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Catania - Firmato il Patto per Catania, arrivano in città 790 milioni di euro
di Chiara Borzì

Tra i principali assi d’intervento: infrastrutture, ambiente, sviluppo economico, sicurezza e politiche sociali. Il presidente Renzi: “Il governo c’è e continuerà a visitare il Mezzogiorno”

Tags: Catania, Matteo Renzi



CATANIA - La firma del Patto per Catania arriva con un’ora e mezza di ritardo. Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è stato costretto ad arrivare in città in elicottero per via della chiusura dell’aeroporto Fontanarossa, a seguito dall’atterraggio di emergenza a cui è stato costretto un ATR 42 dell’Air Vallè. Entrato al Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” il premier si è scusato, ascoltato alcuni stralci programmati della Norma ed è subito salito sul palco con il Sindaco di Catania Enzo Bianco per firmare l’accordo che porterà sotto nella città metropolitana un totale di 790 milioni di euro da spendere entro il 2020.

“Il Mezzogiorno torna nell’agenda del Governo - ha dichiarato Bianco - non solo a parole ma con i fatti. Questo Patto è una vera iniezione di fiducia. Il Sud può essere locomotiva che trascina la ripresa del paese se messo in condizione di produrre una crescita del 7-8 per cento”. Il sindaco ha fatto presenti a Renzi quelli che a suo parere sono i “sei deficit” che bloccano il Mezzogiorno (gap infrastrutturale, costo dell’energia e dei trasporti, difficoltà di accesso e costo del credito, criminalità organizzata e mafiosa, bisogno di maggiore efficienza pubblica) e riconosciuto che “da parte del Governo c’è un’attenzione vera e non di circostanza sul tema del Mezzogiorno” ma che “molto dipende dalla classe dirigente del Sud. Non dobbiamo scaricare le nostre responsabilità ma fare la nostra parte”.

Nel suo discorso il Presidente del Consiglio ha spaziato toccando diversi argomenti, rispondendo anche ai punti evidenziati da Bianco. “Non posso parlare di ponte se qui crollano i viadotti - ha detto Renzi - la prima regola del gioco è la manutenzione e finire quello che era stato cominciato”. Sulle migrazioni il premier ha di fatto rifiutato ogni soluzione di respingimento.”Ci sono secoli di storia che ci dicono quanto sia necessario accogliere o dare sepoltura a chi muore. Contemporaneamente ci vuole una strategia: l’Africa è tra i contenenti con i maggiori tassi di crescita, serve investire li”. Renzi ha infine fatto un appello affinchè sia controllato l’operato della politica, dicendosi consapevole dei grossi problemi presenti nel paese. “Non c’è un mago Merlino che con la bacchetta magica risolve i problemi, la grande sfida per riportare l’Italia ad essere leader in Europa dipende da tutti noi. Controllate l’impegno che abbiamo assunto e controllateci, siamo pronti e trasparenti per fare verifica, punto per punto, delle cose che non funzionano. Il Governo c’è e continuerà - ha garantito il Presidente del Consiglio - a visitare il Mezzogiorno”.

Con la firma del Patto per Catania saranno destinate alla città 740 milioni di euro iniziali, a cui se ne aggiungeranno 39 con la firma del Patto per la Sicilia. 408 milioni provengono dal PON “Città Metropolitana”, 332 milioni sono contributi della Presidenza del Consiglio. Entro il 2020 tutte le somme dovranno essere spese, la maggior parte (non ne è stata specificata la somma) dovranno essere spese entro il 2017. Infrastrutture, ambiente, sviluppo economico e produttivo, sicurezza e politiche sociali, sono gli assi d’intervento su cui confluiranno le somme del Patto.

Articolo pubblicato il 03 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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