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Regione ed Enti locali, pagare 4 miliardi di euro di debiti
di Carlo Alberto Tregua

Pmi asfissiate dalle banche per i crediti

Tags: Banche, Imprese, Credito, Finanziamenti, Prestiti, Enti Locali



Ci sarebbe da ridere, se non fosse che invece c’è da piangere. Moltissime piccole e medie imprese siciliane debbono farsi affidare crediti dalle banche per finanziare le forniture alla Regione e agli Enti locali siciliani. A livello nazionale, si stima che la pubblica amministrazione debba alle imprese oltre 60 miliardi di euro. Nella nostra Isola, tale stima indica la cifra di circa 4 miliardi, di cui 1,6 sono nel sistema confindustriale.
Che le Pmi debbano trovarsi fra l’incudine (gli Enti locali-clienti) e il martello (le banche) è un ulteriore elemento di pesantezza dello scenario economico, le cui spese sono anche addebitate ai dipendenti che, a differenza di quelli pubblici, svolgono un’attività produttiva e per ciò stesso dovrebbero guadagnare di più.
Invece, i dipendenti pubblici sono scarsamente produttivi, ma incassano regolarmente gli stipendi; quelli privati, che sono produttivi, incassano con difficoltà i loro stipendi anche per effetto dei ritardi dei pagamenti degli enti pubblici nei confronti dei loro datori di lavoro.

Una situazione poco commendevole, perché è conseguente alle scellerate azioni di un cattivo ceto politico che ha ingolfato Regione ed Enti locali con inutili dipendenti, inseriti in una quantità enorme rispetto, per esempio, alla Lombardia. Là vi sono 1546 Comuni e 9 milioni di abitanti contro i 390 Comuni e i 5 milioni di abitanti siciliani. Questo cattivo ceto politico, che ha scambiato il voto col bisogno, ha trasformato di fatto gli Enti locali in ammortizzatori sociali, ha diffuso la pessima mentalità che si può non lavorare e tuttavia incassare uno stipendio (deresponsabilizzando i dipendenti) e, peggio ancora, fa credere all’opinione pubblica che le risorse da spendere in servizi sociali non ci sono.
Menzogne e fandonie che stentiamo a trovare nella stampa e nelle televisioni regionali, che fanno il loro mestiere di diffusione dei fatti di cronaca ma, forse, dovrebbero attivare inchieste. È necessario che l’opinione pubblica sia servita da un’informazione con la schiena dritta.
 
Regione ed Enti locali siciliani, pagate i vostri 4 miliardi di debiti e date fiato alle imprese che così possono pagare a loro volta i propri dipendenti. Fatevi prestare voi i soldi dalle banche, le quali verranno alleggerite, dall’altra parte, di affidamenti a imprese. Si tratta di una partita di giro, con effetti benefici per tutti che, però, non prende quota per la irresponsabilità dei vertici istituzionali, regionali e locali.
Il Parlamento regionale ha approvato la legge 6/09, che all’art. 14 prevede la possibilità di consentire alle imprese creditrici di cedere il proprio credito pro- soluto alle banche. A distanza di oltre sei mesi non è stata redatta alcuna convenzione fra Regione e istituti di credito per rendere operativa quella buona legge. Un ritardo colpevole per un’operazione a costo zero. Infatti, non vi sarebbero oneri per la Regione e d’altra parte le banche avrebbero l’interesse a fare quest’operazione in quanto diventerebbero creditrici di interessi di mora nei confronti degli enti debitori con una misura rilevante, pari a circa l’8 per cento .

L’assessore regionale al Bilancio e il dirigente generale dovrebbero attivare rapidamente queste convenzioni, ma non ci risulta che siano state preparate le bozze. Qui pubblicamente chiediamo ad alta voce che l’assessore e il dirigente si adoperino in tempi brevissimi ad indire una riunione con le dieci banche più rappresentative in Sicilia (piccole o grandi) per la firma di tali convenzioni, in modo da consentire alle imprese di smobilizzare i loro crediti in coincidenza delle prossime festività. In quel periodo, da un canto e inopinatamente, la ragioneria generale chiude i rubinetti e, dall’altro, per le imprese, vi sono oneri straordinari portati da tredicesime e spese di fine anno.
Non sappiamo se i tempi europei da noi richiamati trovino sensibilità nei responsabili istituzionali di Regione ed Enti locali. Tuttavia, l’emergenza liquidità esiste e sarebbe da sordi far finta di niente. In soccorso di costoro ricordiamo la bella e vecchia canzone dell’indimenticabile Giorgio Gaber: Quasi quasi mi faccio uno shampoo.

Articolo pubblicato il 21 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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