. Non è facile”.

La più grande soddisfazione nella tua carriera?
“Uscire dal ‘Corporate America’ e scoprire con orgoglio che la mia clientela ama e compra le mie crezioni. Penso proprio che sia valsa la pena di fare una scelta così difficile”.

Il tuo marchio si rivolge ad una clientela di fascia alta. Quale è il feedback rispetto al Made in Italy che hai dai tuoi clienti?
“Il Made in Italy è molto apprezzato assieme alla personalizzazione dietro ogni creazione. Sapere che hanno un pezzo di una collezione Limited Edition, che sono davvero disegnati a mano, che ogni creazione venga rifinita una a una da mani esperte”.

Cosa pensi del mondo della moda in Italia. Pensi ci sia spazio per i giovani creativi e indipendenti?
“Ci sono tantissimi talenti in Italia, le cose più belle vengono sempre dal Made in Italy ma onestamente non saprei se c’è spazio per i giovani. Il successo di ogni artista è determinato dal suo pubblico. Noto sempre di più che la clientela americana ricerca l’unicità, la qualità, la storia personale dello stilista/artigiano dietro ogni suo pezzo mentre l’Italiano cerca la marca famosa e sta attento a uniformarsi attraverso quella moda che determina il loro status sociale ed economico del momento, l’orologio o la borsa di marca, lo stilista più in voga etc.”.
 


Nella sue collezioni la natura siciliana e lo stile liberty delle ville di Palermo

Anna Maria hai portato la tua Sicilia nelle tue sfilate. Cosa ci hai raccontato dell’Isola?
“I miei foulards Aquarelle raccontano lo stile Liberty delle meravigliose ville di Palermo, la mia collezione “Sicily” parla di natura siciliana, dei fichi d’india, del cielo sempre blu e dei profumi dei limoni e delle arance. La mia Sicilia è quell’Isola meravigliosa dove il tempo è lento e i rapporti umani sono ancora importanti.
Vedere sfilare i miei capi a Bagheria, avere un riconoscimento dalla mia gente è stata per me un’emozione forte”.

Qual è il sogno nel cassetto di Anna Maria?
“Oggi vendo in tutto il mondo tramite il mio sito e in prestigiose boutique negli Stati Uniti. Voglio continuare ad alimentare il mio sogno e sviluppare un vero e proprio lifestyle, un dream world dove tutte le donne si sentano belle, femminili, se stesse e a proprio agio. Non solo foulard, sciarpe, mantelle e caftani ma anche un concetto nuovo di lingerie e costumi da bagno in cui le donne si riconoscano e valorizzino la loro femminilità a qualsiasi eta’ in qualsiasi misura”.

Se volessi fare delle cose in Sicilia, cosa vorresti realizzare?
“Il mio più recente sogno nel cassetto è di creare una mia azienda proprio in Sicilia dove poter stampare i miei foulard e confezionare il resto delle mie collezioni di lingerie e costumi da bagno. Vedere scritto sulle etichette Made in Sicily e fare conoscere la bellezza della Sicilia nel mondo così come merita”.

Articolo pubblicato il 26 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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