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All'Ars si respira già aria di campagna elettorale
di Raffaella Pessina

Quella che si giocherà sarà una delle partite più difficili degli ultimi anni. Oggi, intanto, alle 16 riapre i battenti Sala d’Ercole

Tags: Ars, Elezioni, Sicilia



PALERMO - Le grandi manovre sono cominciate a Palazzo dei Normanni dove sembra si respiri già aria di campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento regionale.

Le prossime elezioni saranno un vero banco di prova per i partiti che si accingono a muovere strategicamente le proprie pedine per giocare una delle partite più difficili di questi ultimi anni.
 
Molti gli elementi da tenere in considerazione: il primo è la disaffezione dell'elettore che da qualche tempo a questa parte non va nemmeno più a votare e lo ha dimostrato l'elezione del Presidente della Regione Crocetta che è stato eletto con una percentuale del 15% circa (poiché è andato a votare il 47% degli aventi diritto e Crocetta ha raggiunto il 30% sui votanti).

La seconda variabile è data dalla riduzione del numero dei deputati che potranno salire sugli scranni di Sala D'Ercole: 70 al posto di 90. Venti in meno, da ripartire su tutti i partiti presenti attualmente a Palazzo dei Normanni.

Un terzo elemento sarà quello della tenuta della attuale maggioranza, dove il Pd, diviso tra chi sta con il Presidente Crocetta, che intende ricandidarsi e chi invece appoggia la linea del renziano Davide Faraone e chissà che non sia anche lui candidato alla più alta carica regionale. E ancora l’opposizione dovrà scegliere se riunirsi per acquistare forza o rimanere separata come è accaduto fino ad oggi tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra che vede opposti i partiti di Berlusconi e del suo ex delfino siciliano Angelino Alfano.

Anche i partiti cosiddetti minori, ma che minori non sono, fanno i conti strategici sulle prossime elezioni: ad esempio Sicilia Democratica, il movimento politico voluto dallo scomparso Lino Leanza e tradizionalmente vicino a Crocetta, sembrava stesse muovendo i propri passi per avvicinarsi all’Udc, il partito che affianca il Pd al Governo e al quale è stata affidata la seconda carica regionale, quella del Presidente dell’Ars.

Invece, Sd ha smentito l'avvicinamento al partito di Ardizzone, ma chiarisce che l'idea potrebbe non essere così distante dalla realtà. Giambattista Coltraro, in una nota spiega come “In merito a quanto pubblicato su vari quotidiani regionali, relativo al presunto passaggio del deputato Salvatore Giuffrida, unitamente a tutto il gruppo di Sicilia Democratica, all'interno delle fila dell'Udc, dichiaro formalmente, in qualità di capogruppo, che in atto le condizioni per uno scioglimento del movimento politico e del gruppo parlamentare di Sicilia Democratica non sussistono” e aggiunge: “Il gruppo  che presiedo guarda con grande interesse alla formazione di un nuovo progetto politico di area moderata e riformista che possa contribuire ad un reale sviluppo del nostro territorio, ma ancora i contorni dello stesso non sembrano ben delineati.

Stamani (ieri per chi legge, nda) si è formalmente riunito il gruppo parlamentare di Sicilia Democratica, alla presenza di tutti i deputati, e da loro è giunta la conferma di una rinnovata volontà di continuare il progetto politico originariamente creato dall'onorevole Leanza”.
Anche Giuffrida interviene sulla vicenda: “Smentisco categoricamente di avere mai rilasciato alcuna dichiarazione in merito ad un mio passaggio all'Udc, in quanto ancora lavoro all'interno del gruppo parlamentare di SD e a pieno regime, avendo, il gruppo, lo scopo di portare avanti alcuni progetti di legge importanti per la Sicilia, quali quello sulle associazioni di promozione sociale e quello sulla riorganizzazione del corpo della polizia locale”. Oggi, intanto, riapre Sala D'Ercole con la seduta d'Aula prevista per le 16.00.

Articolo pubblicato il 27 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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