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#Funder35, ecco le cose da sapere per partecipare
di Antonio Leo

Stanziati 2,6 mln € con il contributo di 18 Fondazioni: domande entro l’1 luglio. Torna il bando per le no profit che operano in campo culturale

Tags: Funder35



PALERMO – È ormai un appuntamento fisso per il mondo no profit e in particolare per tutti quegli attori che operano in campo culturale. Funder35, forte delle 170 proposte – 16 delle quali dalla Sicilia - pervenute nel corso dell’edizione 2015, torna anche quest’anno con il bando rivolto alle organizzazioni senza scopo di lucro, composte in prevalenza da soggetti con età inferiore a 35 anni e impegnate a innovare nei settori della produzione artistica e creativa. Il bando, che ha una dotazione complessiva di 2 milioni e 650 mila euro, è promosso da 18 fondazioni, tra cui – oltre la Fondazione Cariplo, capofila dell’iniziativa – si segnalano la Fondazione con il Sud e la Fondazione Sicilia. Le proposte potranno essere presentate esclusivamente online entro il 1° luglio, attraverso il sito www.funder35.it, dove sarà necessario registrarsi, compilare l’anagrafica dell’organizzazione e inserire il proprio progetto.

A chi è rivolto il bando
Funder35 “è rivolto alle organizzazioni non profit di natura privata attive da almeno 2 anni alla data di pubblicazione del bando (2 maggio 2016)” e con l’organo di gestione costituito in maggioranza assoluta (50% più uno) da membri di età inferiore a 35 anni. Inoltre anche le cariche principali (Presidente e Vice presidente) devono essere ricoperte da giovani under 35.
Non si tratta dunque di agevolare la creazione di startup, ma di sostenere le imprese culturali già esistenti (associazioni, imprese sociali, fondazioni ecc) attraverso un contributo economico a fondo perduto e un’attività di accompagnamento. Questo sostegno prevede un supporto formativo e una serie di facilitazioni, tra cui l’accesso di sostegno al credito, grazie al protocollo di intesa Acri – Finder35 – ABI siglato a gennaio, e la possibilità di accedere a una piattaforma di crowdfunding dedicata. Le organizzazioni partecipanti devono operare  nel campo della produzione “artistica/creativa in tutte le sue forme”, oppure nell’ambito dei servizi a supporto della conoscenza, della tutela e della valorizzazione “dei beni e delle attività culturali”.
Che non verranno sostenute associazioni di nuova costituzione è rimarcato nel punto 2 del bando, laddove viene precisato che “le imprese proponenti” devono dimostrare “di aver avuto, nei due anni precedenti, un’attività regolare e non episodica con un livello sufficientemente costante di ricavi”.

Requisiti statutari
Saranno ammessi alla fase di valutazione quelle organizzazioni no profit nei cui statuti, tra l’altro, sia vietata la distribuzione, diretta e indiretta, di utili, avanzi di gestione, fondi e riserve. Sono sempre considerate ammissibili le organizzazioni iscritte nei registri regionali di volontariato o in quelli delle associazioni di promozione sociale, le organizzazioni iscritte all’albo nazionale delle Ong e quelle iscritte nel registro delle Onlus. Sono inoltre ammissibili le cooperative e le imprese sociali, nonché le cooperative che operano nel settore dello spettacolo. Esclusi, tra gli altri, i partiti politici, i sindacati, gli enti pubblici e quelli ecclesiastici.
Potranno partecipare anche le organizzazioni nel cui statuto l’attività culturale non è esplicitata come finalità principale, ma che nei fatti risulti essere prevalente (concentrazione del volume delle attività svolte nell’ultimo triennio, desumibile ad esempio dal curriculum, dal bilancio, ecc.). Ciascuna organizzazione potrà presentare una sola proposta progettuale. Le imprese culturali potranno partecipare singolarmente o in partnership con altre organizzazioni.

I progetti ammissibili
Saranno considerate ammissibili esclusivamente le proposte di progetto finalizzate a rendere sostenibili nel tempo le imprese culturali e le loro attività attraverso interventi di miglioramento della struttura organizzativa, di rinnovamento dei processi e degli strumenti di produzione, l’introduzione sul mercato di prodotti o servizi di carattere innovativo in grado di favorire il posizionamento strategico dell’impresa, l’avvio di collaborazioni stabili con altre organizzazioni di settore. 

I territori coinvolti
Possono partecipare a Funder 35 le imprese che abbiano sede operativa e di fatto operino in Basilicata, Calabria, Campania, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Valle d’Aosta. Inoltre sono ammesse le province di Bologna, Modena, Parma e Ravenna in Emilia Romagna, Pordenone e Udine in Friuli-Venezia Giulia, le province della Spezia e di Genova in Liguria, le province di Ascoli Piceno e Ancona nelle Marche, di Firenze, Livorno e Lucca in Toscana, le province di Belluno, Padova, Rovigo, Verona e Vicenza in Veneto.

Com’è andata l’edizione 2015
Nel 2015 sono state sostenute 50 imprese culturali in 14 regioni e in diversi settori culturali: danza, teatro, musica, fotografia, cinema, arte, fumetto, enogastronomia e turismo, complessivamente con 2,5 milioni di euro. Tra i 50 vincitori c’è stata la Pro Loco Sciacca Terme, che ha ricevuto un contributo di 35.000 euro con il progetto “Sciacca Tour – Percorso turistico innovativo”.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2016 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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