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Messina - La tragicomica vicenda del Bilancio di previsione 2015
di Lina Bruno

Revisori dei conti pronti a bocciare il documento, che dovrebbe essere rivisto dall’Amministrazione. La scadenza del 30 aprile non sarà rispettata. Adesso si punta a fine maggio

Tags: Messina, Bilancio, Renato Accorinti



MESSINA - Bilancio di previsione 2015 da rifare e casse del Comune che continueranno per le prossime settimane a rimanere vuote. Una vicenda surreale, a tratti, tragicomica ma con conseguenze devastanti per la città dal punto di vista economico e sociale. La mancanza di liquidità  paralizza il Comune, in seria difficoltà per erogare servizi essenziali, anche attraverso le partecipate, e stipendi.

La corsa contro il tempo quindi continua, anche se il termine del 30 aprile non si potrà più rispettare e ci si è appigliati, in alternativa, alla proroga del 31 maggio, concessa dal ministero degli Interni agli Enti locali per presentare le certificazioni necessarie a ottenere il contributo  annuale di 70 mln di euro. Entro il nuovo termine il Comune di Messina dovrà certificare sia l’avvenuta approvazione del previsionale 2015 che del consuntivo dello stesso anno. Intanto, dovrebbero arrivare le somme dell’addizionale Irpef e un finanziamento regionale in grado di consentire, come promesso dal segretario-direttore generale Antonio le Donne, di pagare gli stipendi di aprile ai dipendenti comunali. Si parla, però, soltanto di una goccia nel mare, anche perché per coprire tutte le spese da qui a fine maggio Palazzo Zanca ha bisogno di circa 20 mln di euro.

L’assessore al Bilancio Luca Eller Vainicher ha dovuto suo malgrado cedere alle richieste dei Revisori dei Conti, che hanno in esame il documento finanziario e che da giorni ribadiscono che senza ulteriori variazioni il loro parere sarà negativo. Una linea ribadita in Commissione Bilancio alla presenza del vice sindaco Gaetano Cacciola, che ha chiesto a Dario Zaccone, Federico Basile e Giuseppe Zingales di mettere per iscritto le valutazioni negative per permettere all’Amministrazione  di rifare il bilancio “nel più breve tempo”.
 
Una sorta di compromesso non privo di tensioni a cui si è giunti dopo un braccio di ferro culminato nella conferenza stampa di domenica scorsa, con sindaco e Giunta al completo, nel corso della quale è stato ribadito che il previsionale consegnato ai revisori era rispondente ai criteri di veridicità, congruità, attendibilità e coerenza previsti dall’art. 239 del Testo unico degli enti locali. “Non possiamo – ha affermato l’assessore Eller Vainicher - fare saltare per un parametro. Mi assumo la responsabilità nel dire che ragionevolezza e veridicità sono garantiti”.

Secondo il Collegio dei revisori, però, il documento presentato non rispetta le prescrizioni delle norme in vigore per uno sforamento dei dodicesimi che determina un disallineamento contabile tra quanto riportato nel documento e quanto dovrà essere certificato nel consuntivo 2015.

Non è servita neppure la dichiarazione del ragioniere generale Antonio Cama per fare cambiare linea ai Revisori al cui parere, sebbene non vincolante, è legato l’esito del voto in Consiglio comunale.

Dal punto di vista strettamente politico, i consiglieri non vorrebbero ritrovarsi a bocciare un documento finanziario così importante, perché si assumerebbero una responsabilità nel dissesto della città, che vogliono ricada invece tutta sulla Giunta.
“Si approvi questo bilancio – ha affermato Lillo Oceano, segretario generale della Cgil - e subito dopo l’unica soluzione è che chi si è dimostrato non all’altezza, sindaco, Giunta e Consiglio, compiano un gesto di generosità nei confronti dei messinesi, senza tergiversare in attesa che vecchie e nuove cordate di potere si organizzino per conquistare quel che resta della  città”.

Di ritardi l’Amministrazione ne ha accumulati tanti e lo stesso Luca Eller Vainicher ha parlato di errori commessi dal suo predecessore, Guido Signorino e dai Dipartimenti, in relazione al Bilancio 2014, arrivato senza che vi fossero focalizzati molti dei problemi da cui si è stati invece travolti un anno dopo. Secondo il neo assessore il riaccertamento dei residui andava fatto prima e gli orientamenti sui bilanci armonizzati, che hanno colto di sorpresa gli uffici del capoluogo, erano noti da tempo.

Adesso però bisogna programmare per i prossimi anni e rimodulare il Piano di riequilibrio entro il 30 giugno.

Articolo pubblicato il 29 aprile 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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